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Pandemia e isolamento: chi ne pagherà le conseguenze?

Riflessioni sull’ultimo anno trascorso tra quarantene e regioni colorate, tra pandemia e isolamento

Autore: Ion Barbu | Copyright: ©macondos – stock.adobe.comace

Le conseguenze che il nostro paese si porterà dietro alla fine di questa emergenza Covid sono a dir poco mostruose. È sotto gli occhi di tutti che a far paura ormai non è più solo il virus ma anche e soprattutto il futuro che ci aspetta. Sì, perché questo anno di stallo, ormai possiamo dirlo, ha congelato progetti, sogni, ambizioni, percorsi e entusiasmi di ognuno. Pandemia e isolamento saranno parole che riecheggeranno per le prossime generazioni.

Non esistono privilegiati e non esistono esenti: ci rimetteranno i bambini perché privati delle libertà di socialità e di gioco; ci rimetteranno gli adolescenti depredati di una formazione completa, perché che ci crediamo o no, la DAD non può sostituire la scuola in carne e ossa per più di un motivo. Ci rimetteranno i giovani che si affacciavano adesso al mondo del lavoro e si vedono congelati da ormai 365 e più giorni. Ci rimetteranno gli adulti, consumati dalla quotidianità dello smart working, per chi ne ha ancora uno di lavoro. Ci rimetteranno gli anziani, perché molti non sappiamo neanche se saranno così fortunati da averlo questo futuro.

Insomma, l’isolamento e la stasi sta veramente consumando tutti ma soprattutto sta prosciugando le forze di ognuno di noi. Cosa possiamo fare per sentirci meglio? A questa domanda continuiamo a non trovare risposta, se non quella che vorremmo che tutto questo abbia una fine e possa restituirci la normalità che spesso disprezzavamo prima.
Da ogni parte del mondo, oggi ci sentiamo uguali, perché privati delle stesse identiche forme di libertà. Era davvero necessaria una pandemia per farci empatizzare con il prossimo?
Forse sì, allora speriamo di uscirne cambiati in positivo almeno. Ma comunque, di uscirne presto.

Erika Nicole De Bonis

Erika Nicole De Bonis

Erika Nicole De Bonis

Erika Nicole De Bonis, laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo alla Sapienza, specializzanda in Storia dell’Arte. Ha studiato recitazione per diversi anni, è attrice di teatro e doppiaggio. Scrive e dirige la sezione Cultura della Postilla, ponendo l’accento sui punti di forza e debolezza del patrimonio culturale del Municipio VI.

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