Azione Frontale, blitz nella notte per intitolare vie a fascisti

Il gesto in risposta alla decisione del Campidoglio di rinominare due vie intitolate a esponenti del Ventennio

via Casilina, angolo via di Torrenova, rinominata “Via Ugo Spirito”, filosofo fascista, allievo di Giovanni Gentile

Azione Frontale non è nuova a gesti eclatanti in grado di far discutere, sempre incentrati attorno al Fascismo. Questa notte l’associazione, che si definisce neofascista, ha voluto rispondere al Campidoglio. La Giunta Raggi ha infatti deliberato di cancellare il nome di due vie dedicate al biologo Edoardo Zavattari e al neuropsichiatra Arturo Donaggio, entrambi fascisti, per rinominarle in favore di Mario Carrara, uno dei pochissimi docenti universitari a rifiutare il Giuramento di fedeltà al Fascismo, e di Nella Mortara, unica fisica presente tra i “ragazzi di via Panisperna” guidati da Enrico Fermi e radiata dal mondo accademico perché ebrea.

Per Ernesto Moroni, presidente di Azione Frontale, “La storia non si può cancellare”. Questa affermazione merita una riflessione importante, a partire da una domanda: il fascismo è parte della nostra storia? E cosa fare con il pesante retaggio che ci portiamo dietro da circa un secolo?

In una nota stampa, Azione Frontale spiega così il suo gesto: “Questa corsa sfrenata a voler censurare la nostra storia rende ancor più forte il ricordo di uno stupendo passato che ha reso grande il nostro paese dallo sport alla cultura fino ad arrivare alle massime onorificenze militari. Le toponomastiche messe da noi questa notte sono solo l’inizio di tante iniziative che affronteremo su questo vergognoso tema di censura che forse neanche i terroristi dell’ISIS avrebbero compiuto”.

Esiste un limite tra censura giusta e censura ingiusta? E quello compiuto dalla Giunta Raggi è censura? Non crediamo sia una censura, così come non crediamo che sia questo il modo migliore per affrontare il tema del Fascismo. Non sarebbe più costruttivo, infatti, aprire dibattiti e iniziare a parlare di un periodo storico che riguarda noi tutti? Eliminare i nomi, cancellare la memoria, mettere sotto al tappeto un periodo storico non servirà a nessuno, se non a lavare la coscienza di molti.

Occorre, in una sola parola, “storicizzare”. La paura del ritorno del fascismo è, francamente, una sciocchezza. Si può essere arrabbiati per opinioni divergenti, è legittimo. Ma lo sfogo successivo deve essere il confronto, mai lo scontro. Perché le opinioni dell’una e l’altra parte sono spesso suffragate da documenti storici che non possono essere ignorati. Il bene e il male esistono in ogni periodo.

È arrivata l’ora di fare pace con il nostro passato. Abbiamo avuto dei nonni fascisti. Cancelleremmo i loro nomi dalle lapidi?

La Redazione

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