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Ospedali di Roma al collasso: lettera di LAES (Lavoratori Emergenza Sanitaria)

Non sembra esserci rimedio alla fila di ambulanze che attendono negli ospedali di Roma. Il gruppo LAES chiede rispetto e dignità per il personale del 118

Ambulanze in attesa, foto di un operatore sanitario
Ambulanze in attesa, foto di un operatore sanitario

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del gruppo LAES, Lavoratori Emergenza Sanitaria. La lettera racconta la drammatica situazione in cui sono costretti ad operare i lavoratori del 118, costretti a passare le notti in ambulanze insieme ai pazienti e a vegliare su di loro. “Gli ospedali sono al collasso, ed è un fatto evidente”. Così inizia la lettera.

“Passare le notti a vegliare sul paziente sospetto covid o covid positivo sta diventando una routine per gli operatori del 118. Questa volta ci spostiamo a nord della città non vogliamo parlare dell’ormai noto Policlinico di Tor Vergata, ma del nosocomio Sant’Andrea. Qui le ambulanze bloccate da decine di ore restano in attesa con i pazienti al suo interno tutta la notte. Le temperature cominciano ad essere decisamente rigide e ci segnalano disagi dovuti al freddo: infatti, per non creare problemi d’inquinamento e di consumi, i mezzi spesso vengono costretti a restare spenti, senza riscaldamenti. Questa è la situazione che viviamo da quando è ripartita la seconda ondata sull’emergenza coronavirus. Chiediamo rispetto e dignità per il personale del 118 – conclude la lettera del LA.E.S 118 LAZIO – è  inaccettabile, anche se capiamo il momento”.

Il gruppo LAES ci spiega inoltre che “Non ci sono più barelle e le ambulanze sono posteggiate in attesa di scaricare i pazienti”. Una situazione, questa, che si definisce nel gergo “fermo ambulanza”. Il mezzo di soccorso, infatti, non è in grado di riprendere la sua corsa, nel caso di chiamate urgenti, in quanto bloccato per esigenze tecniche: in questo caso, sovraffollamento.

Nonostante gli sforzi di tutto il personale sanitario, che nelle ultime settimane ha cercato di reggere all’affluenza continua e senza sosta di pazienti, da adesso in poi tutti i presidi di emergenza dell’area metropolitana sono completamente saturi.

La Redazione

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