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Azione Frontale, sul raccordo il ricordo di Mussolini

I neofascisti di Azione Frontale immortalano un nuovo blitz sul raccordo per ricordare il compleanno di Mussolini, nato il 29 luglio 1883

Nella notte scorsa è comparso sul raccordo uno striscione: “Per Benito Mussolini eia eia alalà!”. L’opera è firmata Azione Frontale, associazione neofascista romana che non è nuova in queste esternazioni. Il grido “eia eia alalà” fu preso dal fascismo per sostituire l’americano “hip hip urrà”. In particolare, il successo di questo motto si deve a D’Annunzio, il “Vate”, che, secondo recenti ricerche, a sua volta prese da Pascoli.

“Anche quest’anno abbiamo reso omaggio al Duce d’Italia nell’anniversario della sua nascita – dichiara in una nota Ernesto Moroni, presidente di Azione Frontale – Un atto dovuto sia per la grandezza dell’uomo, sia per quello che ha rappresentato e rappresenta ancora tutt’oggi nel nostro paese”. La posizione di Azione Frontale, come quella di tutta l’estrema destra romana e nazionale, è totalmente a favore di una riscrittura della storia che ha condannato Mussolini. Inutile a dirsi, ciò solleverà il solito mucchio di polemiche.

Il tema, infatti, è estremamente divisivo. Anzi, è un tema ostracizzante. Il nome Mussolini è tabù e non può essere affrontato se non per condannarlo. Così, su questo nome si fonda una doppia religione: la religione minoritaria di chi lo esalta e la religione maggioritaria di chi lo condanna. Entrambi con i propri rituali (ricordare il suo compleanno oppure ricordare piazzale Loreto), entrambi con le proprie contrastanti visioni. Per quanto mi riguarda, il nome Mussolini non può continuare a essere un nome divisivo e va affrontato in maniera storica, soprattutto in vista dei quasi 80 anni che ci separano dalla sua morte. Mussolini appartiene al passato. Come un qualsiasi capo di governo, ha le sue luci e le sue ombre. Ritenere che sia stato un governo di sole ombre è una presa di posizione ideologica e religiosa, tanto quanto ritenerlo di sole luci. Fascisti e antifascisti, fascismo e antifascismo.

Ricordiamo Pasolini, comunista convinto nonostante l’omicidio del fratello, quando diceva che il vero fascismo non era più ciò contro cui combattevano gli antifascisti. Il fascismo, per Pasolini, era quella società dei consumi che stava prendendo il sopravvento nel suo tempo e che, nel nostro tempo, domina ormai su ogni singolo individuo. E forse ne prende spunto lo stesso Moroni, quando asserisce che “La tanto elogiata democrazia ha mostrato il suo vero volto, facendo vedere cosa significhi realmente essere in dittatura!”

Flavio Quintilli

Flavio Quintilli

Flavio Quintilli, classe ’86. Mi interesso di politica, cronaca e musica. Credo nel valore delle idee e difendo la libertà di poterle esprimere.

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