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Villaggio Prenestino, per qualcuno un Villaggio Vacanze ai tempi del Coronavirus

Il centro Sprar di via della Riserva Nuova ospita 250 persone, distribuite in 4 villette di 12 appartamenti ciascuno. Vivono senza regole e senza rispetto per il prossimo; e, in questo periodo, senza mascherine o protezioni

Cancello chiuso? Basta scavalcare
Cancello chiuso? Basta scavalcare

Ai tempi del Coronavirus sappiamo bene che non possiamo uscire di casa se non per necessità. Sappiamo che non si va a prendere il sole, che non si va al parco se non per fare esercizi motori o portare il cane a espletare bisogni fisiologici. Sappiamo, insomma, che siamo chiusi in casa. E noi, buona parte, rispettiamo quelle semplici ma faticose regole: e restiamo a casa.

Qualcuno, però, pensa che le regole valgano per tutti meno che per sé. Avevamo scritto il 15 marzo che “L’Italia resta chiusa. Ma non a tutti” proprio per sottolineare questa linea di demarcazione tra chi è perseguibile e chi, invece, può girare liberamente. Così, ai tempi del Coronavirus, Villaggio Prenestino è il Villagio Vacanze degli ospiti del centro Sprar di via della Riserva Nuova.

I cittadini che abitano attorno alle 4 villette del centro, ciascuna delle quali suddivise in 12 appartamenti, sono esasperati e spaventati. Tutti hanno chiesto la cortesia di poter rimanere anonimi, per paura di ripercussioni. E noi la rispettiamo, come è nostro costume fare.

Niente mascherine, niente guanti, uscite in gruppo

Sappiamo cosa significa stare chiusi in casa, ormai. Per respirare aria fresca apriamo la finestra, per osservare il cielo ci sporgiamo oltre il davanzale, per combattere la noia guardiamo le strade “deserte”. Sì, deserte: tranne che di qualcuno. Come già avevamo segnalatola nostra segnalazione è giunta financo al Parlamento italiano, dove il Vicepresidente della Camera Fabio Rampelli ha prodotto un’interrogazione al Presidente del Consiglio Conte e al Ministro della Salute Speranza – gli ospiti dei centri Sprar sfuggono a qualsiasi controllo e disciplina.

“Dal centro di via della Riserva Nuova c’è un via vai senza fine – ci dicono come se fosse una voce unica i cittadini là attorno, raggiunti telefonicamente – entrano e escono a gruppi, scavalcando le recinzioni. A gruppi girano per strada o per il parco, senza maschere o guanti”. In pratica, con un colpo solo vengono infranti più articoli del famoso DPCM che ci blocca a casa: non uscire di casa (scavalco la recinzione) se non per necessità (gli ospiti degli Sprar sono mantenuti in tutto e per tutto dalla cooperativa che gestisce il centro); vietato entrare nei parchi (scavalco la recinzione e mi siedo sulle panchine), evitare di stare in gruppo. Insomma: zero regole. “Manca la cultura del rispetto e nessuno glielo fa notare”, spiegano i nostri interlocutori.

Eppure, come ricorda Nicola Franco, capogruppo di Fratelli d’Italia al Municipio VI, “Cosa escono a fare? Tutti gli alimenti sono passati dal centro, non hanno necessità di uscire di casa”. In effetti, la questione è strana. Ed è ancora più strana perché i cittadini ci dicono di averli visti con buste della spesa. Ma se gli ospiti degli Sprar non hanno di che lavorare (altrimenti non avrebbero necessità di essere ospiti) come fanno a fare la spesa? Ricordiamo che dei 35 euro giornalieri che lo stato stanzia per loro, appena 2 euro e mezzo finisce nelle tasche degli ospiti. Il sospetto, che è più di un sospetto, è che ci sia un nutrito traffico di droga. E qui, capiamo la paura dei cittadini. I quali, senza troppi giri di parole, ci hanno testimoniato di aver visto, a volte anche da vicino, “scambi notturni” avvenire nei pressi del centro, agli angoli delle strade.

13 anni di inferno dantesco

Dobbiamo essere responsabili: restiamo a casa
Dobbiamo essere responsabili: restiamo a casa

“Da 13 anni qua non si vive più – è incredibile come tutti ci abbiano detto le stesse, identiche cose – Abbiamo fatto molte segnalazioni, ma non si è mai mosso nulla. Urlano, litigano, si rincorrono con spranghe di ferro, di giorno e di notte. Quando ti affacci, vedi di tutto: persino materassi e letti rotti”. Senza contare che poi, la notte “Ci risvegliamo e troviamo la loro immondizia sui muretti di casa nostra, persino panini avanzati”.

Ogni quanto cambiate il vostro materasso e il vostro letto? Qui, a quanto pare, c’è un continuo riciclo di letti e materassi. Forse un percorso alternativo di “uso e riuso”? O una via di smaltimento preferenziale? In effetti, qui non opera l’Ama come per i comuni cittadini. Qui arriva il camion privato, che lascia un enorme cassone. E sono stati visti lasciare molti materassi, le doghe in legno dei letti e altri rifiuti ingombranti, come le docce. Molto strano, non trovate?

Insomma, gli interrogativi sono tanti. E tanta è la concentrazione di questi ospiti. “Per me, 250 persone qui sono troppe, considerando le famiglie che vivono intorno” è il pensiero comune. “Anche per portare fuori il cane, troviamo il parco occupato, con loro seduti sulle panchine che ci guardano, come se fossimo degli alieni”. L’appello “restiamo a casa” forse non vale per tutti.

Controllare e far rispettare le regole: perché no?

La richiesta dei cittadini è una: controllare chi entra, controllare chi esce. E, in questo periodo, con l’emergenza Coronavirus, impedire che escano in gruppo. La cooperativa non esercita sorveglianza, se non per una sola persona di notte, che suo malgrado si ritrova ad avere a che fare con un lungo perimetro da cui entrano e escono, scavalcando, 250 persone. “Non sono le stesse persone, vediamo ogni giorno volti nuovi, è segno che hanno perso completamente il controllo di quello che sta succedendo”, ci dicono i cittadini.

Ancora Nicola Franco, raggiunto telefonicamente perché dobbiamo restare a casa (almeno noi), martella contro il sindaco Raggi: “Creare postazioni fisse davanti questi centri con i Vigili Urbani. Nel Decreto emergenza CoVid-19 ci sono i fondi per le Forze dell’Ordine, in alternativa si possono usare esercito o Protezione Civile. Tanto lo sappiamo tutti che i migranti non pagano le multe: allora chiedo che vengano addebitate alle cooperative che gestiscono questi centri! Hanno una responsabilità oggettiva in carico a  loro per i loro ospiti”. E non ha torto Franco: che senso ha fare una multa a chi non può pagarla? Se si multasse la cooperativa, invece, magari questa sarebbe maggiormente propensa a far rispettare le regole.

Quando le regole non piacciono, non piacciono

“Vuole sapere cosa ci hanno detto quelli del centro?” ci hanno chiesto. “Be’, sì. Cosa vi hanno detto?”, “Ci hanno detto che noi le regole gliele abbiamo date. Ma a loro non piacciono le regole”.

Flavio Quintilli

Commenti su “Villaggio Prenestino, per qualcuno un Villaggio Vacanze ai tempi del Coronavirus

  1. Con grande rammarico e dopo che anche tutto il vicinato ha chiamato per più giorni il 112, gettiamo pa spugna, lo stato ci ha abbandonato.
    Ha abbandonato, una ventina di “rifugiati”, che nessun centro vuole (chissà il perché), ha abbandonato i suoi cittadini che devono rassegnarsi a subire minacce e soprusi da questi signori, il parco di via della Riserva Nuova all’altezza del civico 198, di Roma, dovrebbe servire al divertimento dei nostri bambini e invece ora è occupato da oltre tre settimane da questi signori che tutto il giorno, spacciano, urlano e si accoltellano tutti i giorni, bottiglie spaccate, una vera latrina a cielo aperto, defecano e urinano li nel parco che tra l’altro è veramente piccolissimo. La polizia è inerme, dovrebbero effettuare uno sgombero e ripristinare il parco a come era prima. Siamo stanchi non ce la facciamo più! Qualcuno ci aiuti. Anche una chiesetta consacrata di S.Lucia, viene sistematicamente danneggiata, come tutto il parco. Ma perché li fate arrivare e poi non li gestite in qualche modo? È normale questo?
    Sono oramai 13 anni di disperazione, la gente non ce la fa più, tutto è partito dal centro SPRAR che ha in pancia ben 250 immigrati, inizialmente erano minori o persone con problemi di salute ma poi hanno perso il controllo perché ci sono stati casi di prostituzione minorile, droga, spaccio e violenze.
    I responsabili del centro hanno perso il controllo, c’è un via vai di persone adulte, ogni giorno diverse, quelli che si sono stanziati al parco, ci dormono hanno costruito un vero accampamento di immondizia, non fanno parte del centro ma oramai non si capisce più nulla e la gente ha paura anche di passare li vicino. La polizia stessa ha paura perché non sa che fare anche se c’è un grosso problema sanitario, aumentando gli escrementi e la puzza inizia a sentirsi non solo al parco ma anche lontano. Questo problema può risolverai solo se gli viene data giusta visibilità visto che chiamando il 112 non è servito a niente!

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