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Tor Vergata, al policlinico ambulanze ferme per 24 ore

Il Policlinico Tor Vergata in sofferenza per mancanza di posti letto. Le ambulanze possono rimanere ferme oltre 24 ore, con pazienti e operatori a bordo

Ambulanze ferme al Policlinico Tor Vergata
Ambulanze ferme al Policlinico Tor Vergata

Il coronavirus è una bestia maledetta. Ha cambiato le nostre abitudini, ha distrutto la nostra economia, ha tolto la vita ai nostri cari. Ha colpito l’Italia in un momento drammatico della storia repubblicana: ha colpito l’Italia dopo innumerevoli tagli alla sanità pubblica. Il Sistema Sanitario Nazionale sta reagendo quanto può per evitare un collasso definitivo, ma intanto le strutture pubbliche sono sfinite. È il caso, purtroppo, del Policlinico Tor Vergata, dove le ambulanze possono rimanere ferme oltre 24 ore.

Ne avevamo già parlato, ma gli operatori del 118 continuano a denunciare condizioni sempre più delicate. Nella foto che ci hanno mandato, e che potete vedere di seguito, si legge: “Si blocca mezzo per mancanza di barelle e per distanziamento all’interno dei locali del PS”. Blocco iniziato il 29 ottobre 21:21, terminato con lo sblocco il giorno seguente, il 30 ottobre, alle 22:46. Oltre 24 ore d’attesa per pazienti e operatori.

Orario di blocco e sblocco dell'ambulanza, ferma per oltre 24 ore
Orario di blocco e sblocco dell’ambulanza, ferma per oltre 24 ore

“Anche stanotte i pazienti positivi sosteranno nelle ambulanze con l’ossigeno, per precauzione – ci scrivono gli operatori del 118 – Nel pronto soccorso di Tor Vergata il distanziamento è esaurito all’interno del nosocomio, nonostante ci siano nelle disponibilità della struttura del Policlinico 4 piani di una torre completamente spenta e vuota, per mancanza di personale”. Il dramma è vissuto tanto dai pazienti che dagli operatori, costretti a rimanere in ambulanze ferme per ore, superando le 24 ore. Non è certo gradevole passare la notte in un mezzo di soccorso, specie quando il freddo si fa sentire.

Nessuna preparazione della Regione Lazio per la seconda ondata

“Il rimedio più veloce – osservano purtroppo gli operatori – è far stare per oltre 12 ore i pazienti all’interno dei mezzi di soccorso del 118. Quanto ancora deve continuare questa situazione allarmante?” La Regione Lazio ha la responsabilità della situazione. Lo ricorda Fabrizio Ghera, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Lazio: “Dispiace ricordarlo, ma di fronte alla soddisfazione espressa da Zingaretti e D’Amato [assessore alla Sanità, ndr] per come la Regione Lazio aveva gestito la prima ondata – dichiara Ghera in una nota stampa – avevamo sottolineato che c’era ancora molto da fare per prepararsi ad ulteriori ondate di contagi”.

La Regione Lazio, invece, non si è preparata all’arrivo della seconda ondata. Come il Governo, si rallegrava della diminuzione dei contagi e non ha approntato nulla alla seconda ondata, che pure era prevista per ottobre. Ora, quindi, “Gli ospedali sovraccarichi di lavoro non riescono a ricoverare subito i malati – conclude Ghera – e le ambulanze restano bloccate nei pronto soccorso. Tante sono state le proposte fatte da Fratelli d’Italia, ma la Giunta Zingaretti ha preferito continuare a prendere decisioni unilaterali, anche incorrendo in gravi errori come nel caso delle mascherine non consegnate”. Mascherine costate oltre 14 milioni di euro, pagate e mai arrivate.

Flavio Quintilli

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