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Centro Accoglienza via Somaini, buttati fuori senza preavviso

L’avviso è di ieri sera, questa mattina lo sfratto: al Centro d’Accoglienza di via Somaini il Comune ha stabilito che oltre 40 persone dovranno dormire per strada

Il Centro d’Accoglienza di via Somaini, in zona Tor Vergata, avevamo parlato per il caso dell’ospite filippino affetto da gravi patologie e da covid. Era il 10 settembre, e l’indomani l’Asl aveva disposto la quarantena per tutti gli ospiti del centro “Piano Caldo” dopo aver effettuato il primo tampone e aver trovato alcuni positivi. La struttura, composta da 4 piani, ospita sia richiedenti asilo che italiani e stranieri in difficoltà economiche o in condizioni di disagio sociale. Il contratto di servizio con il Dipartimento Politiche Sociali era in scadenza quest’oggi, 30 settembre, e non è arrivata la sperata proroga. Dunque, la comunicazione: entro le 9, tutti fuori.

In realtà, non tutti sono costretti a lasciare la struttura. Lasceranno la struttura soltanto gli italiani e gli stranieri in difficoltà, alloggiati fino ad oggi ai piani 1 e 2, mentre rimarranno i richiedenti asilo, alloggiati al piano terra e al piano interrato. Il bigliettino affisso davanti alla struttura è laconico: “Tutti quelli attualmente in accoglienza presso il centro Somaini ad eccezione di coloro che sono risultati positivi al tampone covid-19, dovranno fare bagaglio ed abbandonare la struttura alle ore 9:00”. Ovviamente, però, nessuno ha intenzione di farlo.

“Una politica che si lava le mani”

Il rischio, serio, è che si apra la guerra tra poveri. Non è chiaro, infatti, il motivo per cui soltanto gli ospiti dei piani “alti” debbano abbandonare la struttura, che rimarrà invece a disposizione dei richiedenti asilo e degli ospiti risultati positivi al tampone. Non è chiaro, in pratica, dove andranno le oltre 40 persone che sono state raggiunte dal bigliettino.

Immediata la reazione di Nicola Franco, capogruppo di Fratelli d’Italia al Municipio VI: “La politica non può permettersi di mettere per strada 40 persone in condizioni di disagio. È impensabile che se ne lavi le mani facendo semplicemente scadere un contratto e non pensando a una soluzione alternativa. Interrogherò immediatamente il Presidente del Municipio con urgenza, per venire a fondo di questa storia”.

Dal 10 settembre, inoltre, l’Ama ha smesso di ritirare la spazzatura. Come si può vedere dalle immagini, l’immondizia ha invaso completamente l’ingresso del centro. La diretta conseguenza è l’arrivo di topi e altri animali infestanti, ponendo in grave pericolo la salute degli ospiti. Ospiti che, ormai è chiaro, sono sgraditi al Comune di Roma.

Flavio Quintilli

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