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Il buio fuori dal palcoscenico. Il Covid uccide anche l’arte

La sofferenza dell’arte: in quarantena ormai da quasi 40 giorni ma non ci è dato sapere quando e in che modo riprenderemo

Una piazza Navona così deserta non l'abbiamo mai vista
Una piazza Navona così deserta non l’abbiamo mai vista

Il cambiamento fa bene, rigenera e rinnova le cose. Ma se il cambiamento fosse troppo violento, o se addirittura provocasse la scomparsa di alcune categorie, la penseremmo ugualmente così?

Teatri, cinema e musei hanno chiuso porte e portoni. Tre luoghi fisici che rappresentano migliaia di lavoratori costretti a un fermo lavorativo e che rischiano letteralmente di scomparire. 

Il sipario è calato e ha lasciato la polvere sul parquet: la magia del teatro resta a casa e anche chi, con quella magia, sopravviveva. Vale lo stesso per i cinema: abbonati, appassionati e critici, tutti costretti a rinunciare alle loro poltroncine morbide e al film su cui scrivere. Ma anche per i musei, la musica non è diversa: quadri impolverati, biglietterie chiuse e guide turistiche a casa. E a proposito di musica, c’è da dire che tutti i lavoratori in ambito del suono, dagli artisti ai tecnici rinunciando a date su date di concerti sospesi, ci rimetteranno non poco, anzi praticamente tutto.

Roma, città d’arte senza aiuti

Roma è una tra le città d’arte più ricche della penisola: stop a visite dei monumenti, alle mostre e a tutti gli spettacoli ed eventi di iniziativa culturale. Tutto ciò ha significato e significa tuttora contribuire a fermare un virus, è vero, ma anche strangolare una categoria già resa sofferente dai pochi riconoscimenti da parte delle autorità statali, in una città che di cultura, bellezza e turismo ne fa il suo vanto (e anche un notevole guadagno).

Roma rischia, come altre ma più di altre di perdere i propri punti di forza: la bellezza e l’unicità della cultura made in Italy. Un qualcosa a cui questa città sta forzatamente rinunciando e ad un prezzo decisamente alto che sa già di non poter pagare. 

Bisogna sostenere in primis gli artisti per poter sostenere l’arte: c’è necessità di aiuti concreti per permettere che questa città rifiorisca e riparta. Il medioevo in cui i lavoratori dello spettacolo e della cultura sono piombati merita di finire, con la speranza di vivere presto un nuovo Rinascimento. 

Erika Nicole De Bonis

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