Via Polense, apertura prevista per sabato: “Mettetemi in croce se non sarà aperta”

L’assemblea pubblica nella chiesa di Corcolle ha prodotto come risultato una data: sabato 12 ottobre verrà riaperta la Polense a doppio senso di marcia

assemblea corcolle

L’apertura completa di via Polense dovrebbe verificarsi sabato 12 ottobre, “salvo pioggia”. Nell’assemblea di martedì scorso, nella chiesa di Corcolle, i cittadini hanno ascoltato l’amministrazione Cinque Stelle del Municipio e i delegati di Città Metropolitana, la quale ha la competenza sulla via Polense.

Il 5 settembre scorso si è staccato un masso dal costone laterale all’altezza di Fosso San Giuliano e Valle Castiglione. La verifica da parte dei Vigili del Fuoco sull’integrità della strada aveva avuto esito negativo, così nel fonogramma inviato all’organo competente si ordinava la chiusura. La Città Metropolitana, nella persona del suo Presidente, Virginia Raggi, procedeva così a seguire le direttive dei Vigili del Fuoco e a chiudere la Polense.

“Nel frattempo non siamo stati con le mani in mano – spiegano ai cittadini il Presidente del Municipio VI Roberto Romanella e il Presidente della Commissione Lavori Pubblici Giuseppe Agnini – ci siamo da subito attivati affinché si riaprisse la strada nel più breve tempo possibile. Già il 9 settembre – spiega Romanella – la Città Metropolitana aveva suggerito di utilizzare dei new jersey per proteggere il lato pericolante e riaprire così la viabilità. Purtroppo, però, è intervenuta la Soprintendenza Archeologica”.

La Soprintendenza è infatti dovuta intervenire per il rinvenimento di un manufatto d’età romana non ancora classificato. “Questo ha bloccato i lavori che, altrimenti, sarebbero durati al massimo una decina di giorni”, si è giustificato il Presidente. Sempre Romanella informa la cittadinanza che la Città Metropolitana aveva già ipotizzato una riapertura con senso unico alternato, come proposto da Fratelli d’Italia il 13 settembre, che doveva verificarsi il 25 settembre. Qualcosa, tuttavia, deve essere andato storto, visto che la posa dei new jersey è iniziata soltanto martedì 8 ottobre.

Il disagio dei cittadini, che per la seconda volta si sono visti chiudere la Polense, non è comprensibile se non si vive. Lo spiega bene una mamma, che racconta l’odissea quotidiana per portare i bimbi a scuola attraverso le assurde deviazioni a cui sono stati costretti i cittadini a causa della chiusura della strada. Soltanto Antonio Muzzone, consigliere Cinque Stelle molto attivo su questo territorio, ha avuto il coraggio di chiedere scusa e di ammettere: “Tanto la figura di merda l’abbiamo già fatta”. L’umiltà del consigliere è stata ben accolta dal pubblico, che gli ha risposto con un caloroso applauso che invece è stato perennemente negato agli altri esponenti M5S del Municipio VI.

A distanza di oltre un mese, la strada resta chiusa, ma c’è la data: sabato 12 ottobre riapre

via polense chiusa

Il direttore dei lavori della Polense, intervenuto all’assemblea, ha espresso la propria solidarietà e dal pubblico è partito un applauso spontaneo: “Il primo che ci dice di avere solidarietà per noi”. Il direttore dei lavori ha confermato in ogni suo passaggio la versione del Presidente Romanella, scagionandolo d’ogni colpa: “Se la Soprintendenza non fosse intervenuta, avremmo riaperto la Polense il 15 settembre”. E poi assicura: “Mettetemi in croce se sabato mattina non è riaperta”.

Un particolare, però, è rimasto senza risposta. “Dal 6 settembre, quando è stato trovato il manufatto romano, si sono aspettate due settimane prima dell’intervento della Soprintendenza?”, chiede dal pubblico Fabio Giustini, residente di Castelverde. L’interrogativo cade nel vuoto e si lascia correre.

Una navetta per tre giorni

Il paradosso è presentato da Agnini e Muzzone. Quest’ultimo ha largamente spiegato un’altra area di intervento del Municipio VI: “Abbiamo fatto incontri con Atac – ha spiegato Muzzone – per dare a Fosso San Giuliano e Valle Castiglione una linea bus che finora non c’è mai stata. Una navetta di dimensioni ridotte per consentire il passaggio e che possa collegare la cittadinanza alla Metro C di Finocchio”.

La domanda, più volte espressa e senza risposte, è una: ma se la strada riapre sabato a cosa serve una navetta?

Nell’assemblea erano presenti anche i consiglieri d’opposizione del gruppo Fratelli d’Italia, Massimo Fonti e Nicola Franco, ignorati dal Comitato di Quartiere e dai consiglieri di maggioranza, offrendo uno sgarbo istituzionale davvero incomprensibile. Soltanto a margine dell’incontro, Fonti e Muzzone si sono confrontati su questo tema, rimarcando la mancanza di rispetto nei confronti degli eletti che rappresentano la minoranza.

La Redazione

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