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Arte Urbana: espressione artistica o atto vandalico?

Indaghiamo il labile confine che caratterizza l’Arte Urbana e gli effetti che la Street Art genera sul territorio.

Street Art a Tor Marancia, fonte pixabay.com

Camminando nei quartieri delle città, ci si trova sempre più davanti a muri e palazzi colorati, raffiguranti paesaggi astratti, figure particolari e messaggi originali. La Street Art, infatti, con gli anni è divenuta la protagonista dei nostri spazi urbani ed in suo nome sono stati avviati numerosi progetti, con lo scopo di riqualificare aree metropolitane perlopiù degradate. L’Arte Urbana, però, non ha sempre avuto scopi benevoli e un’accezione positiva. Lo scrivere sui muri è stata una pratica condannata per un lungo periodo di tempo (e ancora oggi, in parte lo è) perché in grado di deturpare gli edifici o qualsiasi altra cosa andasse a toccare.

Oggi qualcosa è cambiato e siamo abituati a sentire di grandi progetti legati a questo tipo di arte. È il caso del progetto “Ostiense District” nato nel 2009/2010; dell’iniziativa denominata “Big City Life” a Tor Marancia, dove artisti internazionali hanno avuto a disposizione 22 palazzine per raccontare una storia; del progetto M.U.R.O (Museo di Urban Art di Roma) al Quadraro, qui grandi street artists hanno dato vita ad opere ricche di significato. Ma oltre a queste importanti iniziative, continua a sopravvivere la pratica di lasciare un segno personale e apparentemente senza scopo, da parte di writers che, a volte, si prendono la libertà di toccare anche reperti archeologici. È in questi casi che viene da chiedersi quale sia il confine tra Arte Urbana e atto vandalico.

Musei a cielo aperto


Parco degli Acquedotti, foto di Solidea Sanna

Tuttavia, questa non è l’unica riflessione da fare. I grandi progetti di Street Art, infatti, sono stati spesso oggetto di critiche, da parte di coloro che vivono il territorio scelto per la realizzazione delle grandi opere. Recentemente, a Tor Marancia le opere sono state parzialmente coperte dagli abitanti dei palazzi, in segno di protesta contro l’operato dell’associazione promotrice del progetto. Gli abitanti hanno lamentato la mancanza del loro coinvolgimento nell’iniziativa e protestato per la presenza continua di visitatori sotto le loro case, con i quali non possono nemmeno interagire perché i gruppi di partecipanti sono organizzati da associazioni esterne al quartiere. Al Quadraro, gran parte dei murales sono stati imbrattati con scritte che ricordano al turista che “Questo è il nostro quartiere, non il vostro museo”.


Quadraro, foto di Solidea Sanna

Nonostante ciò, è del 16 dicembre scorso la notizia che la Regione Lazio con il Bando ‘Lazio Street Art’, ha stanziato 200 mila euro per la promozione di 10 progetti di arte urbana. Questo testimonia la crescente attenzione nei confronti della Street Art, un’arte che sicuramente può far discutere ma che in ogni caso è in grado di realizzare veri e propri musei a cielo aperto, fruibili a tutti. Secondo Banksy, uno dei maggiori esponenti di Arte Urbana, “L’arte che guardiamo è fatta da solo pochi eletti. Un piccolo gruppo crea, promuove, acquista, mostra e decide il successo dell’Arte. Solo poche centinaia di persone nel mondo hanno realmente voce in capitolo. Quando vai in una galleria d’arte sei semplicemente un turista che guarda la bacheca dei trofei di un ristretto numero di milionari”.

Solidea Sanna

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