Addio Torre Spaccata. È stato bello

Il Movimento Cinque Stelle è d’accordo: Torre Spaccata passerà al Municipio VII. Sono bastate 1500 firme. Entro dieci giorni si esprimerà il Consiglio

La parrocchia di San Bonaventura a Torre Spaccata
La parrocchia di San Bonaventura a Torre Spaccata

Torre Spaccata lascerà il Municipio VI per approdare al VII. Da provocazione a realtà, la proposta avanzata dal Comitato di Quartiere molti mesi fa sta per concretizzarsi. Mercoledì scorso, la Commissione Patrimonio del Municipio VI ha dato parere favorevole con il solo voto del M5S. Nel frattempo, anche il Municipio VII si dice pronto ad accogliere le 15mila anime del quartiere.

Per Dario Nanni (Misto), questo rappresenta “Una chiara e sonora bocciatura dell’amministrazione pentastellata. Esasperati dai ritardi, dalle lungaggini e soprattutto dalle promesse non mantenute dopo quasi 4 anni di governo a 5 Stelle – spiega Nanni in una nota – i cittadini chiedono di andare via dal VI Municipio”.

Entro un paio di settimane, i Consigli di entrambi i Municipi saranno chiamati a esprimersi, per poi passare la palla al Campidoglio, con il via libera definitivo.

1500 firme per andare via

Il mercato rionale di Torre Spaccata
Il mercato rionale di Torre Spaccata

Al di là dell’aspetto politico che sottolinea Nanni, tuttavia, vorremmo porre l’attenzione sulla questione stessa. Il Movimento Cinque Stelle sta portando avanti, infatti, un’istanza del Comitato di Quartiere di Torre Spaccata, forte di circa 1500 firme raccolte a sostegno della proposta. Ma se il quartiere conta circa dieci volte quel numero, possiamo noi ritenere che sia questo il motivo del distaccamento dal Sesto?

In altre parole, soltanto il 10% dei cittadini di Torre Spaccata ha firmato l’annessione al Settimo. Il 90% restante cosa pensa? La politica ha preso per buona la proposta del 10% e la sta portando avanti, forse perché a costo zero?

“Ricordo gli attacchi rivolti in passato dagli esponenti dei 5 Stelle alle precedenti amministrazioni per le varie vicende che riguardano quel quartiere – ricorda infatti Nanni – dalla messa in sicurezza di Viale dei Romanisti, alla riqualificazione del mercato coperto di Via Tacconi allo stato di abbandono del Parco di Via Sisenna, tanto per citarne alcune”. Opere per le quali non bastano le firme: servono soldi, tanti soldi.

Torre Spaccata può essere un precedente

Il dubbio amletico è questo: non è che niente, niente, zitti, zitti, i Cinque Stelle abbiano ben pensato di appoggiare questa richiesta soltanto perché non richiede uno sforzo amministrativo? A pensar male, spesso ci si azzecca. Quel che è certo, però, è che si crea un precedente.

E Nanni coglie nel segno, quando esamina il merito della questione: “Dopo quasi 4 anni di amministrazione a 5 Stelle tutto è rimasto così com’era, anzi in alcuni casi le cose sono anche peggiorate. È davvero surreale – conclude Nanni – che gli esponenti dei 5 Stelle, che sono i responsabili del fatto che i cittadini vogliano andare in un altro municipio, provino a cavalcare questa vicenda e a prendersi i meriti di una vicenda che è il risultato finale dalla loro incapacità e delle promesse non mantenute”.

Non è illogico pensare, allora, che da domani anche Giardinetti o Torre Maura possano staccarsi. O addirittura Corcolle potrebbe andare a Tivoli, Rocca Cencia a Zagarolo. In fin dei conti, se bastano le firme del 10% dei residenti, perché non farlo? Si pagherebbero meno tasse, non abitando nel comune più tassato d’Italia, si avrebbero servizi paradossalmente migliori e si avrebbe un sindaco relativamente più vicino, rispetto al Campidoglio.

Quasi, quasi…

Flavio Quintilli

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