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Tor Bella Monaca, spunta l’antenna in via Mario Cora

A ridosso delle scuole di via Acquaroni, in mezzo alle case di Tor Bella Monaca, ecco spuntare una bella antenna in via Mario Cora

antenna di via Cora

Vivremmo oggi senza telefonino, senza internet veloce? I tempi cambiano, il covid ce lo insegna: senza internet la vita non sarebbe più la stessa. Eppure, vivremmo sotto un’antenna? La comunità scientifica non ha ancora una posizione unitaria, per cui è davvero difficile rispondere con oggettività. Così a Tor Bella Monaca, in via Mario Cora, ecco spuntare l’ennesima antenna, a pochi passi dalla scuola di via Acquaroni e circondata di case.

La normativa vigente è regolata dal decreto “Gasparri” del 2002, che ha equiparato i ripetitori a opere di urbanizzazione primaria. Pur essendo giusto il concetto, ciò ha prodotto un proliferarsi di antenne negli anni, le cui influenze sulla salute non sono ancora certe. Come fare, dunque? Essendo tale situazione regolata per decreto, il comune non ha potere per impedirne l’installazione, proprio perché opera primaria e di pubblica utilità. Soprattutto, il comune non può interferire per i principi dell’iniziativa economica. Tuttavia è bene ricordare che la libertà delle compagnie di installare ripetitori non può ledere il diritto alla salute.

Il decreto Gasparri, comunque non permette l’installazione di ripetitori a meno di 70 metri da abitazioni private, scuole, ospedali o luoghi sensibili. L’antenna di via Cora rispetta quindi la distanza dalla scuola, poco meno di 200 metri in linea d’aria, ma ha circa 12 palazzine entro il raggio di 70 metri. Sarebbe opportuno, per questi cittadini, armarsi di sana pazienza e voglia di combattere. Infatti, i cittadini potrebbero presentare esposto alle autorità competenti, quindi Procura, Carabinieri, Ministero dell’Ambiente, Ministero della Sanità e Arpa, al fine di aprire un fascicolo ed eliminare il problema.

Per Massimiliano Scermino, il cittadino che ci ha segnalato la questione, tutto ciò è incredibile: “Un quartiere con i suoi disagi sociali affronta ora una situazione che sotto pandemia passa inosservata. Qui non ci si ammala solo di diossina sprigionata dal tmb di Rocca Cencia. Ora da padrona la fa chi concede autorizzazioni della morte”.

Flavio Quintilli

Flavio Quintilli

Flavio Quintilli

Flavio Quintilli, classe ’86. Mi interesso di politica, cronaca e musica. Credo nel valore delle idee e difendo la libertà di poterle esprimere.

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