fbpx

Prato Fiorito, un parco curato dai ragazzi del quartiere

Il Gruppo Giovani Parco, formato da una decina di ragazzi, si prende cura del Parco dell’Acqua e del Vino a Prato Fiorito

Il Gruppo Giovani Parco, a Prato Fiorito
Il Gruppo Giovani Parco, a Prato Fiorito

Il GGPGruppo Giovani Parco – è una piccola realtà associativa composta da giovani ragazzi volenterosi di Prato Fiorito. I ragazzi si occupano di manutenere il Parco dell’Acqua e del Vino in collaborazione con le associazioni Pro Prato Fiorito, AlternaVita e Nemesis. Queste ultime si occupano di una manutenzione ordinaria, mentre i ragazzi del GGP cadenzano interventi straordinari. Il tutto, senza il minimo supporto da parte del Comune.

“Viviamo qui da vent’anni ciascuno, più o meno – ci dice Dario – e non volevamo vivere un parco degradato e ci siamo detti: facciamo qualcosa di utile”. “La maggior parte di noi proviene già dal mondo del volontariato – aggiunge Alessandro, altro ragazzo del GGP – perciò ci è sembrato naturale darci da fare e contribuire a vivere un quartiere migliore”.

Quella di Prato Fiorito è una specie di miracolo. Nell’assenza totale dell’amministrazione e dell’azione della politica, questi ragazzi si sono organizzati in forma indipendente e lavorano per il bene comune senza ricompense. Tagliano il prato, curano gli spazi verdi. In cambio? A volte, neppure una pacca sulle spalle, ma solo malelingue. Frequentano la “casetta”, il cuore dello spazio associativo. Ci sono libri, giochi di società e, cosa più importante, c’è la fucina delle idee: qui si ritrovano e guardano al futuro. Forniscono aiuto alla compilazione di curricula, alla riparazione di computer, prenotano visite e carte d’identità per gli anziani del quartiere; effettuano un servizio di controllo per la buona condotta dei cani, verificando il rispetto delle norme da parte dei padroni. Tutto completamente autogestito. E, già da questa estate, tenteranno l’avventura del cineforum all’aperto.

Un’opera pubblica viva

Il Parco dell'Acqua e del Vino dopo il taglio dell'erba
Il Parco dell’Acqua e del Vino dopo il taglio dell’erba

Un’opera pubblica viva, finalmente. Un’opera che fa respirare una ventata di speranza nell’aria. Una ventata che viene anche dalle associazioni AlternaVita e Nemesis, che hanno creato una vera e propria rete di persone e idee. Di AlternaVita, in particolare, avevamo già parlato a proposito del progetto dell’Operatore del Decoro Urbano, che aveva messo in campo un sistema di attività preziose per il quartiere e che poteva essere “esportata” al resto del Municipio e, perché no, di tutta Roma. La manutenzione ordinaria del parco, infatti, è gestita da AlternaVita e Nemesis grazie al lavoro di Eddy.

Eddy è un giovane ragazzo nigeriano, precedentemente ospite degli SPRAR. Una volta terminato il periodo dell’ospitalità, come avviene per tutti gli immigrati irregolari, Eddy è stato cacciato. Fine dell’ospitalità, fine degli aiuti. Avrebbe avuto poche scelte, se non avesse incontrato i progetti di AlternaVita e Nemesis: Eddy ha cominciato così a curare la manutenzione del parco, a gestire la bottega di sartoria sociale, ad aiutare nelle faccende domestiche alcuni anziani. Un esempio virtuoso di integrazione. Ha persino fornito mascherine all’associazione Un Sorriso Per durante la Fase 1 dell’emergenza Covid-19. E ora Eddy lavora attraverso il protocollo d’intesa tra le associazioni AlternaVita e Cives Romanus, operando all’interno della riqualificazione di via Romolo Vaselli, a Colle Monfortani.

È incredibile quanto possa fare quello che i Latini chiamavano exemplum. Essere esempio per gli altri, fare rete, crescere, coinvolgere, lavorare per il bene comune. Tutto questo meriterebbe un applauso. Finalmente sì: un’opera pubblica viva.

Flavio Quintilli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *