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Coronavirus, rischio bomba sanitaria a Torre Maura e Grotte Celoni

L’allarme lanciato quasi un mese fa da Fratelli d’Italia è stato ignorato. Ora, si rischia il peggio

La notizia sulla bocca di tutti, oggi, è il caso confermato di positivo al Coronavirus allo Sprar di Torre Maura, in via delle Allodole. Una notizia non ancora uscita, invece, che possiamo rendere pubblica grazie a fonti riservate, è di un altro caso, al Centro d’Accoglienza Straordinaria di Grotte Celoni.

Già il mese scorso Fratelli d’Italia aveva lanciato l’allarme riguardo il rischio contagio per i centri Sprar e CAS, con la doppia denuncia di Nicola Franco (capogruppo al Municipio VI) e di Fabio Rampelli (Vicepresidente della Camera). Ma i loro appelli sono caduti nel nulla. E non dimentichiamo che circa i 2/3 dei centri di accoglienza di Roma si trovano nel Municipio VI.

Noi chiusi in casa

Allo Sprar di Torre Maura ci sono 150 ospiti, al CAS di Grotte Celoni circa 300. Cosa hanno in comune? I loro ospiti non hanno intenzione di rimanere chiusi in casa. Come a Villaggio Prenestino, o anche come a Tor Vergata, gli accolti non hanno reali intenzioni di rimanere chiusi in casa. Ogni giorno, invece, noi sentiamo che “dobbiamo stare a casa”. Consideriamo anche che le 300 persone ospiti a Grotte Celoni equivalgono a un piccolo paese: Capranica Prenestina, per esempio, conta 332 abitanti, oppure Rocca di Cave 371 (dati Istat 2018). Piccoli paesi, racchiusi nei nostri quartieri, privi di qualsiasi regola.

Noi, chiusi in casa, tranne qualche imbecille. Mentre dai CAS e dagli Sprar forse solo qualche “imbecille” non esce insieme agli altri. Forse per distinguersi da quella massa di incoscienti che “evade” ogni santo giorno per poi tornare la sera, quando è pronto il pasto caldo che viene offerto loro.

Non è un caso isolato: dalle segnalazioni che ci inviano i cittadini, possiamo dire che buona parte (per non dire tutti) dei centri d’accoglienza ha i suoi ospiti in giro per strada a fare non si sa cosa. In barba a tutte le prescrizioni.

È l’ora dell’esercito

Fratelli d’Italia non ci sta e chiede il pugno duro: “Non è possibile continuare a voltarsi dall’altra parte – dichiara Nicola Franco – è possibile che nessuno possa parlare di questi centri d’accoglienza? È possibile trattare tutto con il segreto? Noi vogliamo chiarezza, per conoscere i rischi che corriamo, e vogliamo l’esercito, per presidiare i centri d’accoglienza”.

Allo stato attuale, infatti, il Messaggero titola che a Torre Maura “I vigili blindano il palazzo” ma, in realtà, c’è solo una pattuglia a presidiare lo stabile. E infatti i cittadini ci hanno già segnalato che gli ospiti non fanno altro che scavalcare la recinzione dal lato opposto rispetto a dove sono i Vigili. Una scena indegna, tanto per i Vigili quanto per i cittadini residenti. Dove sarebbe lo Stato?

È ora che si affronti la situazione, prendendola di petto: “Basta voltarsi dall’altro lato, la situazione sta sfuggendo di mano – conclude Nicola Franco – Prima che sia troppo tardi, il Sindaco Raggi e il Ministro degli Interni Lamorgese chiedano l’intervento dell’esercito a presidio di questi luoghi”.

Flavio Quintilli

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