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Caos mense scolastiche: in molti costretti a pagare il massimo

Bocciato l’ordine del giorno di Fratelli d’Italia che chiedeva di aiutare chi non ha potuto usufruire delle mense scolastiche a costo agevolato nel 2018/2019

Fonte: web

L’anno scolastico 2018-2019 si era aperto con una novità: per avere le agevolazioni per il pagamento delle mense scolastiche, le famiglie dovevano presentare l’ISEE entro il 31 luglio 2019, non più entro il 30 settembre. Secondo il Movimento Cinque Stelle, l’amministrazione ha dato comunicazione a tutte le famiglie nei tempi congrui per poter rispettare la scadenza. Questo è il motivo per cui ha deciso di bocciare l’ordine del giorno di Fratelli d’Italia, a prima firma del vicepresidente dell’Assemblea Capitolina Francesco Figliomeni: una bocciatura che arriva sia in Campidoglio che in Municipio VI, nello stesso consiglio in cui sono state bocciate le pedane per i disabili.

La situazione descritta da Fratelli d’Italia è molto semplice: l’amministrazione non è riuscita ad arrivare a tutte le famiglie. Non tutti sapevano di dover presentare l’ISEE entro il 31 luglio. L’abitudine è dura a morire, per cui molte domande sono state “regolarmente” inoltrate entro il 30 settembre, come da consuetudine. Possibile che non si capisca che non tutti hanno un pc o un tablet, che non tutti hanno internet? E a pagare lo scotto, le famiglie. Pensate il dramma economico: famiglie che magari avrebbero dovuto spendere 0 si sono ritrovate a pagare la rata massima per mandare il figlio o i figli in mensa.

Tutelare chi ne ha diritto

Una confusione che ha colpito, come al solito, chi ha diritto. Nicola Franco, capogruppo di Fratelli d’Italia in Municipio VI, dichiara fondamentalmente che “La politica dovrebbe risolvere i problemi, non crearli. Noi dobbiamo vedere chi ha diritto e aiutare chi ha diritto. Il punto non è vedere quando è stata inoltrata la domanda, il punto è capire se chi ha inoltrato la domanda ha diritto oppure no”. Una posizione di buon senso. In effetti, molte domande sono arrivate nel periodo precedente al 30 settembre. Che fare, dunque?

La proposta di Figliomeni e Fratelli d’Italia è quella di attivare gli uffici “Al fine di consentire alle famiglie che hanno comunque presentato l’ISEE entro il 30/09/2019 – si legge nella proposta di delibera – e che non hanno ancora pagato le quote mensili dovute per il servizio di refezione scolastica per l’anno educativo 2019/2020, di poter pagare la quota di partecipazione alla spesa per la fruizione del servizio di refezione scolastica basato sull’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)”. In pratica, se una famiglia non sapeva di dover presentare domanda entro il 31 luglio e, consapevole di avere diritto, l’ha presentata come al solito entro il 30 settembre, allora è giusto che la famiglia abbia l’agevolazione tariffaria.

Antonio Villino, consigliere di Fratelli d’Italia al Municipio VI e vicepresidente della commissione Scuola, resta allibito: “A settembre le famiglie si sono ritrovate a pagare la rata massima per mandare i figli in mensa. E perché? Perché non hanno avuto la comunicazione di inoltrare entro il 31 luglio la domanda? Ma mica tutti intelligenti come i Cinque Stelle – commenta ironicamente – Questi scienziati dovrebbero mettersi nei panni della gente”.

Flavio Quintilli

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