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Rocca Cencia ieri, oggi e domani: le verità mai dette

L’AD di Ama, Stefano Zaghis: “Necessario Termovalorizzatore o discarica a Roma”

La Commissione Ambiente del 9 dicembre
La Commissione Ambiente del 9 dicembre

In Municipio, la Commissione Ambiente presieduta da Fabrizio Tassi (M5S) ha una brutta sorpresa: l’idea dei Rifiuti Zero è un “Libro dei sogni”. Almeno così lo definisce Stefano Zaghis, Amministratore Delegato di Ama, la municipalizzata di Roma per i rifiuti. È proprio Zaghis a tenere banco e a spiegare nel dettaglio le possibili soluzioni che Roma dovrà adottare nei prossimi anni. E tutto gira attorno a due parole: “Discarica” o “Termovalorizzatore”.

Già durante il Consiglio Straordinario in Campidoglio era ormai chiaro che Rocca Cencia non avrebbe più chiuso i battenti e che, anzi, sarebbe stata al centro del rilancio di Ama. “Io devo valorizzare gli impianti che possiede Ama – spiega Zaghis in Commissione Ambiente in Municipio – Quando vi hanno promesso una chiusura di Rocca Cencia vi hanno fornito un piano industriale in grado di sostenere quanto promesso? Se non è stato proposto significa che in realtà non esiste una soluzione di chiusura”.

Rifiuti Zero, un libro dei sogni

L’affermazione di Zaghis è molto dura. Dire che il concetto di “Rifiuti Zero” sia un “Libro dei Sogni” significa di fatto gettare alle ortiche l’intero progetto che il Movimento Cinque Stelle aveva tentato di portare avanti negli ultimi anni. E i motivi a sostegno della sua tesi sono molto solidi.

In primo luogo, Zaghis spiega ai presenti che “Non si può pensare che basti aumentare la percentuale di differenziata per risolvere il problema dei rifiuti. Esistono due curve: quella della differenziata e quella del riciclo – e nel dirlo mostra un grafico con due linee che vanno allontanandosi – Se all’aumentare della differenziata non aumentiamo la percentuale di riciclo, ci ritroveremo semplicemente ad avere scarti di natura diversa”.

Non solo. Per un momento, entriamo nella geopolitica, con la Cina che risponde ai dazi degli Stati Uniti non importando più la carta europea. Qual è la conseguenza? Il prezzo della carta crolla. “Oggi la carta costa zero euro – spiega Zaghis – E le cartiere, per prendere la carta riciclata, chiedono fino a 50 euro a tonnellata. La carta riciclata, quindi, diventa un prodotto da smaltire, non più da riciclare”. È la legge del mercato.

Entro mercoledì sera una risposta oppure arriva il Commissario

Stefano Zaghis e Virginia Raggi durante l’Assemblea Straordinaria in Campidoglio del 6 dicembre

La situazione è gravissima. “Zingaretti ha fatto quanto doveva fare – continua Zaghis – il gioco dei rimpalli è finito. I tecnici di Comune, Città Metropolitana e Regione hanno sovrapposto le carte e individuato 7 possibili impianti. Entro mercoledì sera il Comune deve indicare 1 o 2 siti tra questi 7. Se non lo farà il Comune, da giovedì siamo a rischio commissariamento. E il Commissario deciderà senza ascoltare altri pareri”.

È urgente quindi approvare un piano industriale per Ama. Ad oggi, a causa dell’assenza di impianti per il trattamento dei rifiuti, Ama spende 157 milioni di euro l’anno per il trasporto di indifferenziato e umido al di fuori del Lazio. Nel piano industriale che proporrà Zaghis garantisce che Rocca Cencia non avrà un termovalorizzatore né una discarica, a prescindere da cosa si deciderà in Campidoglio. “Qui avrete un multimateriale”, ha dichiarato Zaghis, ovvero la raccolta e il trattamento di plastica e carta.

4 impianti per Roma

Non c’è una via di fuga: Roma ha bisogno di almeno 4 impianti, uno per quadrante. In particolare, è necessario che venga realizzato un termovalorizzatore o, in alternativa, una discarica. “Non sono io a decidere – spiega sempre Zaghis – Io presento soltanto le soluzioni possibili. È il socio [ovvero il Comune, ndr] a dirmi dove devo concentrare il mio lavoro”.

A Roma serve un termovalorizzatore o una discarica. E Zaghis guarda al resto del mondo, citando i metodi di ciascuna nazione. In particolare, si sofferma su Spagna e Germania come modelli antitetici. “In Spagna sono pieni di discariche, mentre in Germania sono pieni di termovalorizzatori. Questo perché la Germania ha già recepito la direttiva dell’Unione Europea che chiede entro il 2035 che in discarica vada solo la cenere”.

Da Rifiuti Zero a Zero Scappatoie

Non sembra esserci alternativa. La creazione di impianti oggi potrebbe essere possibile utilizzando fondi statali ed europei, non andando a gravare quindi sul bilancio di Roma. In caso contrario, se Roma dovesse decidere di non decidere, ci sarebbero due problemi: aumenterebbe la Tari e si andrebbe incontro alla procedura d’infrazione con l’Europa.

La Tari aumenterebbe per un motivo molto semplice: con la chiusura anticipata del termovalorizzatore di Colleferro, Ama vede aumentarsi il carico di materiale da spedire fuori Lazio e fuori Italia. Un aumento di spese che andrebbe a ricadere sulle tasche dei contribuenti per almeno 13 milioni di euro.

La procedura d’infrazione invece è ancora aperta, come è aperto il ciclo dei rifiuti. “Non bastava chiudere Malagrotta per evitare una procedura d’infrazione – continua Zaghis – È necessario chiudere il ciclo dei rifiuti, altrimenti andiamo a sbattere con la faccia contro l’Europa”. E a margine della Commissione, aggiunge le responsabilità, incalzato da Fabrizio Compagnone, capogruppo dem in Municipio VI: “Cacciatore [presidente della Commissione Ambiente in Regione Lazio, M5S, ndr] ci sta facendo andare a sbattere con tutta la faccia contro la procedura d’infrazione”.

Alla base del fallimento Cinque Stelle sulla politica dei Rifiuti Zero sarebbe, per Zaghis, un fraintendimento nella traduzione dall’inglese Zero Waste. Waste infatti non è propriamente “spazzatura, rifiuto” (in inglese junk) quanto piuttosto “scarto”. L’obiettivo del Zero Waste, in pratica, sarebbe quello di avere zero scarti e un ciclo dei rifiuti chiuso.

Niente biodigestore? Non fare puzzette

stabilimento ama rocca cencia

La battuta di Zaghis è emblematica, chiarificante riguardo lo stato terminale dell’amministrazione Cinque Stelle della Capitale. Una battuta che demolisce definitivamente tutto un programma elettorale basato sulla chiusura degli impianti Ama. “Chi non vuole il biodigestore anaerobico dovrebbe evitare di fare puzzette – ironizza Zaghis – visto che egli stessi è un biodigestore anaerobico”. E porta l’esempio del Veneto.

“In Veneto gli impianti biomasse producono il biometano e il biogas che serve ai distributori per immettere carburante nelle automobili. La produzione di metano produce uno scarto di anidride carbonica che viene raccolta e utilizzata nell’acqua per renderla frizzante. Questo è l’esempio di un ciclo dei rifiuti chiuso”.

Non abbiamo più tempo

48 ore. È questo il tempo che rimane alla Raggi per prendere una decisione, forse la più importante per la sua carriera politica e per la sua esperienza sullo scranno più alto del Campidoglio. Nelle prossime 48 ore la Raggi avrà sul tavolo 7 possibili siti dove realizzare impianti, che siano discariche o termovalorizzatori. Sarà lei, sarà la maggioranza Cinque Stelle a dover decidere.

Devono decidere, perché in caso contrario, da giovedì potrebbe arrivare il Commissario. Zaghis è convinto che già da giovedì, in caso di mancata decisione, interverrà il Commissario. Se la Raggi non decide, confrontandosi con i territori, deciderà il Commissario, senza confrontarsi con i territori.

Abbiamo due possibilità: “vince” la linea di Zaghis e a Rocca Cencia si inizia la programmazione per la riconversione a trattamento multimateriale (plastica e carta), con fine miasmi; “perde” Zaghis, la Raggi non decide e arriva il Commissario. Il Commissario confronterà le carte e deciderà la tipologia degli impianti, non necessariamente come pensati da Zaghis. Per cui, invece del multimateriale, a Rocca Cencia potrebbe comparire il biodigestore o “l’ecomostro” che tanto temevamo.

48 ore per decidere.

La Redazione

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