Rifiuti: un Impianto Biomasse tra Colle Prenestino e Colle Monfortani per 75mila tonnellate annue

La Regione Lazio lo ha già autorizzato il 6 novembre 2018. Tempo fino a fine mese per opporsi, dopodiché la Conferenza dei Servizi deciderà

assemblea colle monfortani
L’assemblea pubblica a Colle Monfortani, sabato 12 ottobre

Un Impianto a Biomasse è fuori d’ogni dubbio indispensabile per una città come Roma. Anzi: abbiamo un terribile ritardo sulla gestione del rifiuto e sul ciclo e riciclo dei rifiuti, quindi ben venga un impianto del genere a bassissimo impatto ambientale. Però la domanda è lecita: tutti i rifiuti di Roma devono essere ammassati e lavorati qui nel Municipio VI?

Pamela Strippoli, consigliere in quota Lega del Municipio VI, spiega che infatti il suo “Non è un no ideologico all’impianto. Ma possibile che sia sempre il nostro Municipio a dover trattare i rifiuti? Basta, non ne possiamo più. Dobbiamo difendere questo territorio”.

La domanda di Strippoli, facilmente condivisibile e in effetti condivisa da tutte le forze politiche locali, pone l’accento su un principio basilare: quello della autogestione e autonomia di ogni Municipio in tema di rifiuti. “È arrivato il momento che Raggi e Zingaretti esprimano un no netto – conclude Strippoli – che tuteli la salute e l’ambiente del territorio”. 

Il Municipio VI ha, in ordine sparso: 

  • La discarica (più precisamente un, deposito) di Rocca Cencia 
  • La discarica, mai bonificata dopo 15 anni, di Castelverde 
  • La percentuale più alta di tumori della Capitale, superiore di circa il 20% rispetto la media 
  • Numerose discariche abusive 

Possiamo accogliere anche un impianto a biomasse? 

75mila tonnellate di rifiuti organici trattati tra Colle Prenestino e Colle Monfortani

Il casale dell’Agricola Salone
Il casale dell’Agricola Salone

L’impiantistica è già presente, in via Prenestina 1280, tra Colle Prenestino e Colle Monfortani. Nel 2014 l’Agricola Salone s.r.l. aveva richiesto le autorizzazioni alla Regione Lazio (con Presidente Zingaretti, Partito Democratico), la quale nel 2018 ha autorizzato il trattamento di rifiuti organici autoprodotti dall’azienda per 20mila tonnellate annue.

Il 6 novembre 2018 la Regione Lazio autorizzava “la realizzazione di un impianto di compostaggio e digestione anaerobica per la produzione di ammendante compostato di qualità derivante da biomassa vegetali da fonti rinnovabili previsti dal D. Lgs. n. 387/2003 di attuazione della direttiva 2001/77”.

Il 22 maggio 2019 Roberto Diamanti, Legale Rappresentante dell’Agricola Salone, inoltra la richiesta per una “Nuova autorizzazione a seguito di ampliamento e/o ristrutturazione impianto e/o sistemi di depurazione che comportino variazione qualitativa o quantitativa dell’inquinamento preesistente”.

Il 3 luglio 2019, il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma scrive alla Regione Lazio, osservando che l’impianto a biomasse è lontano dall’essere attività di autogestione, complementare all’uso agricolo della società. Il Dipartimento rivela insomma che “Nella presente istanza si connota come impianto di gestione rifiuti e, di conseguenza, l’intervento non risulta compatibile con la destinazione urbanistica ad Agro Romano”.

La mobilitazione dei cittadini

L’area dell’Agricola Salone si estende per 200 ettari tra via Prenestina e via Collatina
L’area dell’Agricola Salone si estende per 200 ettari tra via Prenestina e via Collatina

Il Municipio VI non sapeva nulla. Una risposta che non piace, che sia credibile o meno. I cittadini, sentiti abbandonatisi, si stanno mobilitando giorno dopo giorno. Nell’assemblea di sabato 12 ottobre, nel cortile della chiesa di Colle Monfortani, i Comitati di Quartiere si sono riuniti per organizzare il da farsi.

Paura per il prossimo futuro e senso di impotenza. Cosa fare arrivati a questo punto? I numerosi interventi, purtroppo, non hanno prodotto una soluzione, né potevano farlo. Antonio Imperiale, volto storico della lotta contro l’ecomostro di Rocca Cencia, ha esordito parlando del Tritovagliatore Meccanico Biologico di Salario: “Quando hanno chiuso il TMB di Salario qualcuno si è preoccupato di fare un progetto? – si chiede Imperiale – No! Hanno chiuso e basta. Noi invece siamo democratici, dobbiamo trovare progetti alternativi prima di chiudere Rocca Cencia e intanto ci troviamo questi impianti. Noi abbiamo già dato! Ciascuno abbia una croce, non possiamo portarla noi per tutta Roma!”, rimarcando il principio di autogestione dei rifiuti di ogni Municipio che avevano accennato in apertura.

La miglior proposta uscita dall’assemblea è venuta da Doriana Mastropietro, esponente del PD locale e presidente dell’ACRU Prato Fiorito. Mastropietro ha proposto di “Stilare un documento con tutti gli elementi ostativi alla realizzazione del progetto, da portare all’Assessore [al Ciclo dei Rifiuti] Valeriani”.

Non sono mancati gli attacchi al Campidoglio, eppure a onor del vero si deve dire che la competenza è interamente regionale. È la Regione Lazio a rilasciare le autorizzazioni, il Comune di Roma non può fare altro, come d’altro canto ha già fatto, che portare delle osservanze in sede di Conferenza dei Servizi.

Sul tema interviene, a margine dell’assemblea stessa, Riccardo Fabi, presidente dell’Associazione Cittadini Servizi Cultura di Colle del Sole, che racconta: “Nell’assemblea che si è tenuta nel circolo PD di Borghesiana ho detto all’Assessore Valeriani che è stato lui a firmare le autorizzazioni. Sai cosa mi ha detto? Che non firma lui, firmano gli uffici. E l’indirizzo politico chi lo dà?”

Il Municipio non può fare nulla

Il Municipio VI è impotente. Nell’assemblea dei cittadini si era ipotizzato di andare a protestare in Municipio. È bene osservare che ciò sarebbe inutile e frustrante: il Municipio non ha voce. Può soltanto portare elementi ostativi alla realizzazione di questo progetto, esattamente come aveva proposto Doriana Mastropietro. 

Venerdì 11 ottobre, la Commissione Ambiente presieduta da Fabrizio Tassi, in quota Movimento Cinque Stelle, ha prodotto un atto unitario per impegnare il Presidente Romanella e l’Assessore Ziantoni ad attivarsi “presso tutti i livelli istituzionali al fine di fornire gli strumenti tecnici, ambientali e giuridici necessari alla predisposizione dei pareri ostativi alla proposta di autorizzazione dell’impianto”.

Allo stesso modo, il documento chiede di impegnarsi nella protezione del territorio dell’Agro Romano, rifacendosi alla delibera “per il Municipio XII nell’ambito di azioni di salvaguardia per la Valle Galeria”.

Il tempo scarseggia: entro fine mese dovranno essere consegnate tutte le osservazioni e entro metà novembre ci sarà il responso finale.

La Redazione

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