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Coronavirus e scuola: cosa succederà quando finirà l’emergenza?

I consiglieri di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo e Antonio Villino chiedono di iniziare subito una riflessione sul tema, per non lasciarsi trovare impreparati: “lavorare da subito per trovare nuove aule a Roma”

Una volta finita l’emergenza Coronavirus cosa faremo? Semplice: torneremo alla vita di tutti i giorni, compresi scuola e lavoro. E la domanda che potremmo porci è: tornerà tutto come prima? O cambierà il nostro stile di vita? In particolare, la distanza sociale a cui oggi siamo costretti, domani sarà un’abitudine che sarà diventata stile di vita? Sono interrogativi a cui non possiamo rispondere con sicurezza, anzi. Non sappiamo cosa succederà nei prossimi mesi. Sappiamo solo che, oggi, dobbiamo stare a casa.

Per questo, soprattutto per quanto riguarda le scuole, Fratelli d’Italia propone di muoversi per tempo. Come dichiara Antonio Villino, vicepresidente della Commissione Scuola del Municipio VI, “Non possiamo pensare che dopo l’emergenza possano ancora esserci aule da 30 studenti. Occorre pensare da subito a una soluzione, altrimenti che facciamo? Ci facciamo trovare impreparati?”

È una riflessione seria e importante. “Immaginiamo che il ritorno a scuola, anche se fosse nella prossima stagione – si legge in una nota congiunta di Villino e Andrea De Priamo, capogruppo di Campidoglio di Fratelli d’Italia – potrebbe vedere la necessità di rivedere la capienza delle aule in relazione alle distanze da osservare”. La proposta che Fratelli d’Italia mette sul tavolo è quella di “individuare nuovi spazi e nuovi immobili per l’attività scolastica”, in particolare nel Municipio VI, dove la carenza di aule è un problema mai risolto. Ogni anno, infatti, si formano classi senza avere aule a sufficienza.

Fratelli d’Italia chiede “all’amministrazione comunale e a quella del Municipio VI – conclude la nota di De Priamo e Villino – di avviare per tempo una riflessione in questo senso in modo da avere poi un piano operativo si gestione. In questo senso chiederemo la convocazione della commissione scuola capitolina e municipale per discutere in tempo questo argomento e non farsi trovare impreparati di fronte a questi nuovi scenari”. Per Antonio Villino, in questo frangente, si deve dare “Priorità assoluta per i nostri bambini all’apertura delle scuole”. E dichiara infine di voler chiedere con urgenza una Commissione Scuola per iniziare a gettare le basi per il lavoro da fare.

Certamente, questo è un dato su cui ancora nessuno sembra aver posto la giusta attenzione. Ormai, abituati a un decreto ogni 10 giorni, pensiamo che lo stato d’emergenza sia uno stato totalizzante o, per certi versi, totalitario. Bene dunque pensare al dopo e pensare alle nostre scuole, già pesantemente in sofferenza.

Flavio Quintilli

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