Discarica di Castelverde – Lunghezza in via Donegani. A quando la bonifica?

Oggi la Commissione Trasparenza in sopralluogo in via Donegani, Castelverde, nella periferia est della Capitale. L’obiettivo è avere chiarimenti per l’esecuzione della seconda fase di bonifica dell’area. Figliomeni (FdI): “Non si può più attendere l’inerzia dei grillini”

La Commissione Trasparenza del Comune di Roma è stata convocata dal presidente Marco Palumbo (PD), su richiesta di Svetlana Celli (Civica), in via Donegani a Castelverde. Nonostante l’invito, il Presidente del Municipio VI Roberto Romanella ha scelto di non presentarsi. Del Municipio l’unica presente è il consigliere di Fratelli d’Italia Pamela Strippoli.

“I cittadini del quadrante Castelverde – Lunghezza, che da tempo convivono con le montagne di rifiuti interrati in quel territorio, non possono più attendere l’inerzia delle amministrazioni guidate dai grillini – dichiara in una nota Francesco Figliomeni, Vicepresidente dell’Assemblea Capitolina, per Fratelli d’Italia – All’odierno sopralluogo della commissione trasparenza capitolina, poiché non c’erano né il presidente Romanella né altri esponenti della giunta Raggi, abbiamo richiesto che venga immediatamente inoltrata una nota specifica al Sindaco Raggi che, stante la perdurante mancata nomina del sostituto della dimissionaria Montanari, ha anche le deleghe all’ambiente, per fare in modo che vengano accelerate tutte le procedure di bonifica e riqualificazione di quel territorio.

Gli uffici da soli non possono portare a compimento l’opera – incalza Figliomeni – Occorre intervenire subito anche per evitare ulteriori criticità dal punto di vista sanitario. Come Fratelli d’Italia siamo stati presenti con la consigliera Strippoli per far vedere che c’è una politica che opera e sa governare le situazioni difficili anche perché se ci fosse un ulteriore immobilismo dei pentastellati potrebbe esserci il rischio di sprecare parte del finanziamento che invece occorrerà incrementare viste le tante opere che i residenti attendono da molti anni”.

Una cava di tufo riempita di rifiuti che nessuno voleva vedere

La storia della discarica affonda le sue radici negli anni ’80, quando una ex cava di tufo tra Castelverde e Lunghezza fu riempita di rifiuti. Il risultato fu agghiacciante: 100mila tonnellate di immondizia, di cui la metà tossica. La tossicità dell’area diventa talmente letale da far cambiare la toponomastica di una via adiacente. Nasce così “via delle vedove”, a causa delle continue morti.

Olii esausti, gomme, batterie e altri “rifiuti speciali” venivano ammassati dal 1983 all’interno di questa enorme ex cava. Soltanto nel 1994, con l’ipotesi e l’avvio dei lavori per il Treno ad Alta Velocità Roma-Napoli in quest’area, venne scoperta la discarica. L’amministrazione all’epoca chiese alla Rete Ferroviaria Italiana di bonificare l’area e provvedere quindi alle opere di compensazione. La bonifica, tuttavia, fu semplicemente uno spostamento dei rifiuti; e il Comune si vide costretto a stanziare dei fondi: 3 milioni 148mila euro.

 

Un disastro ambientale che nessuno dichiara esistere e i soldi scomparsi

La discarica di Castelverde

Nonostante i fondi, però, la bonifica non partiva mai, così come le opere di compensazione che dovevano sorgere tra Castelverde e Lunghezza. Oggi l’area è sotto sequestro penale, con un inquietante tendone bianco a coprire la discarica. All’interno e intorno operai a lavoro e polizia a controllare gli accessi. Eppure l’Arpa Lazio, l’Azienda Regionale di Protezione Ambientale, non ha mai dichiarato una situazione di pericolo. A che pro, dunque, tutta questa segretezza e questi ritardi?

In cambio della morte di numerosi cittadini in quell’area, l’amministrazione capitolina propose opere a compensazione in cambio della Tav. A Lunghezza, infatti, attingendo a quei 3 milioni e 148mila euro, sarebbero stati previsti una piscina e un centro anziani, mentre Castelverde sarebbe rimasta a bocca asciutta.

Nel 2013 Marino elimina la parola Castelverde dal finanziamento e destina tutto a Lunghezza. O meglio, non tutto: la metà della somma che i due quartieri dovevano dividersi. Così, oltre alla parola “Castelverde”, spariscono anche i soldi. Nel 2015 la delibera 189 di Giunta arriva quindi a un nuovo atto negoziale con RFI, non facendo però più riferimento a Castelverde.

 

Dalla Commissione Trasparenza non traspare nulla

Su questi documenti e sull’inizio dei lavori si è voluta quindi riunire la Commissione Trasparenza. È urgente fare luce su decenni di omissioni e, soprattutto, di possibili disastri ambientali. Il sopralluogo in via Donegani è servito a qualcosa? O è stato, più semplicemente, un tentativo di rimandare ancora la bonifica? La maggioranza, inerte, non si pronuncia. L’opposizione incalza ma non risolve. Pamela Strippoli, consigliere di Fratelli d’Italia del Municipio VI, denuncia l’assenza dei 5 Stelle: “Trovo vergognoso che il Presidente del Municipio non abbia ritenuto opportuno partecipare a una Commissione su un tema così importante come quello della bonifica della discarica di Castelverde. Davvero non ha nulla da dire dopo quasi tre anni che amministra, per così dire, il Municipio?”

Presenti anche la dottoressa Laura D’Aprile del Dipartimento Ambiente e Bonifiche e i Comitati dei Quartieri limitrofi, da anni impegnati nelle battaglie che rendono tristemente protagonisti i rispettivi territori.

 

La Redazione

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