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Tor Bella Monaca, largo Mengaroni discarica a cielo aperto

Sembra che largo Mengaroni sia diventata la cloaca maxima di Tor Bella Monaca: frigoriferi, divani, rifiuti d’ogni genere, puzza a profusione, cassonetti bruciati. E il Municipio latita

Gli antichi romani realizzarono la Cloaca Maxima al tempo dell’ultimo re, Tarquinio il Superbo. Letteralmente, “la fogna più grande”: e dire che è ancora attiva. È la fogna più antica e ancora funzionante al mondo. Ma a rivaleggiare con i re di Roma, ecco il Municipio VI, che a largo Mengaroni permette la presenza di una vera e propria fogna in cui transita ogni tipo di rifiuto. Fino a che, con la pioggia, i rifiuti non si sparpagliano un po’ ovunque formando un bel torrente d’immondizia: una cloaca, insomma.

Le piogge sono lontane, forse, e quindi la cloaca non si vedrà ancora per un po’. Ma si sta lavorando in tal senso. Accanto ai cassonetti bruciati, ecco spuntare un paio di frigoriferi – tutti rigorosamente saccheggiati del rame e dei metalli per la loro rivendita – di divanetti sgangherati, di carrelli della spesa con cose che non si capisce bene cosa siano. Di tutto e di più. I tombini sono perennemente otturati, per cui la pioggia, prima o poi, porterà in giro tutto quanto per la parte posteriore di largo Mengaroni.

Il Municipio VI, che ha la sede praticamente lì dietro, cosa fa? Nulla, sostanzialmente. Anzi, una cosa l’ha fatta. Ha realizzato 3 murales sulle facciate delle palazzine. Bei murales, per carità. Ma forse la cittadinanza avrebbe bisogno di pulizia? Di cura per l’igiene pubblica? Di una strada senza buche e avvallamenti? Avrebbe bisogno forse di normalità, più che di 3 murales. Anche perché, con le decine di migliaia di euro con cui si sono pagati i murales, forse, qualche cosina si poteva realizzare per migliorare la qualità della vita dei residenti.

Invece no. È persino tollerata la presenza di un vero e proprio magazzino di rifiuti inerti tra le palazzine di largo Mengaroni. Evidentemente, la strategia è accumulare lì quanto più possibile e distribuire a piccoli passi le varie porzioni del totale accumulato. Ma che ne sapevano Tarquinio Prisco e Tarquinio il Superbo?

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