Ius Soli, mobilitazione Fratelli d’Italia anche nel Municipio VI. Per il PD ennesima mistificazione

Fratelli d’Italia in piazza nel Municipio VI per due giorni a raccogliere firme contro lo Ius Soli. Luca Bellino (vicesegretario PD Municipio VI): “Ennesima mistificazione della destra chiamare Ius Soli lo Ius Culturae

firma al banchetto di Torre Maura

Il diritto di cittadinanza, che sia Ius Soli o Ius Culturae, è un tema che fa ribollire il sangue a Fratelli d’Italia e alla destra in generale. Lo dimostra l’impegno con cui sono usciti in piazza, il fine settimana scorso, per raccogliere le firme contro quella che viene già chiamata “Legge Boldrini”. Il risultato è stato eccezionale: oltre 110mila firme in tutta Italia, poco meno di mille soltanto nel Municipio VI.

“La partecipazione dei cittadini è stata notevole – fa sapere in una nota il coordinamento di Fratelli d’Italia del Municipio VI di Roma – Gli italiani non vogliono regalare la cittadinanza italiana. Il nostro sistema, infatti, garantisce già ogni diritto, tanto agli italiani quanto agli stranieri. Quella del PD è l’estremo tentativo di recuperare qualche voto dando il voto agli stranieri, senza però chiedere ai cittadini italiani cosa ne pensano”.

Su questo punto, interviene Luca Bellino, vicesegretario del Partito Democratico per il Municipio VI: “Negli ultimi tempi siamo piuttosto abituati alle mistificazioni delle destre in questo paese – attacca Bellino – La differenza giuridica tra Ius Soli e Ius Culturae è piuttosto netta”. Bellino spiega che, mentre nel caso dello Ius Soli chiunque nasca sul suolo italiano sarebbe riconosciuto come cittadino italiano, nel caso dello Ius Culturae “Si permetterebbe la possibilità di ottenere la cittadinanza ad un minore straniero a patto che lo stesso abbia frequentato un numero determinato di cicli di studio. In sostanza, per diventare cittadino bisogna dimostrare di avere un certo livello di integrazione”.

L’accusa di mistificazione, in realtà, è reciproca. La stessa Giorgia Meloni, nel lanciare la mobilitazione che ha visto impegnato il partito in tutta Italia, ha esortato i cittadini a “Non farsi prendere in giro da quelli che lo chiamano Ius Culturae”. Insomma, da destra dicono che a sinistra mentono e a sinistra dicono che a destra mentono. L’unica soluzione, per capire, è leggere la legge, in particolare all’articolo 1 e all’articolo 2.

firma petizione torre angela

Cosa dice la Legge Boldrini

Con la Legge Boldrini acquisirebbero il diritto di cittadinanza italiana “chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri di cui almeno uno è regolarmente soggiornante in Italia da almeno un anno al momento della nascita del figlio; chi è nato in Italia da genitori stranieri di cui almeno uno nato in Italia”. In entrambi i casi i genitori devono fare esplicita dichiarazione di volontà che il figlio sia riconosciuto come cittadino italiano.

Acquisterebbe la cittadinanza italiana anche il minore, entro il decimo anno di età, al raggiungimento della maggiore età, previa sua richiesta da inoltrare entro il ventesimo anno. In alternativa, è sufficiente aver compiuto un ciclo di studi, ad esempio le elementari, le medie o le superiori, o l’aver conseguito una qualifica professionale. Quindi, ci sentiamo di dire, che Luca Bellino ha effettivamente ragione: lo Ius Soli non è lo Ius Culturae.

Ius Culturae o Ius Soli?

È altresì vero, tuttavia, che si tratterebbe di automatismi in grado di rivoluzionare radicalmente il concetto di cittadinanza, ragione per cui il partito della Meloni vuole continuare a chiamarlo Ius Soli. Per Nicola Franco, capogruppo Fratelli d’Italia in Municipio VI, “Essere italiani non significa soltanto nascere in Italia, ma significa sposarne gli usi, le tradizioni, la storia. Questa legge non è altro che lo Ius Soli con un altro nome, una cittadinanza facile”.

Sul tema il PD sembra determinato a proseguire, tanto da voler organizzare incontri per raccontare la propria lettura di questa legge: “Il Partito Democratico del VI Municipio ha iniziato un nuovo percorso di incontri per informare ed ascoltare la cittadinanza sui grandi temi locali e nazionali – prosegue Bellino – Dobbiamo difendere i cittadini dalle mistificazioni attraverso l’informazione”.

“La partecipazione nei giorni scorsi e la continuità con cui la gente firma online la petizione di Fratelli d’Italia – conclude Franco – è la dimostrazione che i cittadini italiani non vogliono questa legge, non vogliono lo Ius Soli. Non basta cambiare nome alla legge: che ne dicono PD e Cinque Stelle di tornare al voto per interrogare i diretti interessati, ovvero gli italiani?”

E voi, cosa ne pensate?

La Redazione

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