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Gabii: città dalla storia antica e un presente da migliorare

Rifugio del re Tarquinio e centro laziale dell’antichità, oggi Gabii è un sito non ancora fruibile al pubblico.

Gabii. Fonte: Abitare a Roma.

Al XII miglio della Via Prenestina, un tempo Via Gabina, si trova l’area archeologica dell’antico centro di Gabii. In stretto rapporto con Roma, Gabii fu fornitrice di “lapis gabinus” per la costruzione di edifici; fu soprattutto snodo cruciale per gli scambi commerciali tra Etruria e Campania. Questa cittadina, da sempre, ha rappresentato un luogo fondamentale per la vita culturale e politica dell’epoca. Oggi il sito archeologico, tornato alla luce grazie agli scavi del 1792, è assegnato alla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma. Tuttavia non ricopre ancora il ruolo di attrazione turistica che gli spetterebbe. L’area archeologica di Gabii, infatti, risulta addirittura non accessibile al visitatore, se non per ragioni di studio e previa richiesta.

Il potenziale di questo sito, ad appena 20 km da Roma, è davvero enorme. Tutta l’area archeologica vanta ben 70 ettari di storia, ma occorrerebbe darle una spinta evolutiva poiché l’antica cittadina non è tuttora fruibile. Oggigiorno, l’unica cosa che sembra esaltare Gabii è l’insieme di alcune statue ritrovate durante gli scavi ed esposte al Museo del Louvre. Nel 1808, Napoleone acquistò le statue ritrovate nel sito nonché facenti parte della collezione Borghese, approfittando delle difficoltà economiche del principe Camillo. Il risultato di queste dinamiche è un’area chiusa al pubblico e delle statue che ormai parlano più francese che latino.

Ma perché l’area archeologica non è visitabile? La nota della Soprintendenza specifica che la chiusura del sito è dovuta ai lavori per la messa in sicurezza dei percorsi. Probabilmente i problemi di quest’area sono molteplici e più complessi di quanto si pensi. Nonostante l’apertura del sito negli ultimi tre anni, i dati emersi dall’Ufficio di Statistica del MiBACT, rivelano infatti la “debolezza” di Gabii in termini di attrattività. Secondo quanto emerge dalle tavole statistiche dedicate a “Visitatori e Introiti di Musei Monumenti e Aree Archeologiche Statali”, nel 2017 i visitatori del sito sono stati appena 500. Si è registrato un decremento del -7% nel 2018 (465 visitatori) e fortunatamente un aumento del +57,85% nel 2019, con ben 734 presenze.

Lì dove studiarono Romolo e Remo

Gabii, fonte Artngo.

Un dato, quello del 2019, che fa sicuramente ben sperare ma che non può bastare. Il numero dei visitatori andrebbe incrementato, perché una visita a Gabii vale sicuramente la pena. L’area archeologica è infatti ricca di testimonianze: il foro, l’area urbana, il Santuario di Giunone Gabina. E poi la stessa Via Gabina, collegamento tra Roma a Præneste, una delle strade più importanti del passato rimasta praticamente intatta. Qui a Gabii, secondo la tradizione, Romolo e Remo vennero inviati per apprendere l’uso della scrittura e secondo la storia vi trovò la morte Sesto Tarquinio, figlio dell’ultimo re di Roma.

Rendere unico ed attrattivo questo luogo, dovrebbe quindi essere una priorità, non solo per arricchire l’offerta culturale di Roma ma soprattutto per dare nuova vita alle periferie e mettere a disposizione dei turisti di tutto il mondo il nostro immenso ed inimitabile patrimonio artistico. Ad maiora!

Solidea Sanna

Commenti su “Gabii: città dalla storia antica e un presente da migliorare

  1. Gentile Solidea Sanna
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