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Emergenza Covid quasi finita, gli “eroi” dimenticati

Durante l’emergenza Covid lo Stato chiama i lavoratori sanitari “eroi”, ma li dimentica subito dopo. La denuncia di LAES (Lavoratori Emergenza Sanitaria) 118 Lazio

Policlinico Tor Vergata
Policlinico Tor Vergata. Fonte: il Fatto Quotidiano

In piena emergenza Covid era tutto uno sbracciarsi per gli “eroi”: infermieri, medici, lavoratori sanitari. Con tanto di promesse di premi in denaro per l’infaticabile e prezioso lavoro che stavano svolgendo e che svolgono tutt’ora, quotidianamente. E poi? Che fine hanno fatto i premi? È questa la domanda che si pone, con l’amaro in bocca, l’associazione LAES (Lavoratori Emergenza Sanitaria) 118 Lazio.

“Che fine hanno fatto i premi che, con dignità e lavorando a testa bassa durante la battaglia contro un nemico subdolo e invisibile, rischiando sulla nostra pelle – scrive in una nota Massimiliano Scermino di LAES – Non abbiamo mai chiesto pur meritandoli più di chiunque altro, e che “dall’alto” ci avevano garantito, e che oggi sono addirittura spariti dal fiume di denaro stanziato nel decreto rilancio?”

In particolare, la domanda verte su una questione: la promessa di denaro deve essere finanziata e messa in bilancio. Ovvero, deve comparire nel Decreto Rilancio. LAES, che già si era scagliata contro la Regione Lazio, si chiede ora: “I 2000 euro dove sono finiti? Si parla di flash mob ed altre iniziative nelle regioni più colpite dal Covid19, per mostrare il loro malcontento e la delusione, e per chiedere agli altri infermieri ed operatori sanitari in Italia, stufi come loro, di contattarli e di unirsi in una comune lotta, ma alla fine si rimane piuttosto amareggiati – conclude Scermino – Combattiamo senza paura per difendere la salute degli italiani e continueremo a lottare per l’amore di questa professione. Su di noi potrete sempre contare, questo è certo”.

Purtroppo, è troppo facile chiamarli eroi e poi girarsi dall’altra parte quando le cose iniziano ad andare meglio. A emergenza (quasi) finita, è sufficiente chiamarli “eroi”?

Flavio Quintilli

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