fbpx

Torre Angela, parco tra via Trompeo e Artusi come la giungla

I cittadini di Torre Angela sono esasperati: dopo decenni d’abbandono, il parco tra via Artusi e via Trompeo è come una giungla

Il parco abbandonato in via Pietro Paolo Trompeo, Torre Angela
Il parco abbandonato in via Pietro Paolo Trompeo, Torre Angela

C’è livore tra i cittadini di Torre Angela. Siamo in via Pietro Paolo Trompeo, nell’area verde antistante al parco Conti (altro parco in pieno degrado). L’area verde parte da un bocciodromo in disuso, un’area cani abusiva e… una giungla. Non sapremmo definirla meglio. “Foresta umbra”, la chiamano ironicamente. Ma è una giungla. Certo, mancano Tarzan e la sua scimmietta, manca la vegetazione tipica della fascia equatoriale. Però è alquanto suggestivo.

A farsi portavoce dell’esasperazione dei cittadini è Claudio Palloni, che ci ha contattato per mostrarci le condizioni di quest’area. “Stiamo presentando un esposto alla Procura della Repubblica – spiega Palloni ai cittadini – perché non si può continuare a vivere in queste condizioni”. Sì, perché le finestre delle case hanno proprio questo spettacolo, difficilmente descrivibile: un canneto fitto con rovi ancora più fitti e un’area cani abusiva, realizzata recuperando un cancelletto sottratto ad altra recinzione di proprietà del Comune di Roma. Senza contare il bocciodromo abbandonato.

Esposto alla Procura della Repubblica

Claudio Palloni (a destra) insieme ai cittadini di via Trompeo
Claudio Palloni (a destra) insieme ai cittadini di via Trompeo

“Siamo diventati il defecatoio di Torre Angela”, dice Enzo, uno dei cittadini di via Trompeo. E si riferisce all’area cani abusiva, troppo vicina alle abitazioni. “Non tutti raccolgono le defecazioni – ci spiegano altri cittadini presenti – e comunque non è possibile raccogliere la pipì: vi immaginate l’odore che sentiamo dalle finestre?” Claudio Palloni però cerca di fare da paciere tra i residenti e i proprietari dei cani: “Penso che le forze si dovrebbero unire – spiega Palloni – è inutile mettere cittadini contro cittadini. Dobbiamo pensare a cosa è meglio per la comunità: la prima cosa da fare per combattere il degrado e l’abbandono è far tornare lo Stato. Intanto, la prima mossa è presentare un esposto alla Procura della Repubblica, così che l’area venga finalmente ripulita”.

Le richieste di Palloni interessano la “deforestazione” del canneto e del roveto, assieme alla bonifica dei rifiuti e al ripristino della fruizione dell’area verde. In un secondo momento, si può procedere alla creazione di un’area cani regolare, più lontana dalle finestre e attrezzata con acqua e sabbia per le deiezioni. “Se smettiamo di farci la guerra e iniziamo a lavorare insieme – conclude Palloni – ne guadagna tutta la comunità”.

Flavio Quintilli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *