Finocchio, il Centro Anziani non ha “Pace”

Subìto un furto nella notte tra venerdì 21 e sabato 22 febbraio. A vuoto sono cadute le richieste del presidente di avere un impianto antifurto a norma

L'amara sorpresa di sabato 22 febbraio
L’amara sorpresa di sabato 22 febbraio

Un’amara sorpresa per gli anziani del Centro Anziani “Pierino Emili” di Finocchio. Il 22 febbraio, sabato mattina, arrivano al loro centro e trovano porte e finestre scassinate. Entrano nei locali, tutti sottosopra, e le macchinette distributrici di caffè completamente aperte e saccheggiate delle monetine che contenevano. Un danno di qualche centinaia d’euro, che per i delinquenti è fruttato appena 80 euro.

Incredibile come per gli anziani di Collina della Pace non vi sia pace. Per anni sono stati trattati come appestati dal Movimento Cinque Stelle che ha cercato con ogni mezzo di cacciarli dalla sede che era stata loro legittimamente assegnata. Hanno dovuto fare ricorso al Tar, al Consiglio di Stato, sborsare in tutto 15mila euro per difendersi da un’amministrazione che non voleva sentir ragioni. Eppure, gli anziani hanno vinto e ottenuto ciò che già avevano: la legittimità di stare là, in cima alla Collina della Pace, accanto alla Biblioteca.

Da novembre 2019, appena vinta la battaglia legale, il presidente uscente Franco Grimolizzi scrive al Municipio VI affinché si provveda ad alcuni interventi necessari, che dovevano essere fatti già nel 2016. Ma, come ormai è noto, per il Presidente Romanella, la sua Giunta e la sua maggioranza, era prioritario cercare di sbattere fuori gli anziani. Così, quei lavori non sono mai stati fatti. Ecco un rapido elenco. L’ultima richiesta al Municipio era del 18 febbraio scorso, e si chiedeva di:

  1. Ripristinare il servizio di pulizie per gli interni e gli esterni
  2. Separare l’impianto antifurto e antincendio (attualmente collegato a quello della Biblioteca)
  3. Separare l’impianto dell’acqua (come sopra, collegato alla Biblioteca)
  4. Installare un cancello pedonale indipendente. Ciò per evitare, ci spiega Grimolizzi, “La decisione ignobile di chiudere il parco mezz’ora prima della chiusura del Centro Anziani, costringendoci ad uscire dal passo carraio, senza essere coperti da assicurazione”. In pratica, gli anziani sono ostaggio della chiusura anticipata del parco. Sarebbe curioso vedere cosa succederebbe se gli anziani non riuscissero a uscire. Un sequestro di persona?!
  5. Impegno con urgenza dei vizi del pavimento, che si presenta sollevato in più punti
  6. Consegna del secondo locale sotterraneo, “occupazione arbitraria da parte della Biblioteca” [sic nel protocollo inviato al Municipio]

Il protocollo chiosa amabilmente: “Il Consiglio di Stato ci ha dato ragione, pertanto non siamo più fantasmi!”

Il punto 6 è interessante. “Occupazione arbitraria da parte della Biblioteca”. Da quanto si apprende, infatti, al casaletto del centro anziani spetterebbero anche i due locali sotterranei, ciascuno di circa 20 metri quadri, attualmente impiegato dalla Biblioteca. “Non possiamo neppure entrare perché qualcuno ha cambiato la serratura”, dice Grimolizzi.

Resta il fatto che le richieste del Centro Anziani di Finocchio sono state ignorate da anni. Così, come era facile prevedere, vista la necessaria e assente manutenzione all’impianto antifurto, gli anziani di Finocchio hanno avuto questa amara sorpresa. Non è neppure la prima volta. È il terzo episodio analogo che succede. E il Municipio non si fa sentire.

Ah, l’odio, l’odio, l’odio. Ma cosa vi hanno fatto questi anziani per meritare tanto il vostro odio?!

la porta del centro anziani danneggiata

Flavio Quintilli

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