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Nanni: “Bloccare procedura stemmi, facciamo decidere i cittadini”

Il Campidoglio propone ai Municipi di decidere stemmi e nomi. Per Nanni è una scelta sbagliata nel metodo, perché sarebbe necessario prima un confronto con i cittadini

Dal Campidoglio è arrivata un’idea bislacca: ogni Municipio dovrebbe decidere per il proprio territorio uno stemma e un nome. Un po’ come si fa nei paesini di provincia e che, forse nell’idea, vorrebbe richiamare i “rioni”. Il problema, però, è la tempistica. Il tutto dovrebbe risolversi nel giro di pochi giorni.

Dario Nanni, consigliere del gruppo Misto al Municipio VI, attacca con fermezza i 5 Stelle: “Parlavano di condivisione, di partecipazione ma come al solito i rappresentanti dei 5 Stelle alle parole non fanno seguire i fatti – asserisce Nanni – Il Campidoglio qualche giorno fa ha mandato ai municipi una direttiva nella quale chiede ai Municipi di decidere in pochi giorni lo stemma e il nome di ogni municipio. È assurdo che una decisione così importante che rappresenterà interi territori per gli anni a venire sia arrivata dopo 4 anni e mezzo e che oggi debba essere presa da pochi eletti in pochi giorni. I metodi usati sono al limite del folklore. Oggi, ad esempio, in commissione ci sono state proposte 6 bozze preparate da due consiglieri 5 Stelle, sulle quali avremmo dovuto prendere una decisione”.

Nanni però non è d’accordo nel far sì che questa decisione resti all’oscuro dei cittadini. “A questo punto – dichiara infatti il consigliere – chiederò al segretario generale di dare una deroga e che con i tempi dovuti si faccia un concorso di idee attraverso un bando pubblico coinvolgendo cittadini, comitati, associazioni e le università”.

La conclusione è un attacco al metodo adottato dai Cinque Stelle in questi anni: “La democrazia nelle scelte richiedono tempo, condivisione, partecipazione soprattutto su decisioni che riguardano il futuro di interi territori. È offensivo – conclude Nanni – che simbolo e nome che debbono rappresentare la storia e l’identità di municipi con decine di quartieri e centinaia di migliaia di abitanti a storia e l’identità venga presa da pochi eletti”.

Erika Nicole De Bonis

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