Colle Prenestino, Regione Lazio verso il no all’impianto a biomasse

La Commissione Urbanistica e Rifiuti della Regione Lazio ha espresso una chiara volontà: no all’impianto a biomasse di Colle Prenestino. Dobbiamo però attendere la Conferenza dei Servizi

Regione Lazio, Commissione Urbanistica e Rifiuti del 26 novembre
Regione Lazio, Commissione Urbanistica e Rifiuti del 26 novembre

L’impianto a biomasse dovrebbe sorgere tra Colle Prenestino e Colle Monfortani, confinante con i terreni dell’Istituto Agrario Emilio Sereni. L’azienda agricola, suscitando mille polemiche, aveva avanzato una richiesta di autorizzazione alla Regione Lazio per il trattamento di rifiuti umidi per 75mila tonnellate annue.

L’Agricola Salone era forte dell’autorizzazione semplificata già in suo possesso, che prevede lo smaltimento dentro casa degli scarti agricoli, in particolare di fiori e residui vegetali. Ecco nascere allora l’idea di fare profitto: 75mila tonnellate di umidi equivalgono a circa 7,5 milioni di euro l’anno. Niente male come cifra, no?

Ovviamente i comitati di quartiere si sono subito attivati, in particolare quello di Colle Monfortani e l’associazione Case Rosse 2014 (l’Agricola Salone è circoscritta infatti tra Municipio VI e IV). Persino il Municipio VI, cadendo dalle nuvole, si è affrettato a votare una mozione per dire no a questo impianto. Sui rifiuti la competenza, tuttavia, non è municipale. La palla è giocata di rimbalzo tra Comune e Regione, tra Raggi e Zingaretti.

La Commissione Urbanistica e Rifiuti

Ascoltando le preoccupazioni dei cittadini, Laura Corrotti (Lega) ha richiesto una Commissione specifica in Regione Lazio, che si è tenuta questa mattina, avente per oggetto la realizzazione dell’impianto biomasse. Molte speranze dalla commissione, seppure di certezze ben poche. Tutti sono contrari all’impianto, ma nessuno sembra muovere un dito, come in balia degli eventi. “Tante parole, pochi fatti”, ha detto ai microfoni della commissione Paolo Cartasso, presidente dell’associazione Case Rosse 2014.

Il presidente della commissione, Marco Cacciatore (M5S), è stato molto preciso nell’illustrare le proprie perplessità in merito a questo impianto: “Se il trattamento a fini energetici è l’ultimo passo del ciclo dei rifiuti, perché allora permettere la costruzione di un impianto di biomasse? Sarebbe un controsenso iniziare dalle fine del ciclo dei rifiuti”. Insieme a lui, tutte le parti politiche coinvolte (M5S, Fratelli d’Italia e Lega) si sono trovate d’accordo.

La Terra dei Fuochi di Roma Est

Manifestazione del 28 settembre a Rocca Cencia, archivio di repertorio
Manifestazione del 28 settembre a Rocca Cencia, archivio di repertorio

Un punto nodale, però, lo solleva il capogruppo di Fratelli d’Italia Fabrizio Ghera: “La Terra dei Fuochi esiste anche a Roma – ha dichiarato Ghera a margine della commissione di cui è vicepresidente – ed è a Roma Est, tra il Municipio VI e IV, a ridosso della Valle dell’Aniene. Non possiamo appesantire ulteriormente il carico di trattamento dei rifiuti a un territorio già martoriato dal TMB di Rocca Cencia e da numerose industrie inquinanti. Quanto prima – promette Ghera – chiederemo una commissione specifica per trattare l’argomento della terra dei fuochi di Roma Est”.

Non dobbiamo mai dimenticare infatti che il nostro territorio vanta il terribile primato di incidenza tumorale (+20% di tumori riscontrati nel Municipio VI rispetto alla media romana), oltre all’immancabile TMB di Rocca Cencia e alle discariche abusive come la celeberrima TAV di Castelverde. “L’idea di approvare un impianto di compostaggio aerobico tra Colle Prenestino e Colle Monfortani deve trovare il fermo diniego da parte della Regione Lazio – conclude Ghera – mentre la Raggi deve iniziare a pensare se è normale che in tre anni e mezzo ha cambiato sei volte la dirigenza di Ama, senza mai tentare una programmazione del ciclo dei rifiuti”

Infine, in assenza dell’Assessore ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani (PD), è intervenuto un suo rappresentante: “Così come stanno le cose sembra difficile che verrà rilasciata un’autorizzazione – ha dichiarato in sede pubblica – Dobbiamo comunque attendere l’analisi dei pareri ostativi giunti in Regione, le eventuali integrazioni e, finalmente, la Conferenza dei Servizi”.

La Redazione

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