Tor Bella Monaca. Quer pasticciaccio brutto di via Viganò

Retake Torre Angela, il Centro Anziani Ai Pini, le minacce, le querele e le dimissioni della Filipponi forse collegate. Tutto per pulire un parco pubblico che pubblico non è

parcheggio dopo l'intervento retake
Fonte: profilo FB Alessandro Cesari

Una storia ingarbugliata al Centro Anziani Ai Pini di Tor Bella Monaca, in via Vico Viganò. Ricorderete probabilmente il primo intervento di pulizia del neonato gruppo Retake di Torre Angela: era il 22 giugno e oggetto della pulizia il parcheggio adiacente la scuola materna Antonio Crupi, in via del Torraccio di Torrenova. Quello che non ricorderete, perché ce lo rivela soltanto ora una fonte al Municipio VI, sono le 2 querele nate proprio per questo intervento di pulizia.

Come è possibile? Seguite la storia, raccontata direttamente da Mario, nome di fantasia di chi è stato coinvolto nella vicenda e che non vuole rivelare il proprio nome.

Mario racconta che il 17 giugno, pochi giorni prima della pulizia del parcheggio di via Crupi da parte di Retake Torre Angela, “Viene al Centro Anziani [Ai Pini, in via Vico Viganò, ndr] uno di Retake Torre Angela [Alessandro Cesari, amministratore del gruppo di Facebook della relativa pagina, ndr] e ci informa dell’intervento di pulizia al Parco della Pace e che, se volevamo contribuire, avrebbe esteso l’intervento alla porzione di parco davanti il Centro Anziani”.

Il Centro Anziani Ai Pini, come buona parte dei Centri Anziani di Roma, non ha molte persone abili al lavoro: per età anagrafica, per disabilità, per problemi di salute. A quale contributo si riferiva? Mario gli avrebbe detto che “Non abbiamo soldi da dare” e che, per pulire il parco della Pace e il parco davanti al Centro Anziani, era necessaria un’autorizzazione. Alla richiesta di poter visionare l’autorizzazione, il signor Cesari avrebbe intimato l’obbedienza ripetendo “Per ordine dei PICS”, ovvero il gruppo di Polizia Locale agli ordini diretti del Sindaco per la tutela ambientale.

 

Il parco pubblico di via Vico Viganò non è pubblico: è area di cantiere

Prima di proseguire occorre fare una premessa: il parco di via Vico Viganò, utilizzato giustamente dai residenti come fosse un parco pubblico, non è un parco pubblico. L’iter dell’esproprio, con la conseguente acquisizione al patrimonio del comune di Roma Capitale, è bloccato da anni, facendo risultare l’area come un’area di cantiere.

Questo significa, in parole povere, che l’area non può essere utilizzata da nessuno, né tantomeno essere oggetto di pulizia. “Perché – si chiede Mario – se si fanno male chi paga?”

Una domanda legittima, forte anche del fatto che il parchetto non è affatto degradato. Grazie a un accordo privato tra il Centro Anziani e l’albergo adiacente, oltre ai buoni rapporti privati tra le due parti, l’erba del parco del Centro Anziani viene sfalciata regolarmente dalla manutenzione dell’albergo. “Qual è quindi la necessità di intervenire qui?”, si chiede ancora Mario.

Il Parco della Pace e il parco del Centro Anziani Ai Pini non sono la stessa cosa: sono infatti divisi per finalità. In entrambi i casi ci troviamo di fronte a un’area di cantiere, non ancora completamente acquisita al patrimonio, come anche il Centro Anziani stesso. Questo paradosso rende la questione complicata e, com’era prevedibile, fraintendibile. Il parco del Centro Anziani doveva ospitare un parco giochi per bimbi, mentre il Parco della Pace doveva essere un parco pubblico.

Ora, da quanto è stato possibile apprendere, il Cesari voleva pulire con il gruppo Retake il Parco della Pace, non quello di fronte al Centro Anziani. Il signor Mario, però, asserisce che il Cesari si era offerto di estendere l’intervento dietro “contributo”, la cui natura non è chiara e che il Cesari smentisce nella maniera più assoluta.

 

Per ordine dei PICS e dell’Assessore

segnaletica senza simboli di Polizia Locale o Municipio che avvisano dell'intervento

Prima della pulizia del parcheggio, stando sempre al racconto di Mario, si sarebbero presentati dal direttore dell’albergo due persone: un agente dei PICS e una consigliera del Municipio VI, Silvia Foriglio, la quale si sarebbe qualificata come Assessore dello stesso. La richiesta al direttore sarebbe stata quella di avere riscontro del documento privato che impegna l’albergo a pulire il parco, a titolo gratuito e in forma d’atto di cortesia. Il direttore avrebbe così informato il Centro Anziani di quanto accaduto, così che il presidente del Centro, Salvatore Scalia, avrebbe telefonato all’Assessore Filipponi per avere notizie di quanto il signor Cesari aveva appena raccontato.

“Se è un accordo privato – si chiede ancora una volta Mario – come poteva la Foriglio esserne a conoscenza? Lei ci ha detto che era stata fatta richiesta al Decimo Dipartimento, ma se è un atto privato il comune non può averlo”. Così si viene a sapere, con le telefonate di Scalia, che la Foriglio avrebbe chiesto all’Assessore Nicastro di chiedere quest’atto al Centro Anziani. Il presidente del Centro allora avrebbe dato l’atto all’Assessore il quale lo avrebbe quindi girato alla consigliera, che poi sarebbe dunque andata dal direttore dell’albergo a chiedere proprio di quel documento.

A questo punto il direttore riconosce il documento che aveva consegnato al Centro Anziani ed è proprio lui ad avvisare il Presidente.

“Presentandosi come Assessore del Municipio – continua Mario – la consigliera avrebbe intimato al direttore di farsi carico della spesa del secchione per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, pari a 800 euro”. I toni tra gli anziani e il Cesari si alzano e inaspriscono quando i primi chiedono di poter vedere l’autorizzazione a procedere in tal senso. Il direttore dell’albergo, su questo punto e su tutti gli altri, non vuole esprimersi per mezzo stampa.

“Per ordine dei PICS – avrebbe detto il Cesari al presidente del Centro Anziani, Salvatore Scalia, e in presenza di numerosi testimoni – la pulizia del parco della Pace si estenderà fino a davanti al Centro Anziani. Non fornisco nessuna autorizzazione perché è per ordine dei PICS. Noi dobbiamo togliere lo spaccio e il degrado, metteremo i lucchetti e ci prenderemo la guardiania”. Per questa storia il presidente del Centro Anziani avrebbe chiamato nuovamente la FIlipponi, la quale avrebbe minimizzato dicendo che comunque avrebbero avuto una servitù di passaggio per accedere al Centro.

Da notare che il cancello del parco, ai civici 8 e 10, è assegnato al Centro Anziani. Questo perché il parco, oggi ancora area di cantiere, avrebbe dovuto ospitare il Centro Anziani, un parco per bambini e un’area cani. Al Centro spetterebbe, dunque, il compito di aprire e chiudere, con la conseguente proposta del municipio, negli anni addietro, di offrire il servizio di guardiania.

 

Le minacce tra le parti e le querele

siringhe raccolte e altri rifiuti speciali
Siringhe raccolte e altri rifiuti speciali. Fonte: profilo FB Daria Brancatisano

La discussione tra il Cesari e Mario si sarebbe accesa al punto da passare alle minacce, o almeno questo il motivo delle due querele che hanno raggiunto il presidente del Centro Anziani, Salvatore Scalia. Sembrerebbe che quest’ultimo avrebbe minacciato il Cesari a tal punto da rendere necessaria la presenza delle Forze dell’Ordine durante la giornata di pulizia del 22 giugno. “Quale pericolo rappresenta un cardiopatico, diabetico, anziano con altre patologie, contro un giovane uomo nel pieno vigore delle forze? Da notare la tempistica – ci fa notare Mario – Le querele più veloci del mondo, notificate dai Carabinieri il 21 giugno dopo appena quattro giorni dall’incontro e il giorno prima dell’intervento di Retake”.

Come notiamo dal profilo social del consigliere Giancarlo Colella: “Un ringraziamento particolare va alla Polizia di Roma Capitale che ha eseguito durante le pulizie un controllo sulle autovetture parcheggiate e facendo rimuovere immediatamente tutte quelle senza assicurazione e revisione”. La polizia e i Carabinieri sono quindi presenti e informati dell’intervento. Ma l’assenza di Ama fa sorgere una domanda: l’intervento di pulizia era autorizzato? In effetti il Cesari ci dice che il Municipio avrebbe acconsentito all’intervento, ma solo in forma orale. In altre parole, sembrerebbe non esserci un’autorizzazione scritta.

 

L’autorizzazione non c’è? E chi paga?

parcheggio pulito
Il parcheggio di via Crupi il 15 luglio. Fonte: profilo FB Alessandro Cesari

Accertata l’assenza di autorizzazione, per quanto sia lodevole ogni intervento di pulizia, le Forze dell’Ordine presenti, Carabinieri e Vigili, non avrebbero agito secondo legge, avendo permesso e protetto un evento non autorizzato. L’interrogativo implicito lo solleva in qualche modo Fratelli d’Italia, che in un’interrogazione del 27 giugno chiede “Se il Municipio era a conoscenza di tale iniziativa e se tale iniziativa di pulizia del parco da parte dei volontari era autorizzata e se è stato eseguito tutto l’iter (permessi, assicurazione dei volontari etc.)”.

L’interrogazione nasce “Perché i rifiuti raccolti il 22 giugno – spiega Nicola Franco, capogruppo di FdI in Municipio – erano ancora tutti là a distanza di alcuni giorni e che infatti sono rimasti in quel parcheggio, rendendolo inutilizzabile per quasi un mese. C’erano anche rifiuti speciali, come amianto, a ridosso della scuola materna, cioè di un punto sensibile”. I rifiuti sono stati rimossi dall’Ama giorno dopo giorno, fino alla completa rimozione avvenuta il 15 luglio.

Voci interne al Municipio rivelano che tale azione, priva di autorizzazione, potrebbe configurarsi come un reato per danno erariale. Il condizionale è d’obbligo, tuttavia, viste le querele in essere e la totale incertezza sul reale sviluppo degli eventi, che saranno stabiliti soltanto in fase di giudizio.

La domanda è però lecita: se l’autorizzazione è davvero assente, chi pagherà lo smaltimento dei rifiuti speciali? Se l’intervento non era concordato con Ama, a che titolo sono stati rimossi quei rifiuti? È forse questo, allora, il motivo per cui c’è voluto quasi un mese di micro interventi da parte di Ama per portare via tutti i rifiuti, invece che rimuoverli tutti insieme in un unico intervento, come avviene di solito quando si concordano iniziative del genere?

A paventare il danno erariale, stando alle voci di Municipio, sarebbe il Presidente del Municipio stesso, Roberto Romanella. Stando alle medesime voci, questa iniziativa ha suscitato malumori e sentimenti contrastanti nell’intero gruppo municipale del Movimento Cinque Stelle, forse spaccato in via definitiva. C’è chi ipotizza, infatti, che le dimissioni dell’Assessore alle Politiche Sociali, nonché Vicepresidente del Municipio, dott.ssa Francesca Filipponi, siano dovute proprio a questa vicenda.

Le date sembrerebbero rafforzare questa teoria. Il 17 giugno la “lite” al Centro Anziani, con conseguente telefonata di ragguagli da parte del presidente del Centro alla Filipponi, che avrebbe rivelato di essere all’oscuro di tutto. Il 19 giugno le querele. Il 21 giugno le querele notificate e le dimissioni della Filipponi e il 22 l’iniziativa di pulizia.

Esistono le carte. Come mai nessuno le ha consultate prima di sollevare questo caso? Ancora una volta saranno i cittadini a pagare.

 

La Redazione

One thought on “Tor Bella Monaca. Quer pasticciaccio brutto di via Viganò

  1. Non potremmo scendere più in basso. Non solo chi di dovere non pulisce, ma crea anche problemi per chi, volontariamente, si offre gratuitamente a ripristinare un decoroso spazio.
    La burocrazia di chi dovrebbe fare e non fa, blocca ogni buona iniziativa e contribuisce a renderci degni di ogni vergogna agli occhi di chi ci osserva.

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