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Pedane per disabili davanti i negozi? Sì, basta che paghi due volte

Neppure il Coronavirus addolcisce gli animi di chi ci governa. La proposta di Fratelli d’Italia non trova l’accoglimento al Municipio VI: chi installa pedane per disabili deve pagare l’occupazione di suolo pubblico

sedia a rotelle
Fonte: web

Si parla spesso di abbattere le barriere architettoniche, si fa poco perché ciò avvenga. Una proposta semplice è questa: permettere ai negozianti di installare pedane d’accesso per disabili, senza far loro pagare l’occupazione di suolo pubblico. Già, perché, in base al regolamento stato attuale, un negoziante dovrebbe pagare due volte: una volta per installare la rampa e una seconda per l’occupazione di suolo pubblico. La proposta dei commercianti, di essere esonerati dal pagamento della tassa d’occupazione, viene vista come un “regalo” dal Movimento Cinque Stelle e così bocciata dalla maggioranza.

La cosa incredibile è che i Cinque Stelle votano sì al Comune, no al Municipio VI. La stessa parte politica, in sostanza, accoglie la proposta di delibera di Fratelli d’Italia, primo firmatario Francesco Figliomeni, mentre al Municipio VI dice no. Un corto circuito che rende bene la confusione in cui si trova il Movimento Cinque Stelle allo stadio terminale della sua esistenza politica.

“La verità è che l’hanno bocciata perché sulla proposta c’è il simbolo di Fratelli d’Italia – tuona Antonio Villino, consigliere di FdI – noi eravamo pronti a togliere il simbolo, purché si riconoscesse la necessità di mettere la persona al centro dell’azione politica. Dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza, capire cosa significa vivere sulla sedia a rotelle e trovarsi davanti ogni genere di barriere architettoniche. Dovremmo dire grazie ai commercianti disposti a pagare queste pedane con i loro propri soldi. Invece cosa facciamo noi? Li facciamo pagare due volte. Ma siamo impazziti? La maggioranza pensasse a sistemare le pedane degli autobus, piuttosto che impedire quest’atto di civiltà”.

La proposta è stata presentata da Fratelli d’Italia e la sua motivazione è chiara: “Garantire l’accessibilità ai disabili e a tutte le persone con difficoltà motorie”, come si legge nella proposta di delibera. La quale chiedeva di modificare il Regolamento capitolino, esonerando dal pagamento di occupazione di suolo pubblico quei negozianti che volessero installare pedane o altri dispositivi utili all’accesso di persone con disabilità.

Sì dal Comune, no dal Municipio VI: si continui a pagare doppio

Paradossalmente, è arrivato l’ok dal Campidoglio all’ordine del giorno di Fratelli d’Italia, mentre al Municipio VI la maggioranza ha deciso di rifiutarla. Un’impuntatura, forse, come ha sostenuto Antonio Villino? In una congiunta, i consiglieri comunali Andrea De Priamo (capogruppo in Campidoglio), Francesco Figliomeni e Lavinia Mennuni (FdI), Rachele Mussolini (civica “Con Giorgia”) e Antonio Pelagatti (delegato regionale alla disabilità) esprimono tutto il loro disappunto per le scelte dell’amministrazione in tema di abbattimento delle barriere architettoniche: “Evidentemente la maggioranza a grillina e la Raggi non si rendono conto che siamo ormai a fine consiliatura e purtroppo ad oggi su questo tema non hanno fatto nulla di concreto. Troppe persone – si legge a conclusione della nota – sono prigioniere in casa e dalle scuole fino alle stazioni metro siamo ancora molto lontani dall’applicare i sacrosanti principi di accesso libero e di abbattimento delle barriere architettoniche”.

Per Nicola Franco, capogruppo di Fratelli d’Italia in Municipio VI, questa maggioranza si dovrebbe “Vergognare. Dice che non si vogliono regalare metri ai commercianti. E cosa andiamo a dire alle persone con disabilità? Che non si possono fare pedane per disabili davanti ai negozi perché l’amministrazione non vuole regalare metri di suolo pubblico?” Strano che lo stesso criterio non valga per tutti. Come nota Villino, infatti, “Basta invece mettere una coperta a terra per vendere di tutto, senza pagare tasse né suolo pubblico”.

Flavio Quintilli

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