Roma, emergenza scuola Ponte di Nona: a rischio 50 bambini

Il Municipio VI non ha soldi e non ci sono soluzioni reali all’orizzonte. Il quadrante est di Roma rischia di crollare sotto le richieste di iscrizioni scolastiche a cui non riesce a far fronte

 

La Commissione Lavori Pubblici del Municipio VI ha messo in evidenza l’emergenza scolastica nel quadrante est di Roma. In particolare, è urgente dare risposta in merito alle iscrizioni arrivate alla scuola dell’obbligo dell’Istituto Comprensivo Giuseppe Impastato, a Ponte di Nona.

Attualmente sono infatti 50 i bambini che non sanno se troveranno posto, e il Municipio non sembra avere idea di come fare. I bambini, da Colle degli Abeti, Castelverde e Ponte di Nona, potrebbero rischiare di non avere un’adeguata sistemazione scolastica.

Il Presidente della Commissione Scuola, Silvia Foriglio, aveva in precedenza effettuato un sopralluogo con i tecnici, arrivando a delineare soltanto due soluzioni: realizzare due classi nel vecchio refettorio, oppure installare 2 moduli, forniti dal SIMU.

Nel primo caso, l’intervento si presenta come straordinario, e quindi senza fondi disponibili non sembra essere possibile la realizzazione di due nuove classi. Nel secondo caso, invece, i tempi di installazione arrivano a 3 mesi. Il rischio, quindi, è che i bambini si iscrivano con la speranza dei moduli, che però possono slittare oltre settembre. Un caos totale.

 

Non ci sono fondi a bilancio. Quali lavori?

In aggiunta a quanto detto, va precisato che un aumento della popolazione scolastica di 50 unità determinerebbe la necessità di adeguare la sicurezza antincendio, con nuovo progetto e nuove autorizzazioni.

Il costo totale, tra realizzazione delle aule e adeguamento norme antincendio, è attorno ai 150mila euro, ma l’Assessore al Bilancio Aristodemo D’Orrico ha precisato che a maggio, in occasione della variazione di bilancio, si possono ottenere al più 10-20mila euro.

A fronte di tutto ciò, una terza via sarebbe quella di effettuare lavori per realizzare altre aule, tramezzando quelle esistenti, tra Motta Camastra e San Vittorino.

“Purtroppo – spiega il Presidente della Commissione Lavori Pubblici, Giuseppe Agnini, in un video su Facebook – la possibilità di intervento da parte del Municipio andrebbe oltre questi termini e anche con ingenti risorse necessarie, per cui non si riuscirebbe a soddisfare questa richiesta. Per queste ragioni si è pensato che la strada percorribile più veloce potrebbe essere quella che il Dipartimento Simu si faccia carico dei moduli prefabbricati. Altrimenti si dovrà trovare qualche altra soluzione”.

Ma se per il Movimento Cinque Stelle la colpa prima era dei politici, ora la colpa è dei funzionari dei Dipartimenti. Il Presidente Agnini infatti continua: “Manca una programmazione dei fabbisogni da parte del Dipartimento Scolastico, che ancora oggi non è in grado di dare dati utili per permettere la programmazione e di costruire o adeguare i plessi”.

Qui sotto il video integrale del Presidente Agnini.

 

“Già è stato tramezzato tutto il tramezzabile”

Il Presidente del Consiglio d’Istituto dell’IC Giuseppe Impastato, Chiara Del Guerra, interviene parlando di una “Lotta continua da parte della Dirigente Scolastica [prof.ssa Daniela Monaco, ndr] e di tutto il Consiglio di Istituto per ottenere finalmente spazi adeguati ad accogliere l’utenza”.

La battaglia non riguarda però soltanto Ponte di Nona. I bambini, infatti, provengono anche dai quartieri limitrofi: è un’emergenza che investe l’intero quadrante, da Lunghezza a Corcolle, da Ponte di Nona a Castelverde. E gli spazi stanno finendo. “Al plesso di via Gastinelli fu tramezzato tutto il tramezzabile, poi a piazza Muggia scomparvero tutti i laboratori per far posto agli alunni. Poi ci fu l’anno in cui rimasero fuori 95 bambini tra primaria e secondaria. E oggi ci risiamo, con 60 ragazzi che non hanno posto”

Del Guerra specifica che “Il Municipio e il Dipartimento hanno preso l’impegno di trovare il modo di accogliere i ragazzi”, ma è evidente che non ci crede molto. “La scuola ha accettato intanto le iscrizioni dei ragazzi per il limite massimo delle 6 classi già disponibili, ma dopo una presa di intento si è passati ad accettare le iscrizioni degli altri ragazzi in esubero. Non ci resta che sperare che a maggio, con la variazione di bilancio, vengano stanziati i fondi per far fronte a questa emergenza e che i lavori, qualora ci siano, terminino prima di settembre. Altrimenti non abbiamo altra soluzione che far fare agli alunni i doppi turni, mattina e pomeriggio”.

 

La Redazione

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