Scuole di Ponte di Nona, bambini senza aule a piazza Muggia

Prima le promesse del Municipio, poi l’amara verità: non sono stati fatti i lavori di tramezzatura e due classi di prima media non hanno le aule

A Ponte di Nona le scuole sono sempre state un problema, come per tutto il versante est di Roma. Poche aule per troppi bambini e pochi lavori. Quasi sempre la soluzione è una: tramezzare locali comuni, e così è successo anche per l’IC Giuseppe Impastato a piazza Muggia, dove il Municipio aveva promesso di tramezzare la mensa per permettere l’accesso allo studio di due classi di bambini in ingresso alla prima media.

“La situazione è identica a cinque anni fa – spiega Chiara Del Guerra, presidente del Consiglio di Istituto – quando avevamo dovuto far traslocare i bambini perché non c’era posto alle elementari, da via Gastinelli a piazza Muggia. In cinque anni le elementari finiscono e portano in dote il surplus di bambini alle medie, con 8 quinte elementari in uscita e soltanto 6 prime medie disponibili”.

Il problema era noto al Municipio almeno dal novembre scorso, ovvero da quando la preside era stata convocata in Commissione Scuola per fare i conti dei posti disponibili e organizzare la fase delle iscrizioni all’anno scolastico 2019-2020. “Da noi rimanevano fuori circa 50 bambini – continua Del Guerra – e l’idea è stata quella di tramezzare il locale mensa. In una telefonata successiva la preside mi chiama e mi informa che il 4 gennaio sarebbero venuti in sopralluogo ufficio tecnico e Commissione per trovare una soluzione”.

Quello che sembra semplice, improvvisamente diventa impossibile. “La preside chiede rassicurazioni al Municipio – racconta ancora Del Guerra – riferendo di non voler ritrovarsi con bambini fuori dalle aule. Allora ottiene, in un Consiglio Straordinario, l’impegno scritto di risolvere la situazione attraverso due strade parallele. Da un lato si sarebbe proceduto a richiedere moduli abitativi, dall’altro a reperire i fondi per i lavori”.

450mila euro stanziati. Problema risolto?

I moduli abitativi sono presto naufragati, mentre i fondi arrivano: 450mila euro per tramezzare la mensa e adeguare gli impianti elettrici e antincendio. Tutto sembra risolto, con le carte in ordine la preside prende le iscrizioni e si arriva all’estate tra il silenzio più totale. Arriva agosto, si consegnano le chiavi alla ditta, si parte per le ferie felici e contenti e… A settembre si scopre che i lavori non ci sono stati.

Le scuole aprono e due classi di prima media si ritrovano a dover studiare sui gradoni del teatro o negli altri spazi dell’istituto. “Non c’è spazio per me”, si legge sulle magliette bianche di alcuni bambini. Per Fabrizio Compagnone, consigliere del Partito Democratico, “È il fallimento di Roma e del Municipio VI”, e chiede chiarezza sulla vicenda.

Chiara Del Guerra continua a spiegare che i soldi, effettivamente stanziati, sono al Titolo II del bilancio, per cui necessitano di gara d’appalto per poter essere utilizzati, con tempi biblicamente più lunghi. La promessa di avere le aule entro il 15 settembre è stata tragicamente infranta, e Compagnone chiede “Nomi e cognomi di chi ha interrotto l’iter. Non possiamo sempre demandare le responsabilità a qualcun altro. Abbiamo votato un atto e avevamo l’obbligo di realizzarlo. Cosa è successo? Dove si è interrotto? Chi lo ha interrotto? E infine: i lavori li dovrà fare il Municipio o il Dipartimento?”

I lavori potrebbero slittare all’estate 2020

Del Guerra rincara la dose, in quanto “Il problema si conosceva e ci si poteva organizzare per tempo. I soldi c’erano o non c’erano? C’erano i tempi o non c’erano? I genitori e la scuola avrebbero fatto le rispettive scelte in maniera diversa. Non si fa politica sulle spalle dei bambini”.

L’invito di Compagnone al Presidente del Municipio Romanella è di “Prendere posizione rispetto alla sua maggioranza in Campidoglio. È evidente che gli Assessori e il Sindaco non stanno ascoltando la voce del Presidente”. In una nota stampa aggiunge: “Nel corso della Commissione [Trasparenza, di cui Compagnone è Presidente, ndr] si è palesata la grande spaccatura tra parte della maggioranza e parte della Giunta. Fazioni opposte stanno lacerando un territorio già di per sé complicato, fragile che andrebbe tutelato. Mentre il Partito democratico chiedeva garanzie certe affinché si avessero luoghi idonei ai ragazzi per l’inizio dell’anno, qualcuno stava giocando sulla pelle dei più piccoli. Auspichiamo che la situazione venga risolta il prima possibile con un nuovo finanziamento in assestamento di bilancio previsto per fine settembre”.

Già, perché se non si interviene sul bilancio entro il 30 settembre, si potrà intervenire soltanto entro dicembre. E i lavori, invece che farli in primavera, potrebbero slittare verso l’estate 2020.

La Redazione

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