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San Vittorino, crolla il solaio di una casa popolare: due famiglie sgomberate. La denuncia di FdI

La trave portante del solaio cede per le infiltrazioni d’acqua. Due famiglie sgomberate costrette a lasciare casa senza risposte

La trave spezzata nel solaio delle case Ater di San Vittorino
La trave spezzata nel solaio delle case Ater di San Vittorino

“Abbiamo sentito un crac forte, un rumore dal soffitto. Non sembrava fosse successo nulla, poi siamo andati a vedere sul solaio e abbiamo visto una trave portante spezzata”. Questo è, in sostanza, il racconto di chi abita nelle case popolari ATER di San Vittorino. Immaginate la paura, nel mezzo della vostra quotidianità, quando vi accorgete che il tetto sopra la vostra testa sta cedendo, come la celebre spada di Damocle.

L’allarme è stato lanciato, due giorni fa, dall’ultimo piano della palazzina Ater di San Vittorino, a cui hanno prontamente risposto i Vigili del Fuoco, attraverso i quali a loro volta sono stati chiamati Polizia Locale e Protezione Civile. Sono stati interdetti i due appartamenti su cui la trave del solaio ha ceduto, mentre il resto degli appartamenti è stato dichiarato agibile. “Non subito, però – ci spiegano gli inquilini – prima abbiamo dovuto attendere l’arrivo di un ingegnere e di un camion di Vigili del Fuoco che hanno puntellato il solaio”.

Le travette spingono verso l'esterno la parte terminale del muro della palazzina, provocando crepe evidenti nella parete del balcone
Le travette spingono verso l’esterno la parte terminale del muro della palazzina, provocando crepe evidenti nella parete del balcone

La pendenza del solaio si è rivolta in questo modo verso l’interno. E le travi che incrociano quelle portanti spingono fuori asse la parete esterna della palazzina. Come si può vedere dalla foto, infatti, sono presenti crepe preoccupanti tra solaio e balconi dell’ultimo piano.

La denuncia di Fratelli d’Italia

La delegazione di Fratelli d'Italia, da sinistra a destra: Nicola Franco, Antonio Villino e Fabrizio Ghera
La delegazione di Fratelli d’Italia, da sinistra a destra: Nicola Franco, Antonio Villino e Fabrizio Ghera

A raccogliere immediatamente il grido d’aiuto la delegazione di Fratelli d’Italia con i consiglieri municipali Antonio Villino e Nicola Franco, assieme al capogruppo in Regione Lazio, che ha la competenza sulle case ATER, Fabrizio Ghera. Gli inquilini delle case hanno spiegato bene le cause del crollo della trave: “Siamo pieni di muffa e infiltrazioni d’acqua”. E con un solaio di legno, “privo di manutenzione da 40-50 anni”, è facile immaginare che fine possano fare le travi.

“Chiederemo alla direzione dell’Ater di intervenire quanto prima – sottolinea Fabrizio Ghera (FdI) – e per dare risposte a una manutenzione delle case popolari da troppi anni assente. Soprattutto perché San Vittorino è un gioiello incastonato all’estrema periferia di Roma e merita maggiore attenzione”.

Davvero un gioiello, San Vittorino, con il suo borgo medievale, il suo castello, il suo santuario e la natura incontaminata attorno. E che peccato vederlo così degradato. “Ho fatto decine di richieste e interrogazioni – aggiunge Antonio Villino – proprio perché San Vittorino potrebbe essere una risorsa per tutto il Municipio VI. Invece nessuno muove un dito, non si fa nulla. L’unica strada d’accesso continua a essere parzialmente franata con senso unico alternato da semaforo; l’ufficio anagrafico resta chiuso, costringendo i cittadini a fare chilometri e chilometri di traffico per raggiungere Tor Bella monaca; e non ultimo il problema della manutenzione delle case ATER! Possibile che non interessi a nessuno?”

La risposta dell’Ater non si è fatta attendere, rispondendo a Fabrizio Ghera che è stato attivato il pronto intervento e che, quindi, a breve potremmo avere novità.

Anziani in trappola

Come se non bastasse, alcuni anziani sono prigionieri delle case trappola dell’Ater. “Si vedono negare il diritto alla terapia – spiega la nipote di una coppia di anziani – non possono uscire di casa perché sono sulla sedia a rotelle e non abbiamo modo di far scendere loro le scale. In questo modo non possono neppure seguire le terapie, e i medici non vengono a casa”.

La proposta di Villino, stante l’impossibilità di installare un ascensore interno per carenza di spazi o un ascensore esterno per mancanza di fondi pubblici, è quella di “Creare una rampa d’accesso per la sedia a rotelle. Per rispettare la norma che prevede che la rampa sia lunga 8 metri, si potrebbe allungare l’ingresso e consentire così agli anziani di entrare e uscire di casa in completa autonomia”.

Flavio Quintilli

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