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Torre Angela base di rifornimento d’eroina per L’Aquila

La Polizia di Stato ha scoperto un giro di rifornimenti che parte da Torre Angela per fornire eroina all’Aquila

Questura dell'Aquila
Questura dell’Aquila. Fonte: pagina Facebook della Questura

Torre Angela è diventata base di rifornimento di eroina per L’Aquila. La Polizia di Stato ha indagato su una serie di decessi causati da overdose di eroina tagliata male. Purtroppo, veniva da Torre Angela. Al termine di una complessa e articolata attività investigativa, la Polizia di Stato ha eseguito diverse misure cautelari nei confronti di italiani, gambiani e senegalesi, ritenuti responsabili di spaccio tra L’Aquila, Pescara e Roma.

Le operazioni sono partite a seguito del tragico decesso di un cittadino aquilano, avvenuto per presunta overdose da eroina tagliata male. La Polizia ha avviato così le attività investigative, individuando la presenza di un folto gruppo di persone, italiane ed extracomunitarie, che procaccia e spaccia eroina nel territorio aquilano.

Le indagini svolte hanno permesso di attribuire chiare e precise responsabilità per ciascun indagato, anche grazie agli esiti delle attività tecniche di intercettazione telefonica e ai riscontri ottenuti nel corso dei numerosi servizi di Polizia Giudiziaria, spesso sfociati in sequestri di sostanza stupefacente con denunce e arresti in flagranza di reato. È stato dimostrato come gli indagati abbiano immesso, nel ”mercato aquilano”, ingenti quantitativi di eroina. Il fatto è avvalorato anche dalle dichiarazioni rese dai numerosi acquirenti. I compratori di droga hanno confermato quanto emerso dalle indagini, permettendo agli inquirenti di stabilire la presenza di una regolare e continua attività di spaccio di droga.

Da Torre Angela all’Aquila

Gli spacciatori erano soliti rifornirsi di eroina a Roma, in particolare a Torre Angela. Qui si recavano con cadenza quasi giornaliera, sia con autovetture che con mezzi di trasporto pubblici. Si mettevano d’accordo telefonicamente con i rifornitori extracomunitari, si incontravano in zona Torre Angela e acquistavano lo stupefacente al costo di circa 50 euro al grammo.

Rientrati a L’Aquila, consumavano parte della droga acquistata e ne rivendevano il resto, assicurandosi così disponibilità economiche per i successivi acquisti. In molte occasioni, gli stessi rifornitori stranieri partivano da Torre Angela alla volta dell’Aquila per consegnare la droga. In particolare, un indagato gambiano aveva preso in affitto un appartamento all’Aquila per conservare la droga trasportata da Roma, destinata alla distribuzione al dettaglio.

Eroina tagliata male e messaggi cifrati

Le indagini, inoltre, hanno messo in luce il concreto pericolo rappresentato dalla scarsa qualità dell’eroina che, in alcune occasioni, provocava dei malori, tanto da far preoccupare gli stessi acquirenti/spacciatori che si lamentavano con il rifornitore straniero perché l’eroina era stata tagliata male e, quindi, loro stessi avevano ricevuto rimostranze dai consumatori finali. Dalle intercettazioni: “Questa qua non va bene, non se riesce a lavorà bene!”, “questa dà troppe lamentele… troppe lamentele…”.

Gli accordi tra i rifornitori e gli spacciatori aquilani e tra questi e i clienti venivano sempre presi telefonicamente o di persona, ricorrendo ad un linguaggio criptico: preparare due panini per indicare due dosi di eroina, o un tavolo da quattordici e uno da otto per indicare i quantitativi di droga da acquistare. Gennaro Capoluongo, Questore dell’Aquila: “L’operazione della Squadra Mobile, realizzata grazie alla sinergia tra l’Autorità Giudiziaria e la Polizia di Stato, ha fatto luce su una preoccupante situazione legata al consumo e alla vendita di pericolose sostanze stupefacenti. Il nostro massimo impegno sarà sempre finalizzato a garantire la sicurezza dei cittadini anche per evitare tragiche situazioni come quelle verificatesi nel recente passato. Non è possibile che delle vite umane vadano perse per la cupidigia di alcuni malfattori”.

La Redazione

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