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Dipendente denuncia illecito, allontanato dalla ditta. Il caso in Campidoglio

Un dipendente della ditta di pulizie in servizio al Palaexpo denuncia illecito e finisce oggetto di provvedimenti disciplinari

Sulla vicenda di Alessandro Scermino e Palaexpo siamo tornati più volte, fin dal primo momento dei suoi appelli, quando raccontava la sua storia. Certo, la sua storia è la sua versione, che ovviamente contrastava e contrasta con quella dei suoi superiori. Ma è una storia “interessante”, finita più volte anche in Campidoglio, all’attenzione di Andrea De Priamo, capogruppo di Fratelli d’Italia. Scermino aveva denunciato “Vessazioni e intimidazioni da parte della responsabile dell’area accoglienza del museo – leggiamo nella nota di De Priamo, indirizzata all’Assessore alla Crescita Culturale, Lorenza Fruci, e all’Assessore al Bilancio e Coord. Strategico delle partecipate, Gianni Lemmetti – affinché fossero svolte mansioni diverse da quelle previste dal contratto di assunzione, si è determinata una situazione di criticità lavorativa e della gestione dei rapporti”.

Palaexpo, società partecipata del Comune di Roma, si è difesa, “Tramite lettera di contestazione inviata via PEC direttamente alla Ditta Miorelli [la ditta delle pulizie del museo, ndr] – prosegue la nota – chiedeva di procedere alla immediata sostituzione del dipendente Scermino Alessandro e di prendere contatti con l’Azienda al fine di valutare eventuali profili di responsabilità”. Per De Priamo non v’è dubbio: “trattasi, secondo una interpretazione della dinamica dei fatti, di un caso di Whisteblowing”. Infatti, al provvedimento è seguito il licenziamento vero e proprio, costringendo Scermino a essere disoccupato da ormai 2 anni.

Cos’è il Whistleblowing?

Il Whistleblowing tutela quella persona che segnali un illecito o riferisca al proprio superiore gerarchico condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro. Il lavoratore, per tale tutela, non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto ad una misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia. Cosa che, invece, sarebbe accaduta ai danni di Scermino.

2 anni di disoccupazione, il prezzo del suo coraggio

Le indagini condotte dal Tribunale non hanno escluso la veridicità dei fatti: “Si può ben dire – continua De Priamo – che le indagini lasciano spazio alla possibilità che i fatti di illeciti siano avvenuti, e non che fossero falsi come, all’epoca dei fatti, rispondeva Palaexpo quando riceveva segnalazioni su condotte irregolari di suoi dipendenti”. Se ciò risultasse vero, è molto imbarazzante per il comune di Roma avere una legge di tutela del lavoratore che non funziona. “Ci si chiede se sarebbe stato opportuno, da parte della dirigenza di Palaexpo, – conclude De Priamo – accertare e verificare eventuali responsabilità dei propri dipendenti al momento della denuncia anche a fronte del grave danno arrecato al dipendente della Miorelli Service, ritrovatosi senza occupazione da oramai circa 2 anni e dovendo sostenere una causa”.

Scermino intanto ha pagato il prezzo del suo coraggio, con 2 anni di disoccupazione e tutto ciò che ne comporta. “Ringrazio l’insistenza del consigliere capitolino a rappresentare quanto di più ingiusto ho dovuto subire – ci racconta Scermino – da persone che non meritano di ricoprire l’incarico conferito da Roma Capitale e auspico che l’amministrazione Capitolina in tema trasparenza si attivano urgentemente per una adeguata sanzione contro la direzione Palaexpo.

Questi illustri signori – termina Scermino – dovrebbero vergognarsi per non aver mai tutelato la classe operaia che per poche centinaia di euro veniva sfruttata in manovalanza di qualsiasi genere mentre i loro dipendenti bivaccavano indisturbati senza nessun controllo”.

Redazione

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