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Anno nuovo e ultimo bilancio M5S a Roma

L’anno nuovo ci porta l’ultimo bilancio dell’amministrazione M5S a Roma. Un risultato eccellente ma distribuito non equamente tra i Municipi

sala del consiglio del municipio vi

Buon anno e buon 2021. L’ultimo atto dell’era Raggi è il bilancio previsionale di Roma del triennio 2021-2023, che distribuisce quasi 250 milioni tra i Municipi. Una cifra importante, la più alta degli ultimi anni, che il Campidoglio ha suddiviso in maniera non proprio equa tra le sue suddivisioni amministrative. Basti pensare che a beneficiarne maggiormente è il Municipio XV, guidato dai Cinque Stelle, dove è “casualmente” residente il sindaco Virginia Raggi.

Il bilancio previsionale di Roma è stato portato all’attenzione dei Municipi soltanto il 24 dicembre, quindi nel pieno delle festività. La richiesta, francamente assurda, era che maggioranza e opposizione presentassero gli emendamenti entro il 28 sera e far partire la discussione il 29. In pratica, pochissimo tempo dato alle opposizioni per fare il proprio lavoro, in spregio delle più elementari regole di democrazia che dovrebbero governarci.

L’opposizione si è sostanzialmente spaccata. Se negli anni abbiamo sempre sottolineato le spaccature in seno alla maggioranza grillina, questa volta dobbiamo fare i conti con il suo contrario. A fronte della monolitica rappresentanza Cinque Stelle, l’opposizione si è mossa in ordine sparso. In sintesi: Forza Italia non ha presentato nessun emendamento, Lista Marchini 1 solo emendamento, Lega 2 ordini del giorno, Fratelli d’Italia 60 emendamenti, il gruppo Misto (nella sola persona di Dario Nanni) ben 66. Il Partito Democratico, invece, ha deciso di non partecipare alla discussione.

Il PD non presenta emendamenti

Le motivazioni del PD di non presentare emendamenti al bilancio, ma solo di partecipare alla discussione generale, non hanno trovato sponda nell’opposizione. Il bilancio è l’atto più importante di un’amministrazione, è l’atto politico principe dell’attività amministrativa. Tutti sono chiamati alla responsabilità del proprio lavoro, per il quale tutti sono stati eletti. È quindi particolare l’assenza ai lavori del PD per quanto riguarda gli emendamenti, che di fatto lascia solo a Nanni e a Fratelli d’Italia l’onere di svolgere il ruolo di opposizione. Ma cerchiamo di capire la posizione del PD, raggiungendo telefonicamente il suo capogruppo, Fabrizio Compagnone:

“Il bilancio che ci è stato inviato il 24 dicembre è passato solo attraverso la commissione Bilancio. Nessuna commissione congiunta tra Bilancio e Sociale, o Lavori Pubblici, o Ambiente: nulla. Noi, come Partito Democratico, non siamo rappresentati in commissione Bilancio. Come avremmo potuto discutere?” L’accusa di Compagnone ha, in effetti, tutte le sue ragioni. Come se il M5S, nel tentativo maldestro di tagliare fuori le opposizioni, abbia di fatto segato le gambe proprio al suo alleato di punta al Governo nazionale e della Regione Lazio. E non ha affatto torto Compagnone nella sua analisi.

“Avevamo fatto una richiesta formale – spiega il capogruppo PD – per prolungare i lavori di discussione almeno al 2 o 3 gennaio, sempre nel rispetto dei tempi massimi previsti per il termine lavori. In questo modo avremmo avuto la possibilità di studiare e lavorare, cosa che ci è stata negata”. Sulla stessa linea si è schiarato persino il Segretariato Generale, che in una nota del 31 dicembre scrive: “Preso atto delle rappresentate difficoltà organizzative di procedere all’esame della proposta di bilancio entro il predetto termine, [la Giunta Capitolina] ha deciso di prendere in esame, in sede di controdeduzione, anche i pareri che saranno espressi dai Municipi oltre il predetto termine, purché pervenuti entro il 15 gennaio 2021”.

Un buon bilancio a Roma, ma “sbilanciato” verso alcuni Municipi

Il Municipio VI conquista la quinta posizione con i suoi 23 milioni 541mila euro. Un buon risultato in termini assoluti, ben lontano però dai 39 milioni 554mila del Municipio di residenza del sindaco Raggi, il quindicesimo. Al nostro Municipio, periferico tra le periferie di Roma, la metà dei fondi destinati ai quartieri del sindaco. Su questo punto si è molto battuto Nicola Franco, capogruppo Fratelli d’Italia: “Il Municipio VI è il territorio con il reddito pro capite più basso della Capitale, con il numero di reati commessi tra i più alti in Italia – dichiara Franco, raggiunto telefonicamente – e su cui insistono i 2/3 dell’edilizia popolare. Senza considerare il cospicuo numero di quartieri non ancora serviti da servizi primari. È vergognoso che il Movimento Cinque Stelle, che qui ha preso il 70% dei consensi, abbia deciso di abbandonare al silenzio i cittadini del sesto”.

In effetti, come abbiamo notato in apertura, i fondi destinati al Municipio VI sono meno di quelli destinati a Roma nord, a Ostia e al Centro Storico. I numerosi emendamenti presentati dalle opposizioni, 123, sono stati tutti bocciati dopo una 3 giorni di discussione che si è conclusa soltanto il 31 dicembre. “I consiglieri del M5S locali, il Presidente Romanella e la sua Giunta – conclude Franco – hanno dato il benservito ai nostri cittadini che li avevano votati 5 anni fa. Alla vergognosa presa di posizione del Campidoglio e del sindaco Raggio, hanno risposto con il silenzio”.

Un silenzio nel vero senso della parola. Le assemblee sono infatti portate avanti su una piattaforma online, da remoto, secondo le disposizioni anti covid. Nel regolamento non c’è obbligo di telecamera accesa, quindi immaginatevi la scena. Le opposizioni che cercano di dare voce alle richieste dei cittadini e le telecamere spente della maggioranza che lasciano semplicemente acceso il computer in attesa che finiscano gli interventi. Ah, la democrazia.

M5S al governo di tutto, dal Municipio al Governo, non trova risorse straordinarie per Roma

Dario Nanni, del Gruppo Misto, ha portato da solo ben 66 emendamenti al bilancio. Per lui, il giudizio è laconico: “Il Movimento Cinque Stelle è una contraddizione stellare. Hanno denunciato gli altri di tutto, garantivano che con il loro governo avrebbero risparmiato a Roma 1 miliardo e 200 milioni l’anno: avremmo dovuto chiudere quest’anno con 6 miliardi di risparmio, quindi, e invece avremo svariate centinaia di milioni di debito. Già nel primo bilancio, nel 2016, ci fu un anticipo di cassa di 300 milioni”.

La quantità di emendamenti presentati da Dario Nanni ha ha evidenziato una questione: nonostante le promesse fatte, i problemi di Roma, in particolare del Municipio VI, sono sempre là. “Hanno avuto una fortuna immane – continua poi Nanni – di avere il governo del Municipio, della Città, della Città Metropolitana, un mezzo accordo in Regione e il Governo Nazionale. Lì avrebbero potuto chiedere risorse straordinarie per i territori che invece sono arrivate solo in parte. Per esempio, si sono vantati di aver asfaltato questo e quello: gli ho dimostrato, prendendo strade a campione in diversi quartieri, che non è come dicono. Esempi come Arcacci, Borghesiana Biancavilla, Grotte Celoni tra via Siculiana e via Acquaroni, interi quartieri in cui non si è mai intervenuti in 5 anni”.

In termini assoluti, l’ultimo bilancio di Roma del M5S è un ottimo risultato per il Municipio VI, con tante risorse e investimenti previsti. In termini relativi, però, è notevole la distanza dai Municipi di Roma nord o del Centro Storico. Molto particolare la reazione del PD che, pur avendo tutte le ragioni ben espresse dal capogruppo Compagnone, ha deciso di non partecipare alla presentazione di emendamenti al Bilancio, ma soltanto alla discussione generale. La quasi totalità degli emendamenti è giunta da Fratelli d’Italia e da Dario Nanni, con il pieno respingimento della maggioranza, che di fatto ha accettato a capo chino quanto arrivato dal Campidoglio, limitandosi a due maxi emendamenti.

Flavio Quintilli

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