Municipio VI, bilancio senza opposizione (tranne FdI) e M5S spaccato

Un bilancio anomalo, i grillini spaccati presentano un maxi emendamento al proprio bilancio e opposizioni non pervenute (solo Fratelli d’Italia e Lista Marchini presenti al voto)

26 e 27 novembre, giorni del bilancio. Il penultimo bilancio dell’amministrazione Romanella è ricco di paradossi. Cominciamo dall’ex capogruppo M5S Giancarlo Colella, che conquista il primato di essere il primo presidente della Commissione Bilancio della storia a non presentare in aula il bilancio (lo ha presentato Silvia Foriglio, presidente della Commissione Scuola, Cultura e Sport).

Secondo paradosso: il Campidoglio destina 69 milioni al Municipio VI, una cifra mai vista per un bilancio, tanto che ci si sarebbe da chiedere come sia possibile. Nonostante la cifra e i lavori proposti dal Campidoglio, il Movimento Cinque Stelle del Municipio VI presenta un maxi emendamento che di fatto lo stravolge, concentrando nel 2020 tutti gli interventi previsti per il triennio. Odore di campagna elettorale?

Terzo paradosso: il Direttore dell’Ufficio Tecnico ha dato, a margine dell’emendamento M5S, parere negativo, in quanto è obiettivamente impossibile realizzare quella mole di lavori in un solo anno.

Quarto paradosso: l’opposizione si veste di maggioranza, tranne Fratelli d’Italia. Partito Democratico, Lega e Forza Italia non presentano emendamenti e non votano il bilancio, mentre Nanni (Misto) presenta degli emendamenti ma ugualmente è assente in votazione. Mastrangeli, capogruppo Lista Marchini, non presenta emendamenti ma vota a favore del bilancio.

Il gruppo di Fratelli d’Italia è l’unico presente dall’inizio fino alla votazione, presentando 40 emendamenti. Di fatto, l’unica opposizione al Movimento Cinque Stelle.

Fratelli d’Italia unica opposizione

Unica voce in aula fuori dal coro è dunque Fratelli d’Italia, che contrariamente ai colleghi d’opposizione ha presidiato i due giorni di consiglio dall’inizio alla fine, presentando 40 emendamenti (tutti bocciati) e astenendosi in fase di votazione.

Gianfranco Gasparutto (PD), spiega i motivi del suo silenzio in aula: “È stata una decisione del mio capogruppo [Fabrizio Compagnone, ndr] che non si presentassero emendamenti e che a parlare fosse solo lui”. È dunque un’indicazione di partito non presentare emendamenti al bilancio. Fabrizio Compagnone ne spiega i motivi: “Continua l’assurda gestione amministrativa del M5S di Roma Capitale e dei Municipi. A parole si mostra una legittimo riconoscimento dei Municipi (delle periferie), poi nei fatti manca proprio quel rispetto e considerazione che andrebbe riconosciuto ai territori. Questa volta, il tempo ed il modo per approfondire e condividere la proposta di Bilancio 2019-2020 è venuto meno, veramente, non ci sono state le condizioni necessarie per esprime parere”, ha dichiarato Compagnone a margine della sessione di bilancio.

“La maggioranza si è nascosta dietro cavilli burocratici, sembrerebbe che non siano stati rispettati neanche i tempi previsti dal regolamento di riferimento, ossia, quello per il Decentramento amministrativo nella fattispecie art. 6 comma 4, e attenendosi in parte all’art.36 del regolamento della contabilità, pertanto, sottoporremo la questione al Segretariato Generale – ha continuato Compagnone.

“Aggiungendo che manca il Parere dell’Oref il testo pervenuto peraltro è modificabile dalle commissioni, un pasticcio. Non è più possibile andare avanti così, i Municipi stanno diventando poco più che dei passacarte. Alla faccia del Bilancio Partecipato e condiviso. Come Gruppo Politico non parteciperemo a questa farsa – ha concluso Compagnone – non presenteremo emendamenti nell’osservazioni, ma soprattutto non voteremo l’espressione del Bilancio. Se qualcuno è abituato ad essere eterodiretto dal sacro blog, noi non siamo allineati e non condividiamo questo ‘modus operandi'”.

La Lega e Forza Italia non sono intervenuti in aula né hanno dato il proprio voto al bilancio, mentre Valter Mastrangeli, capogruppo Lista Marchini, ha votato a favore.

Pagheremo la campagna elettorale del M5S?

La denuncia arriva da Fratelli d’Italia, unico gruppo d’opposizione presente dall’inizio alla fine di questo bilancio. “I 69 milioni di euro previsti per il nostro Municipio – spiegano in una nota i tre consiglieri di FdI Nicola Franco, Massimo Fonti e Antonio Villino – si reggono sull’accensione di mutui attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, inseriti nei 480 milioni di richiesta da Roma Capitale per investimenti nel 2020. In pratica si ricorrerà a un mutuo alla Cassa Depositi e Prestiti, pagando di fatto la campagna elettorale ai grillini”.

L’accusa è molto precisa, e in linea con i tempi. Il 2020 sarà l’ultimo anno di governo grillino della Capitale, e i sondaggi confermano che i romani non rivoteranno un sindaco grillino. L’unica speranza di sopravvivenza per il partito di Grillo è quello di “sparare” i lavori di 3 anni tutti nel 2020, per la gioia del Direttore dell’Ufficio Tecnico. Non è un caso, infatti, il suo parere negativo.

“Non solo questo è il motivo della nostra astensione al bilancio – continua la nota a margine del bilancio da parte dei consiglieri di FdI – Dobbiamo riconsiderare profetiche le parole dell’Assessore al Bilancio D’Orrico, il quale in commissione il 20 novembre ha detto di avere seri dubbi che le cose scritte nel bilancio saranno mantenute”.

La Redazione

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