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Cinque Stelle blindano il Consiglio chiesto dalle opposizioni

30 Vigili urbani, i reparti della Celere, il comandante della Stazione Carabinieri Tor Bella Monaca, l’ispettore della Questura: tutti a “difesa” del Consiglio

il "temibile picchiatore di Torre Maura", Gianfranco Gasparutto, consigliere del Partito Democratico
il “temibile picchiatore di Torre Maura”, Gianfranco Gasparutto, consigliere del Partito Democratico

“Vi giuro, anche in qualità di ex pugile, vi difendo io da Gianfranco Gasparutto, noto picchiatore di Torre Maura – ironizza il capogruppo di Fratelli d’Italia Nicola Franco, riferendosi al consigliere PD – Ma da chi dovete difendervi? Di cosa avete paura?” Così inizia (e per certi versi finisce), la discussione del Consiglio Straordinario del 13 febbraio, che avrebbe dovuto parlare di bilancio e Rocca Cencia.

Forse era la paura di un castello che si sta sgretolando giorno dopo giorno, come ben testimonia la presenza di decine di cittadini: ne abbiamo contati circa 80. Per contrastare questa “temibile rivolta”, sono stati chiamati a presidiare il Consiglio quasi 30 agenti della Polizia Municipale, oltre 15 agenti in borghese del Commissariato Casilino, una camionetta del reparto Celere della Polizia di Stato e il Comandante della Stazione Carabinieri Tor Bella Monaca. Chissà che festa per spacciatori, ladri e delinquenti in generale!

La richiesta di Consiglio è stata avanzata dal centrodestra unito, che per la prima volta dopo anni si presenta compatto nella sua intera formazione: Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Al centrodestra si è aggiunto tutto il centrosinistra, unendo di fatto l’opposizione tutta nella richiesta di avere spiegazioni in merito al “fallimento del Movimento Cinque Stelle: taglio di 48 milioni al bilancio e Rocca Cencia ancora aperta”.

Istituzioni contro Cittadini

Una discussione che praticamente non c’è stata. Non si è potuto parlare del taglio di 48 milioni di euro, né del tmb di Rocca Cencia, ancora in funzione nonostante la promessa del Movimento di chiuderlo entro il 2019. Il Consiglio, blindatissimo, era anche ad orologeria: non poteva durare oltre le 18. E chi se ne frega, se la maggioranza ha ripetutamente abbandonato l’aula, sottraendosi al confronto con i cittadini. Anzi, alcuni siparietti sono stati veramente orripilanti, sotto il profilo umano oltreché politico.

Pensateci: voi a una signora con problemi di vista direste “Sta’ zitta, ciecata!”? Non credo. Cerchereste, dagli scranni delle Istituzioni un conflitto verbale, una provocazione? Questo sono diventati i “cittadini prestati alle istituzioni”. Una scatoletta di tonno. Tonno di dubbia provenienza, oltre tutto. Che imbarazzo.

Va tutta la nostra solidarietà alla signora Luana Di Benedetto, offesa dai banchi della maggioranza, o al signor Pietro Dominici, che non ha potuto concludere il suo intervento perché interrotto in continuazione e, alla fine, ha preferito riconsegnare il microfono. O anche al signor Fabio Giustini, noto per le sue battaglie contro Rocca Cencia, condivise in tempi non sospetti con i “cittadini” che oggi sono in maggioranza e non hanno gradito l’excursus storico che Giustini stava portando avanti.

Scatta la campanella, tutti a casa

Due pericolose cittadine allontanate dalle Forze dell'Ordine
Due pericolose cittadine allontanate dalle Forze dell’Ordine

I due punti: bilancio e Rocca Cencia. Il Tmb di Rocca Cencia doveva chiudere entro il 2019. Lo avevano scritto e votato i consiglieri Cinque Stelle. E invece, sappiamo tutti com’è andata. Poi, la discussione doveva vertere sul bilancio. Ovvero su ciò che il Municipio ha votato a novembre scorso: un bilancio pieno di soldi e interventi, poi stravolto e avvilito dal maxi emendamento posto dalla maggioranza grillina del Campidoglio. I fratelli maggiori contro i minori, in pratica, che hanno optato per un bilancio nettamente inferiore rispetto a quello votato dal Municipio: 48 milioni di euro in meno del previsto. Su questo punto si è concentrato l’intervento di Fabrizio Compagnone, capogruppo del Partito Democratico: “Mi aspettavo il giorno dopo una presa di posizione di qualcuno della maggioranza. Praticamente siamo stati 3 giorni chiusi a discutere di cose inutili, visti i risultati. Allora sapete cosa vi dico? ‘Namosene a casa!” e giù applausi dal pubblico tutto.

Ogni intervento è passato attraverso interruzioni dai consiglieri di maggioranza e del Presidente del Consiglio Alberto Ilaria, incapace di tenere a bada le reazioni scomposte dei suoi colleghi, se non sospendendo la seduta. Così Pamela Strippoli, capogruppo Lega, è stata interrotta perché il suo intervento non andava bene, secondo Ilaria, così Dario Nanni, capogruppo del Misto, contro cui si è scagliato uno scompostissimo Antonio Muzzone.

Alla fine, come forse era intuibile, tra la maggioranza che si alza e se ne va per poi tornare, con il Presidente che prende e sospende la seduta, la “discussione” sarà durata un’ora in tutto. “L’appello sarà fatto per le 14”, recita la convocazione. L’appello c’è stato alle 15. La durata è fissata in 4 ore, dalle 14 alle 18. Alle 18, tac! Scattata la bomba: tutti a casa. Come quando suona la campanella a scuola prima di un’interrogazione e sono finite le giustificazioni. Liberi! L’opposizione prova a chiedere, come da norma, il prolungamento dell’orario, visto anche il ritardo con cui si è aperto il Consiglio, ma niente da fare. Gettone guadagnato, soldini pubblici messi da parte e via: tutti a casa!  

Arriva in serata una nota condivisa da tutta l’opposizione: ““L’atteggiamento della maggioranza 5 Stelle è inqualificabile. Dopo aver abbandonano l’aula per numerose volte, sottraendosi al confronto diretto prima con i cittadini e poi con i consiglieri, impedisce la proroga di orario del Consiglio Straordinario convocato per discutere del taglio di 48 milioni di euro sul bilancio previsionale del municipio e sulla mancata chiusura della Tmb di Rocca Cencia – È quanto dichiarano in una nota congiunta i capigruppo Nicola Franco di Fratelli d’Italia, Pamela Strippoli per la Lega, Anna Maria Breccia per Forza Italia, Fabrizio Compagnone per il Partito Democratico e Dario Nanni per il Gruppo Misto – La maggioranza grillina, così facendo nega il diritto ai consiglieri di opposizione di votare l’Ordine del Giorno al solo fine di rimanere incollati alla poltrona. Non è stato possibile porre in votazione la richiesta di dimissioni del Presidente Romanella – conclude la nota – poiché Il Presidente del Consiglio Alberto Ilaria, premunitosi con la presenza di oltre 50 agenti tra polizia municipale, polizia di Stato e Carabinieri, e i consiglieri di maggioranza hanno votato contro la proroga dell’orario sprangando le porte del Municipio e cacciando consiglieri di opposizione e cittadini. Non si ha memoria di fatti analoghi”.

I fatti del Municipio non sono sfuggiti al Campidoglio. A intervenire Rachele Mussolini, della Civica Con Giorgia: “La mia scorta sono i cittadini – scrive in una nota Mussolini, ricordando le parole di Beppe Grillo, fondatore del M5S – Non appena cittadini e comitati di quartiere hanno preso la parola per fare alcune rimostranze sono stati bloccati dalle forze dell’ordine presenti. Polizia municipale, Polizia di Stato e carabinieri, per l’occasione, sono stati sottratti al territorio per fermare le richieste lecite della cittadinanza. È davvero possibile che il Presidente Romanella e i grillini non si rendano conto che il malcontento imperante altro non è che il risultato della loro incapacità di amministrare questa città? A me sembra tutto surreale, comprese le zero possibilità di contraddittorio e il consiglio sospeso. Alla faccia della consueta trasparenza dei Cinque Stelle”.

Flavio Quintilli

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