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Municipio VI, sparite le carte del Centro Anziani “Ai Pini”. Chiusura imminente

Dal 2009 il fascicolo del Centro Anziani “Ai Pini” sparisce e viene ricostruito da zero. Questa volta, però, non si trova più un documento, e si chiede la chiusura. In che mani siamo?

Centro Anziani "Ai Pini", Tor Bella Monaca
Centro Anziani “Ai Pini”, Tor Bella Monaca

Il Municipio VI non brilla per efficienza. Sono spariti per l’ennesima volta alcuni documenti del fascicolo del Centro Anziani “Ai Pini”, di Tor Bella Monaca, e ora la situazione è seria: si rischia la chiusura. È mai possibile che i documenti di questo centro si perdano puntualmente, ogni volta che cambia amministrazione? Dal 2009, quando è nato, sono state ben 3 le volte in cui il suo fascicolo è stato ricostruito da zero. L’ultima volta, sotto la guida Cinque Stelle, potrebbe essere l’ultima davvero: è stata chiesta la chiusura.

Tutto è partito da quello scontro con Retake Torre Angela, per cui vi rimandiamo agli articoli: “Tor Bella Monaca. Quer pasticciaccio brutto di via Viganò” e “Tor Bella Monaca, parla Scalia: Denuncio tutti o aspetto di comparire davanti al Magistrato?” E ora stanno venendo al pettine molti nodi. Andiamo con ordine.

A febbraio 2020, i direttori della Direzione Socio-Educativa e della Direzione Tecnica del Municipio sono costretti a chiedere al PAU (Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica), alla Direzione Trasformazione Urbana, alla Polizia Roca Capitale, al Direttore e al Presidente del Municipio VI, “la documentazione tecnica necessaria per l’agibilità della struttura”. Dalle carte, è scomparso il collaudo statico. Praticamente ciò rende i locali fuori norma. “Esito negativo delle ricerche approfondite negli archivi municipali”, si legge nella lettera. Che possiamo tradurre in “non sappiamo che fine abbiano fatto”.

Il primo luglio 2020 una nuova lettera, sempre agli stessi destinatari. Non c’è stata risposta: “Ad oggi la precedente richiesta – quella di febbraio 2020, come leggiamo nella lettera – è rimasta senza esito”. Cioè, non si sono parlati in questi mesi. E allora la conclusione: “Entro 15 giorni dalla presente queste Direzioni dovranno procedere alla cessazione di ogni attività condotta nei locali di via Vico Viganò 8/10 ed alla contestuale riconsegna dei suddetti locali al Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative”. Termine scaduto: e ora gli anziani dove andranno?

Interrogati, i Cinque Stelle non rispondono

È la domanda che voleva porre Nicola Franco, capogruppo di Fratelli d’Italia in Municipio VI, per cui ha richiesto con urgenza una Commissione Garanzia e Trasparenza. Il giorno 14 luglio, a tale Commissione, la maggioranza grillina non si è presentata. Non hanno voluto dare nessuna risposta. “È dal luglio 2018 che chiediamo di fare chiarezza su questa questione – ci dice Franco – e ancora a fine 2019 ci trovavamo a fare le stesse identiche domande che oggi sono senza risposta. La maggioranza Cinque Stelle si sta comportando in maniera vergognosa su questa situazione. Non sta provvedendo a nessuna soluzione né sta prevedendo un piano alternativo. Gli anziani da domani potrebbero non avere più un Centro Anziani. E, per Regolamento, il Municipio è tenuto a fornire loro una sede. Dove andranno? Cosa faranno? Niente, non hanno voluto rispondere. O, forse, se ne fregano del futuro del Centro Anziani”.

In effetti, una sola azione è stata intrapresa: l’Assessore all’Urbanistica, Sergio Nicastro, M5S, ha organizzato una videoconferenza per cercare di fare il punto della situazione. Il mandato Cinque Stelle è in scadenza e ancora si deve fare il punto della situazione? E il bello sapete qual è? Che non sono stati convocati in questa videoconferenza i due attori principali: le due Direzioni che hanno fatto “approfondite ricerche negli archivi” e che hanno chiesto la chiusura e la riconsegna degli immobili.

Ma in che mani siamo? La storia è molto complessa e merita approfondimenti. In ballo ci sono milioni di euro, convenzioni sui terreni, denunce penali, lotte fratricide in seno al Cinque Stelle. Neppure stessimo parlando di “Quer pasticciaccio brutto di via Merulana” di Carlo Emilio Gadda.

Flavio Quintilli

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