Fratelli d’Italia: “Basta centri d’accoglienza nel Municipio VI”, ma PD e M5S votano contro

Voto unito di PD e Cinque Stelle contro la proposta di Fratelli d’Italia di escludere il Municipio VI dai bandi d’assegnazione per i centri d’accoglienza per gli immigrati

Mappa migranti per Municipi, fonte: Il Messaggero

Ieri, 9 maggio, il Consiglio Municipale si è riunito straordinariamente per discutere di quanto accaduto il mese scorso a Torre Maura, dove si erano accesi forti disordini per il trasferimento nel quartiere di un centro d’accoglienza, il 2 aprile. Che senso ha fare un Consiglio Straordinario dopo oltre un mese? Questa, in sintesi, è la domanda che si pone il Movimento Cinque Stelle, per una volta d’accordo con il Partito Democratico.

Nicola Franco, capogruppo in Municipio VI per Fratelli d’Italia, spiega così le motivazioni: “Fratelli d’Italia ha protocollato immediatamente la richiesta di Consiglio Straordinario, appena accaduti i fatti di Torre Maura. Il calendario non lo facciamo noi, è compito del Presidente del Consiglio [Alberto Ilaria, M5S, ndr] che invece ha preferito far slittare fino a ieri la richiesta”.

L’argomento in oggetto diventa quindi la questione dell’accoglienza su Roma. L’Ordine del Giorno di Fratelli d’Italia è una fotografia semplice del territorio: su 45 centri SPRAR (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) presenti su Roma, ben 15 sono sul Municipio VI. Un terzo dei centri d’accoglienza di Roma, in pratica, si trovano dislocati nel territorio del sesto municipio. “Non solo questo – aggiunge Franco – questo è il Municipio con il reddito pro capite più basso di Roma, ospita il campo nomadi più grande d’Europa, con il numero di reati più alti della città, con il maggior numero di arresti domiciliari. Il territorio ha già dato, è saturo. Per questo abbiamo chiesto una clausola nei prossimi bandi del comune di Roma per le assegnazioni dei centri d’accoglienza, per escludere il territorio del Municipio VI”.

Da qualche parte, però, gli immigrati devono stare. A nome del Movimento Cinque Stelle c’è l’accorato intervento del consigliere Antonio Muzzone, che si allinea al partito e spiega: “Quest’Ordine del Giorno riporta che un terzo dei centri d’accoglienza è nel nostro Municipio. Si parla dei disagi del Municipio, per i quali si devono arginare situazioni di accoglienza. Alziamo una bella barricata attorno al nostro Municipio – ironizza Muzzone – e poi che succede? Se alzo la barricata attorno al Sesto la alzano il Quinto, il Quarto. Ci sono problemi mondiali: perché esiste la migrazione? Perché i popoli si spostano? Perché ci sono disagi nei loro Paesi. Se in questo Municipio ci sono disagi noi dobbiamo operare per risanare questi problemi, non chiuderci ad anello. Io mi dissocio da quest’Ordine del Giorno”.

Il confronto è acceso e il Movimento Cinque Stelle vota compatto insieme al PD per bocciare la proposta di Fratelli d’Italia. Il Municipio VI, quindi, potrà avere altri centri d’accoglienza, senza limiti e senza restrizioni. Perché la cosa dovrebbe preoccupare? Non è detto che tutti i prossimi centri d’accoglienza verranno aperti nel Municipio VI; non è detto che ciò debba accadere. “In realtà la motivazione è semplice – chiude Nicola Franco – e per spiegarlo vi pongo due domande: quanto costa prendere in affitto uno stabile a Finocchio e quanto costa uno analogo a Parioli? Se una cooperativa dovesse scegliere tra Finocchio e Parioli cosa sceglierebbe per avere spese minori? Credo che la risposta sia scontata”.

Il Movimento Cinque Stelle è categorico e ribatte che non è competenza del Municipio entrare nel merito dei bandi del comune di Roma. Qui si pone tuttavia un quesito fondamentale nella dinamica del dibattito sul “decentramento amministrativo”. Possono i Municipi subire qualsivoglia decisione del Comune senza aver modo di controbattere o, quantomeno, dare un’opinione o un suggerimento? La domanda che sorge spontanea è: l’amministrazione del Municipio VI subisce passivamente e non ha in alcun modo la possibilità di suggerire al comune che, forse, il Municipio VI è al limite della sopportazione? Se così fosse tanto varrebbe chiudere i Municipi e risparmiare i circa 150mila euro l’anno che ci costa ciascuno di essi. Un risparmio netto di circa 2,3 milioni di euro l’anno considerando tutti e 15 i Municipi.

“Noi dobbiamo l’indirizzo politico – termina Nicola Franco – è evidente che non possiamo dire al comune cosa fare, ma almeno dovremmo lasciare traccia chiara che il Municipio VI è allo stremo. Non si può aggiungere disagio a disagio. È ora di finirla”.

L’intervento di Nicola Franco (FdI)

L’intervento di Antonio Muzzone (M5S)

La Redazione

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