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Con “A Babbo Morto”, Zerocalcare porta in libreria la sua versione di Babbo Natale

Michele Rech, fumettista romano in arte Zerocalcare, torna in libreria con A Babbo Morto, parodia di Babbo Natale

Michele Rech, Zerocalcare

Il fumettista romano Michele Rech, alias Zerocalcare, nasce il 12
dicembre 1983 ed è uno dei più conosciuti e apprezzati artisti in Italia. Il
personaggio che porta il suo nome è diventato ormai inconfondibile ed iconico
per fumetti e illustrazioni. Il giovane autore nasce in provincia di Arezzo,
passa l’infanzia in Francia, per poi trasferirsi a Roma, nel quartiere di
Rebibbia. La capitale lo conquista fin da subito, diventando sfondo e tema
delle sue storie. Il dissenso (suo e nostro) anche quest’anno non va in
vacanza, neppure a Natale, perché tra regali da scartare, i pranzi da
organizzare e gli addobbi da comprare c’è sempre bisogno di fare introspezione
e tirare le somme sul vero significato di questa festa. Così l’autore di “A
Babbo morto”
(Bao
Publishing), in libreria dallo scorso 12 novembre
, dà vita alla
sua personale interpretazione di Babbo Natale.

A metà tra la favola illustrata e il fumetto (con i colori di Alberto
Madrigal
), il libro mette al centro temi complessi come la stagione del
terrorismo, la globalizzazione, lo sfruttamento dei lavoratori, la diffidenza
verso l’informazione, raccontando una storia da brivido: con la morte di Babbo
Natale, si scopre il mondo del business della consegna dei regali, con i
folletti sfruttati che rischiano il licenziamento. Tumulti e proteste,
violenze del Fronte Armato Folletto, campi profughi e anziane befane
rider che scioperano insieme ai minatori sardi dipingono un quadro che di
rassicurante ha davvero ben poco.

“Io in realtà amo il Natale – spiega Zerocalcare – ma volevo accostare le
cose tipicamente natalizie a temi più efferati. Ho concepito questo lavoro come
una sorta di libro di fotografie per guardare l’evoluzione di un Paese negli
anni trattando anche questioni complesse, come il terrorismo, che sarebbe stato
difficile affrontare, se non traslate nel mondo del fumetto.” Ma ora che è un
fumettista di successo, dove trova Michele, il tempo per vivere la periferia
e nutrirsi delle sue storie come faceva in passato? Viene spontaneo
chiederselo. “Non ho tempo per fare niente – ribatte il fumettista – per questo
mi impongo di fare delle cose che possano alimentare le chiacchierate con gli
amici, non solo il mio lavoro. La mia rete sociale resta la stessa con gli
amici di sempre, che faccio di tutto per incontrare. È l’unico modo per non
perdere la mia identità”.

Anche nel periodo di pieno lockdown è stato molto attivo, raccontando
l’Italia e se stesso con gli episodi di Rebibbia Quarantine.
Video simpatici, a cadenza settimanale, dove la sua voce interpretava tutti i ruoli
dei vari personaggi e in più faceva anche da narrazione al fumetto cartoon.
Un’iniziativa originale e divertente per far riflettere e per ironizzare le
tematiche dei rapporti sociali, dei pensieri, delle paure di persone di tutte
le età ma con una cosa in comune: la quarantena in periferia. I suoi
video hanno spopolato talmente tanto in TV e sul web che alla fine sono
piaciuti proprio a tutti, anche a quelli della Roma bene. Insomma, quando c’è
la firma di Zero, si va sul sicuro.

Avete ancora dubbi su cosa regalare o regalarvi per questo Natale 2020?

Erika Nicole De Bonis

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