fbpx

Azione Frontale, blitz alle sedi PD in tutta Italia contro Bella Ciao

Tornano a far parlare di sé i ragazzi di Azione Frontale. Ancora una volta, un blitz alle sedi PD di tutta Italia, per manifestare dissenso contro la proposta di “Bella Ciao” nei programmi scolastici

La proposta del Partito Democratico è rimbalzata di giornale in giornale: includere “Bella Ciao” nei programmi scolastici da quest’anno e affiancarlo all’inno di Mameli durante le manifestazioni del 25 aprile. Una proposta di legge era arrivata a Montecitorio già il 30 aprile scorso, in piena emergenza coronavirus, per azione di un gruppo di parlamentari del PD. Azione Frontale, nota associazione neofascista solita a gesti eclatanti, ha deciso di intervenire, colpendo con un blitz le sedi del PD sparse per l’Italia: Roma, Fiumicino, Zagarolo, Bologna, Padova, Genova, Bari, Teramo, Chieti, Pescara, Campobasso.

Non sono mancate le sezioni di Roma, in particolare del Municipio VI: Tor Bella Monaca, Villaggio Breda e Finocchio-Borghesiana. Nella notte, sono state affisse locandine che recitano: “Voi Bella Ciao, Noi Inno a Roma”. È bene ricordare che l’Inno a Roma è un testo degli anni ’20 musicato da Giacomo Puccini, la cui prima interpretazione fu di Beniamino Gigli e Placido Domingo. Una canzone che fece epoca e che tuttora è in grado di rappresentare Roma, la romanità e l’Italia tutta.

Un canto associato alla Resistenza dopo la fine della guerra

“È deprimente e vergognoso – leggiamo in una nota stampa di Azione Frontale, a proposito della proposta dem di inserire nei programmi scolastici “Bella Ciao” – non possiamo tollerare che ancora una volta i nostri figli, tramite la scuola, siano indirizzati politicamente. Questa storia va avanti da ottant’anni ed è l’ora di dire basta”. In effetti, al di là di destra e sinistra, la canzone “Bella Ciao” non è partigiana tout court. Appartiene infatti all’area sovietica della Resistenza, quella, per intenderci, che faceva riferimento al Partito Comunista. Non era la canzone del Partito d’Azione o del Partito Democratico del Lavoro, per esempio, come leggiamo nelle pagine di Oriana Fallaci. E di fatto non fu neppure un canto durante Resistenza, ma ad essa associata in un periodo immediatamente successivo.

“Bella Ciao” è una canzone nata infatti su melodie popolari dell’area settentrionale dell’Italia, il cui testo ha subito variazioni fino a diventare quella che è oggi. Soltanto una ventina d’anni dopo la fine della guerra è diventata la canzone simbolo della Resistenza. Insomma, da qualsiasi punto la si guardi, non ha alcun senso inserire “Bella Ciao” nei programmi scolastici, né cantarla in celebrazioni ufficiali e istituzionali.

La replica del PD: “Vile attacco fascista alle sedi del PD”.

Dalla sezione Torre Spaccata / Torre Maura la solidarietà ai circoli colpiti. Di seguito il comunicato:

“Una nota associazione neofascista, ha compiuto l’ennesimo vile atto, colpendo con un blitz notturno, le sedi del PD sparse per l’Italia: nel nostro municipio Tor Bella Monaca, Villaggio Breda e Finocchio-Borghesiana.

Nella notte, sono state affisse locandine che recitano: “Voi Bella Ciao, Noi Inno a Roma”. Il riferimento è alla proposta di un gruppo di parlamentari del Partito Democratico di includere “Bella Ciao” nei programmi scolastici da quest’anno per affiancarlo all’inno di Mameli in occasione delle manifestazioni del 25 aprile.

Ebbene, anziché affrontare un legittimo confronto parlamentare, la destra fascista predilige, come sempre, aggressioni antidemocratiche ed eclatanti, nel tentativo di intimidire il lavoro quotidiano del Pd: il partito che si è fatto e si sta facendo carico della tenuta democratica e del tessuto sociale in un momento in cui la crisi che affligge l’Italia rischia di acuire le tensioni sociali.

La sezione PD di Torre Spaccata/Torre Maura esprime solidarietà ai circoli oggetto della vile provocazione, ribadendo l’impegno a respingere ogni attacco contro la democrazia e l’agibilità politica nella nostra città”.

Flavio Quintilli

Redazione

Redazione

Questo articolo rappresenta un lavoro redazionale, costruito da più persone e condiviso da tutti gli autori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *