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Emergenza Sanitaria, lettera aperta di un equipaggio d’ambulanza

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di un equipaggio d’ambulanza per le gravi condizioni in cui è costretta a lavorare

L'equipaggio che ci ha inviato la lettera aperta e che preferisce rimanere anonimo
L’equipaggio che ci ha inviato la lettera aperta e che preferisce rimanere anonimo

L’Italia ai tempi del Coronavirus e dell’emergenza sanitaria è piena di paradossi. Ci ricordiamo, tardivamente, del lavoro dei medici, degli infermieri, per poi scordarcene il giorno dopo la fine dell’emergenza. Non avevamo coscienza del ruolo importantissimo delle commesse e dei commessi dei supermercati, del ruolo dei trasportatori. E ignoriamo il lavoro di chi è sempre in emergenza: l’equipaggio delle ambulanze. Per questo, avendo ricevuto una lettera aperta da parte di un equipaggio d’ambulanza, abbiamo deciso di pubblicarla, mantenendo l’anonimato come ci è stato chiesto.  

Succede che in Emergenza Sanitaria, l’equipaggio delle ambulanze è sprovvisto di DPI [Dispositivi di Protezione Individuale, ndr] costringendo così il personale a dover fronteggiare l’emergenza Covid-19 con tute non conforme alla direttiva europea ma sempre in campo ad ogni chiamata. 

Succede anche questo nel nostro Sistema Sanitario Nazionale del Lazio. Un assordante silenzio da chi dovrebbe impartire lezioni di rischio sulla salute dei lavoratori, perché non siamo carne da macello ma semplici operatori, al servizio dei cittadini, che tornano una volta svolto il servizio dai propri familiari, spesso con figli piccolissimi costretti ad avere paura che il virus non sia entrato in contatto con essi.

Decisi di aprire un gruppo su Facebook, denominato LA.E.S Lavoratori Emergenza Sanitaria 118 Lazio, anche per far emergere problematiche che possano magari essere spostate sul piano della tutela e salute dei lavoratori. I quali, indistintamente, in questi apocalittici giorni sfidano il più grande male dell’anno appena iniziato, purtroppo creando vittime da nord a sud.

Un chiaro segnale allarmante che ci invita a riflettere su quanto sia preziosa, sempre, la vita di tutti i giorni. Ci auguriamo d’ora in poi, al fine di espletare un servizio migliore, di lavorare con gli appositi dispositivi di protezione individuale per tutti gli Operatori del 118 del Lazio, iniziando anche ad effettuare i bisognosi tamponi che occorrono periodicamente ai lavoratori.

La Redazione

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