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Sport, M5S boccia proposta Celli per annullare canone associazioni di Roma

Svetlana Celli propone di annullare il canone delle associazioni sportive, dovuto per l’uso delle strutture comunali. Il M5S boccia tutto

palestre scuola

Il coronavirus ha messo in difficoltà il nostro sistema sanitario, sconvolto le nostre vite e modificato le nostre abitudini. Molte attività sono in crisi, molte sono già chiuse e ci sono interi settori che si sono completamente fermati: tutti i settori della cultura. Abbiamo parlato spesso del danno per l’indotto del mondo della cultura e dello spettacolo, meno spesso abbiamo nominato la grande crisi che sta vivendo il mondo dello sport. Per questo, avremmo voluto che fosse approvata la proposta di delibera di Svetlana Celli (Roma Torna Roma, in coalizione con il PD).

Celli aveva proposto, assieme alle firme dei dem Pelonzi e Corsetti, di intervenire con urgenza sui canoni d’affitto delle associazioni sportive che operano nella Capitale, in particolare riequilibrando i contratti: “agevolazioni in materia di corrispettivi nei rapporti di concessione di impianti sportivi e palestre di proprietà comunale”. La domanda è: se non puoi lavorare, perché devi pagare?

Una proposta di buon senso

Questa proposta è di assoluto buon senso e andrebbe non solo approvata: andrebbe estesa a tutti i settori colpiti duramente dalle varie restrizioni dei Governi Conte e Draghi. Esattamente come proponeva sotto Palazzo Chigi Fratelli d’Italia: “Se mi chiudi, non mi chiedi”, intendendo la proposta di un anno fiscale bianco. Come chiedeva d’altronde anche Francesco Figliomeni (FdI) al Campidoglio, in un’interrogazione al Sindaco Raggi, il 16 marzo scorso: “Abbiamo presentato l’ennesima interrogazione urgente alla sindaca Raggi – dichiara in una nota Figliomeni – per richiedere con urgenza l’annullamento dei canoni per le concessioni degli impianti sportivi capitolini e delle palestre scolastiche prevedendo altresì una riduzione degli stessi per il 2022”.

Il PD romano, in contraddizione con quello governativo, propone quindi agevolazioni sacrosante per il mondo dello sport, ora più che mai in ginocchio. La proposta è arrivata oggi in Municipio VI, dove il M5S si è comportato in assoluta coerenza con il governo Draghi: si astiene, causando la bocciatura della proposta di Celli e del centrosinistra. L’alleanza PD-M5S, attiva a livello governativo e regionale, sembra incrinata a livello capitolino? Forse, visto che la proposta di Celli va contro i dettami Conte-Draghi. A livello municipale, come era lecito aspettarsi, il M5S si astiene e fa in modo che la proposta sia bocciata. Unica eccezione: la M5S Gemma Smeragliuolo ha votato a favore della delibera Celli, in dissenso con la linea di partito.

Dura polemica PD – Fratelli d’Italia

Nicola Franco, capogruppo di Fratelli d’Italia in Municipio VI, attacca pesantemente il Partito Democratico: “La delibera, che vedeva prima firmataria la consigliera Celli è stata bocciata – scrive in un post Facebook – nonostante il convinto voto favorevole di FdI, per l’astensione del M5stelle. I consiglieri del PD, presenti in Consiglio, non hanno espresso il loro voto”.

Di risposta, Fabrizio Compagnone, capogruppo e segretario del Partito Democratico in Municipio VI: “Ovviamente il voto è stato favorevole – scrive nel suo profilo Facebook – al contrario di quanto sostiene qualcuno. Un livello così basso non pensavamo mai fosse raggiungibile. Neanche le più semplici operazioni di voto qualcuno riesce a seguire, facendo una bieca propaganda”.

Il consigliere Compagnone asserisce di aver votato tramite votazione online, di cui non può esservi traccia finché non sarà pubblicato il verbale delle operazioni. Fino ad allora, quindi, non si può certo accusare di una cosa del genere. Le operazioni di voto, ai tempi del covid, sono online; chi non vota online, ed è presente in consiglio, viene chiamato per esprimere pubblicamente il suo voto. Compagnone, non essendo stato chiamato per esprimere il suo voto, ha quindi espresso il suo voto online (visibile soltanto alla pubblicazione del verbale). L’accusa del capogruppo FdI non è quindi fondata su prove ma solleva comunque due questioni:

  1. La proposta di delibera di centrosinistra a firma Celli, Pelonzi e Corsetti ha trovato appoggio nel centrodestra durante la discussione ma non del centrosinistra. Né Compagnone né Gasparutto (PD) sono infatti intervenuti durante la sessione, in religioso silenzio fino alla votazione.
  2. Al contrario di Compagnone, Gasparutto è stato chiamato per esprimere il proprio voto ma non ha parlato. Il silenzio di Gasparutto equivale al non aver partecipato al voto. Su una proposta del centrosinistra, quindi, avrebbe partecipato al voto soltanto Compagnone, salvo eventuali smentite.

Polemiche a parte, è un vero peccato: questa di Celli era un’ottima proposta, di assoluto buon senso. Purtroppo, come tutte le buone proposte, è finita nel cestino. Che spreco.

Flavio Quintilli

Flavio Quintilli

Flavio Quintilli

Flavio Quintilli, classe ’86. Mi interesso di politica, cronaca e musica. Credo nel valore delle idee e difendo la libertà di poterle esprimere.

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