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Coronavirus, Polizia Locale esclusa da test sierologici, l’ira di Di Maggio

Il Comandante Antonio Di Maggio è furioso contro l’esclusione della Polizia Locale dai test sierologici per Coronavirus: “La ritengo una cosa vergognosa”

Controlli della Polizia Locale per l'emergenza Coronavirus in via di San Gregorio
Controlli della Polizia Locale per l’emergenza Coronavirus in via di San Gregorio. Fonte: web

Ira di Di Maggio contro la delibera di Giunta della Regione Lazio approva le indicazioni sui test sierologici. I test sarebbero infatti destinati a “operatori sanitari, delle Forze dell’Ordine nella Regione Lazio e in specifici contesti di comunità all’interno di indagini di sieroprevalenza”, come dichiara l’Assessore alla Sanità Alessio D’Amato. Dai test sierologici, a tutela di tutti contro il Coronavirus, sembrano però esclusi gli operatori della Polizia Locale. Arriva in questo modo l’ira di Di Maggio.

Nel comunicato stampa dell’Assessore D’Amato sono nominati tutti, fuorché la Polizia Locale: “Una volta espletate le procedure di gara si partirà con i test a tutti gli operatori del Servizio Sanitario e agli operatori della nostra regione delle Forze dell’Ordine che hanno aderito a questa indagine epidemiologica (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Vigili del Fuoco, Polizia Penitenziaria, Esercito ‘Strade Sicure’, Guardia di Finanza e Guardia Costiera)”.

L’esclusione della Polizia Locale fa infuriare il Comandante Di Maggio: “A questo punto, dopo quanto è appena successo, riterrò priva di credibilità qualunque smentita o promessa da parte della Regione – dichiara Di Maggio – a meno che entro la prossima settimana non arrivi un provvedimento certo con le date dei test per tutti gli uomini e le donne della Polizia Locale”. E, nel caso ciò non dovesse verificarsi, “È da un anno che lavoro senza percepire alcun compenso – continua il Comandante della Polizia Locale – e non esiterò a destinare parte della mia pensione per far eseguire tutti i test necessari agli appartenenti al Corpo della Polizia Locale di Roma Capitale presso laboratori o strutture private”.

Flavio Quintilli

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