Spaccatura in seno alla maggioranza del Municipio VI. “Houston, abbiamo un problema”

Emblematico il caso del capogruppo M5S che presenta una mozione, ma il M5S gliela boccia

spaccatura M5S Municipio VI

Al Municipio VI le cose non vanno bene per il M5S. La maggioranza si è trovata in grossa difficoltà su due mozioni e una risoluzione. I consiglieri di maggioranza hanno passato il tempo a battibeccarsi e ad abbandonare l’aula: soltanto l’opposizione ha infatti permesso il numero legale per portare a termine il Consiglio, che alla fine si è trasformato in una farsa: il capogruppo M5S Giancarlo Colella che presenta una mozione, bocciata dal M5S.

Triplice spaccatura su tre temi diversi. La prima riguarda la Risoluzione per una “messa in opera di una rampa, per l’accoglienza di persone con disabilità motorie, nella sala consiliare del Municipio Roma VI delle Torri”, portata dal presidente della Commissione Politiche Sociali, Valentina Fabri Zuccarelli. Il primo bisticcio si è avuto proprio tra lei e il collega di maggioranza, nonché presidente dei Lavori Pubblici, Giuseppe Agnini.

Il litigio che è scaturito, complici forse alcuni vecchi pregressi mai sanati, ha portato alla sospensione del Consiglio e all’abbandono dello stesso da parte della Zuccarelli. Prima di abbandonare l’aula, però, ha dichiarato che si attiverà arrivando perfino al Sindaco e all’Assessorato Politiche Sociali di Roma Capitale, scavalcando di fatto il Municipio.

Tassi e Muzzone isolati e “rimproverati”

Mozione su via Chiusa Sclafani: il voto favorevole di Foriglio, Cerbara e Colella
Mozione su via Chiusa Sclafani: il voto favorevole di Foriglio, Cerbara e Colella

Successivamente, il pomo della discordia è nelle mani del capogruppo M5S, Giancarlo Colella, il quale ha presentato due mozioni: “via Casilina Grotte Celoni” e “via Chiusa Sclafani ultimo tratto di 150 mt in terra battuta da asfaltare a spese dei residenti”. Il titolo della prima mozione, tutt’altro che comprensibile, è in realtà un tema molto condivisibile e serio.

Sulla Casilina, altezza Grotte Celoni, il consigliere Colella propone di fatto che venga invertita la corsia preferenziale del bus in direzione Roma, attualmente a destra, con il traffico veicolare. Quindi, in buona sostanza, il bus dovrebbe fermarsi al semaforo sulla corsia sinistra per girare verso il parcheggio, mentre a destra scorrerebbe naturalmente il solito traffico veicolare, snellendolo nei tempi di attesa. Proposta davvero condivisibile.

Fabrizio Tassi, presidente della Commissione Mobilità, si è sentito però scavalcare nelle competenze. E inizia a sciorinare tutto il lavoro fatto negli ultimi anni dalla sua commissione. Nel Consiglio si alza il gelo, nessuno osa interromperlo, la voce tradisce una rabbia e una frustrazione che mai avevo sentito prima in quell’aula. “Non so se questo è un attacco rivolto alla mia persona, spero di no”, è una delle frasi che lancia al proponente della mozione.

Dopo una decina di minuti, Colella si avvicina al Presidente Ilaria, chiedendogli all’orecchio di intervenire per interrompere Tassi. Ma l’intervento prosegue, Tassi sempre più contrario. Alla fine, Ilaria si infervora, chiede di arrivare al punto. “Potrei andare avanti per ore”, dice Tassi. Ma poi spiega: “Per rispetto di quest’aula, per rispetto delle opposizioni. Abbiamo sempre chiesto che le mozioni dell’opposizione fossero ritirate per permettere che le commissioni facessero il proprio lavoro con gli uffici e i tecnici”. Tassi è isolato, Colella e Foriglio incalzano, Muzzone lo difende, Ilaria urla a quest’ultimo di stare sul tema. “E di che dovremmo parlare?”

La mozione viene approvata grazie al voto dell’opposizione (unico astenuto Compagnone, del PD), ma la maggioranza si divide: i “banchi alti” votano a favore, i “banchi bassi” si astengono.

Maggioranza finita?

 Mozione su via Chiusa Sclafani: il voto astenuto di Muzzone, Tassi, Cinti, Stabellini, Battistelli, Agnini e Lanza
Mozione su via Chiusa Sclafani: il voto astenuto di Muzzone, Tassi, Cinti, Stabellini, Battistelli, Agnini e Lanza

Sorte diversa la seconda mozione, sempre di Colella, che questa volta interessa i Lavori Pubblici, e quindi di nuovo Giuseppe Agnini. “Se la questione fosse arrivata agli uffici – esordisce Agnini – avremmo fatto le verifiche che invece abbiamo dovuto fare appena ci è stata comunicata questa mozione. E avremmo scoperto esattamente la stessa cosa: che via Chiusa Sclafani non è a patrimonio del Comune di Roma Capitale. E quindi con quale podestà giuridica possiamo autorizzare o non autorizzare un intervento del genere da parte dei cittadini?”

Fabrizio Compagnone (PD) prova a sdrammatizzare: “Houston, abbiamo un problema”. Questa volta, infatti, con 8 astenuti (ancora Compagnone e 7 consiglieri M5S: Agnini, Battistelli, Cinti, Stabellini, Tassi, Muzzone e Lanza) e 6 favorevoli (Fonti e Nanni in opposizione, del M5S Colella, Foriglio, Cerbara e Ilaria), la mozione del M5S viene bocciata dal M5S.

La Redazione

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