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Fascismo, Azione Frontale celebra i 102 anni

Il 23 marzo 1919 nascevano i Fasci italiani di combattimento, genitori del Fascismo. Azione Frontale decide di celebrare il 102° “compleanno”

La storia ha due protagonisti: vincitori e vinti. Ogni epoca ha i suoi vincitori, ogni epoca ha i suoi vinti. E sappiamo bene chi è il vinto della Seconda Guerra Mondiale: il Fascismo. Nonostante i tentativi di abbattere ogni nostalgia e revanscismo culturale, con la legge Scelba-Mancino, con la legge Fiano, alcuni nostalgici non vogliono dimenticare quel periodo. “Un sogno chiamato Fascismo”, dice Ernesto Moroni, presidente di Azione Frontale, associazione neofascista romana con sedi in tutta Italia.

Oggi è infatti il 102° “compleanno” della nascita dei Fasci italiani di combattimento, nati il 23 marzo 1919 su iniziativa di Benito Mussolini: “una data storica – dice Moroni – che rappresenta ufficialmente la nascita del nostro essere al di là di quello che può rappresentare il Fascismo a livello pratico e politico”. In occasione di questa data, nella notte gli attivisti di Azione Frontale in tutta Italia hanno messo locandine sui luoghi istituzionali e là dove insistono le sedi del Partito Democratico: un’evidente provocazione cui seguirà senz’altro una risposta.

I vinti non dimenticano

Come nel bellissimo e commovente libro di Giampaolo Pansa, “I vinti non dimenticano”, anche gli attivisti di Azione Frontale non cedono la memoria alla storia. Questo perché, secondo Moroni, il fascismo è una “idea che rese fiero e forte un popolo relegato fino a quel momento a essere la ruota di scorta di un’Europa in espansione, sia economica che culturale”.

Certo, la storia è andata poi diversamente, soprattutto quando l’Inghilterra ha tagliato i ponti con Mussolini, come racconta l’illuminante libro di Giovanni Fasanella, “Il golpe inglese”. Mussolini, chiamato da Churchill “il più grande legislatore vivente”, è ancora oggi oggetto di un vero e proprio culto. Un culto talmente forte che il mondo politico di sinistra teme effettivamente un suo possibile “ritorno”.

Moroni ha le idee chiare sul perché esista la paura del ritorno del Fascismo: “Sono state raccontate esclusivamente bugie indirizzate alle generazioni che si sono susseguite negli anni – scrive Moroni – con l’unico di cancellare dalla storia un’idea che fa paura al capitalismo e al concetto di uomo inteso esclusivamente come mezzo di produci e consuma”.

Flavio Quintilli

Redazione

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