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Io sono Giorgia, il libro negato a Tor Bella Monaca

Giorgia Meloni, presidente del partito Fratelli d’Italia, è autrice del libro “Io sono Giorgia”. La libraia di Tor Bella Monaca non lo venderà

io sono giorgia

Non volevo scrivere di questa storia. Ho qui sulla scrivania libri acquistati in questa libreria a Tor Bella Monaca, dalla libraia Alessandra Laterza. Non volevo scrivere, lasciar correre. Ma sono triste e amareggiato. Negare un libro per pregiudizio, per partito preso, è una follia ideologica senza scuse e senza difese. Sono amareggiato e non riesco a scrivere in maniera distaccata, a fare un’analisi dei fatti. Quindi andrò a spanne: il libro è “Io sono Giorgia”, scritto da Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia. Ebbene, questo libro non vedrà luce nell’unica libreria di Tor Bella Monaca.

“Una scelta etica – spiega Laterza per mezzo stampa – La mia libreria è un luogo di resistenza, di vero servizio sociale. Il mio sentire è diverso da quello di Giorgia Meloni. Il sottotitolo fa riferimento alla sua storia: la conosco e proprio per questo non ho intenzione di venderlo. Non si tratta di censura ma di cosa si vuole comunicare. LE presentazioni in libreria hanno sempre avuto uno scopo educativo, morale e etico e nel pensiero di Meloni non c’è qualcosa che ho piacere di raccontare. Sicuramente avrà altrove la sua visibilità”.

Tutti contro Meloni

Neanche lo avrei comprato quel libro, non mi appassiona. Eppure, oggi, lo comprerei. Per capire cosa c’è di così brutale e agghiacciante in Giorgia Meloni. Negli anni è stata attaccata per la sua forma fisica, per aver osato ritoccarsi su Photoshop, è stata paragonata a Gollum del Signore degli Anelli, è attaccata costantemente per il suo accento romano, accostata alla figura della “pesciarola”. È questa la massima espressione della libertà, della democrazia che si ha a sinistra? Ho i miei dubbi.

Eppure, Alessandra Laterza partecipa regolarmente alla corsa politica nel Partito Democratico, ne è esponente territoriale anche di spicco. C’è persino chi la dà in corsa per le primarie a Presidente del Municipio VI. In quanto libraia è libera di scegliere cosa vendere e cosa non vendere, su questo non c’è dubbio alcuno. Tanto vale affiggere alla porta d’ingresso la faccia di Giorgia Meloni con scritto “Se voti la pesciarola non entrare”.

Calvino vs Pasolini. Ma oggi c’è Murgia

Negli anni Settanta c’erano due visioni opposte in seno alla sinistra. C’era l’ortodosso Italo Calvino e c’era l’eretico Pier Paolo Pasolini. Calvino diceva: “I giovani fascisti di oggi non li conosco e spero di non aver occasione di conoscerli”. Pasolini ribatteva: “Augurarsi di non incontrare mai dei giovani fascisti è una bestemmia, perché, al contrario, noi dovremmo far di tutto per individuarli e per incontrarli. Essi non sono i fatali e predestinati rappresentanti del Male”. La situazione non è cambiata molto, esistono solo due differenze: il fascismo non c’è più, né ci sono più i suoi gerarchi. Oggi non esiste più Pasolini.

“Pasolini non c’è più, oggi ci siamo noi”, dichiara infatti Michela Murgia. Oggi non ci sono i fascisti, non c’è Pasolini. E, forse, non c’è neppure più quella sinistra dimenticata che era stata resa grande da Enrico Berlinguer, quella del rispetto con il grande avversario e mai nemico, Giorgio Almirante. Com’è strana la vita, com’è strano questo mondo. Mala tempora currunt, dicevano i latini: “corrono brutti tempi”. Quando a farne le spese sono i libri, facciamoci delle domande. E riflettiamo.

Redazione

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Questo articolo rappresenta un lavoro redazionale, costruito da più persone e condiviso da tutti gli autori.

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