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Ama, Banco Alimentare per operatori Utenze Non Domestiche a Torre Angela

Nasce il “Banco Alimentare per Lavoratori UND”. Prima raccolta a Torre Angela, per aiutare gli operai della raccolta Utenze Non Domestiche a mettere insieme pranzo e cena

Piazza del Torraccio di Torrenova, Torre Angela, 22 luglio 2020, "Banco Alimentare per 270 operatori UND"
Piazza del Torraccio di Torrenova, Torre Angela, 22 luglio 2020, “Banco Alimentare per 270 operatori UND”

La questione rifiuti di Roma è alla deriva. Basta uscire di casa, affacciarsi dalla finestra, camminare su un marciapiede per rendersene conto: siamo invasi di immondizia. Colpa di Ama? Sicuramente c’è un problema gestionale della partecipata, ma ricordiamoci che l’azienda è controllata dal Comune di Roma: sono il sindaco e la sua giunta a dover rispondere delle inefficienze Ama. Così come devono dare risposta ai 270 lavoratori delle Utenze Non Domestiche (UND) che rischiano il licenziamento e che sono ridotti alla fame. Per questo, ieri sera (22 luglio) si è “aperto” il Banco Alimentare a Torre Angela. Ma andiamo con ordine.

L’11 gennaio 2018 Ama presenta il bando per la raccolta, il trasporto e il conferimento dei rifiuti differenziati delle UND per circa 151 milioni di euro più iva. Con una gara a ribasso, il bando lo vince l’Associazione Temporanea Imprese, composta dalla Roma Multiservizi che ne è capofila. Il bando nasce per essere un fallimento: pensate che viene richiesto a ogni lavoratore di svuotare 500 contenitori a turnazione, nelle circa 6 ore di turno lavorativo. Una richiesta impossibile, se pensiamo che nelle 6 ore sono conteggiati i viaggi di andata e ritorno dai depositi, il carico e lo scarico. Fatto sta che, come era prevedibile, Roma Multiservizi non ritiene più vantaggioso l’accordo, ed entra in causa con Ama. Evitiamo, per il momento, i tecnicismi, per focalizzare l’attenzione solo sui lavoratori.

Il 24 aprile 2020 scade il contratto di servizio, la raccolta subisce un crollo. I lavoratori arrivano così a denunciare tutte le loro condizioni, almeno una ventina tra manifestazioni e occupazioni, sempre pacifiche. Dal Movimento Cinque Stelle e dalla Raggi non hanno ricevuto risposte, ma solo “rimpalli di responsabilità”. Le uniche risposte sono arrivate dai sindacati, “CGIL e FIADEL su tutti – precisa Claudio Sbardella, promotore de “Il lavoro non si tocca” – Senza di loro staremmo già tutti a casa”.

I lavoratori stanno trovando, e trovano, appoggio nell’opposizione, in particolare da Cristina Grancio, del gruppo Misto, da Fratelli d’Italia e dalla Lega. “La consigliera Grancio ha partecipato a 18 manifestazioni su 20 – continua Sbardella – È stata fisicamente e con la testa insieme a noi”. Mentre i consiglieri Rachele Mussolini (lista Con Giorgia) e Andrea De Priamo (Fratelli d’Italia), in una nota congiunta dichiarano la loro ferma intenzione di “predisporre un documento, da condividere con tutti i membri di maggioranza e opposizione, affinché si reperiscano le risorse necessarie alla copertura delle annualità 2019 e 2020 e al reintegro operativo di questi 270 lavoratori, pari a i circa 62 milioni di euro. Mi auguro fortemente che, almeno in questa occasione, ci sia, da parte dell’Amministrazione Capitolina, la massima condivisione”.

Il M5S non riesce a garantire con certezza il futuro dei lavoratori. Lo stipendio manca, il Coronavirus taglia le opportunità lavorative, alcune famiglie crollano. Alcuni si trovano a gridare persino “Licenziatemi”, pur di poter ottenere la Naspi. Ma altri colleghi li fermano, dicono no al licenziamento. In essere, infatti, c’è ancora la possibilità di essere internalizzati in Ama. In fondo, Ama è sotto organico, e questi lavoratori conoscono già le zone, i giri e le competenze: non sarebbero un valore aggiunto, per una città sommersa dai rifiuti? La lotta però ha portato allo stremo le famiglie. Senza stipendio, come garantire a casa il pranzo e la cena? Ecco, allora, l’idea: “Un banco alimentare per 270 lavoratori UND”.

banco alimentare per 270 operatori UND

L’idea, purtroppo, non è una provocazione. Lo abbiamo Chiesto a Claudio Sbardella, promotore dell’iniziativa: “No, magari fosse una provocazione. È veramente necessario, alcuni di noi rischiano di non riuscire a fare la spesa”. Ce lo racconta in piazza del Torraccio di Torrenova, a Torre Angela, dove con la sua macchina raccoglie la generosità di chi vuole partecipare alle lotte dei lavoratori. “Dobbiamo aiutare i colleghi a continuare la lotta”, ci spiegano gli operai in piazza. “La Multiservizi è una controllata Ama, guidata dal pentastellato dott. Zaghis, controllata a sua volta dal Comune – scrivono i lavoratori in una nota – Inoltre, chi sta guidando la contrattazione tra noi, sindacati, Ama, Comune e nuove ditte subentrati, è il dott. Gianpaolitti, persona anch’essa pentastellata. Quindi questa è chiaramente una situazione generata e guidata dal Movimento 5 Stelle”.

La proposta a cui sono arrivati, ad oggi, è quella proprio del dott. Gianpaoletti: 50 posti di lavoro messi a disposizione dalle ditte subentranti in mutuo soccorso, ovvero San. Galli e Sarim, per i lotti III, XIV e XV, dove i 120 lavoratori di ATI (Associazione Temporanea Imprese) non erano sufficienti. Si va incontro, in poche parole, a un disastro per settembre, quando le scuole saranno aperte e tutto, si spera, tornerà alla normalità post Covid.

La consigliera Cristina Grancio, espulsa nel 2018 dal Movimento Cinque Stelle e da allora nel Gruppo Misto, ha presentato un atto già controfirmato da Lega e Fratelli d’Italia. “È stato un bel gesto di umiltà e interesse sincero verso la nostra lotta – sottolinea in chiusura Sbardella – Siamo certi che anche il Partito Democratico vorrà unirsi ai lavoratori”. Nel frattempo, quale che sia il disegno del sindaco Raggi e della sua Giunta, i lavoratori UND devono poter continuare la loro sacrosanta lotta. Lo devono per le loro famiglie, per i loro bambini. Una bomba sociale che sta scoppiando e che i Cinque Stelle si rimpallano l’un con l’altro.

Flavio Quintilli

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