Foibe e Giorno del Ricordo: La Rai trasmette Rosso Istria l’8 febbraio

La Rai trasmetterà il film Red Land – Rosso Istria l’8 febbraio. Il film, capolavoro che racconta la drammatica storia di Norma Cossetto, gettata in una foiba dopo essere stata ripetutamente stuprata

Le foibe non sono più un tabù e il Giorno del Ricordo (10 febbraio) comincia ad acquisire peso nella coscienza degli italiani. Il racconto degli italiani di Istria, Dalmazia e Giulia, a lungo oscurata dalla mano governativa della sinistra, oggi è Storia. E questa Storia sarà trasmessa su Rai Tre, l’8 febbraio in prima serata, con Red Land – Rosso Istria.

Il caso è senza precedenti. Proprio sulla rete lottizzata dal fu Partito Comunista arriva il film che ne racconta tutta la crudeltà, senza veli di ipocrisia. I comunisti italiani hanno aiutato i comunisti jugoslavi a fare piazza pulita del popolo italiano. Un genocidio, uno stupro di gruppo, un infoibamento senza vergogna.

“Esiste una ricerca Italo croata a cura della  Società di Studi Fiumani e l ‘Istituto Croato per la Storia pubblicata nel 2002 – scrive in una nota alla stampa Marino Micich, direttore del Museo di Studi Fiumani e Segretario dell’Associazione di Studi Fiumani – Che solo per Fiume e dintorni  stabilì 652 vittime a guerra finita nel gruppo nazionale italiano . Un dato e uno studio senza precedenti da ricordare nel mondo degli studi e ricerche e all’opinione pubblica”.

Il tentativo di infoibare la verità

Le foibe non esistevano, secondo i comunisti e il Governo italiano di allora. Ancor peggio, i comunisti dicevano (e purtroppo alcuni ancora dicono) che gli infoibati erano tutti fascisti. Che, in buona sostanza, era quella la fine che meritavano. Gli italiani ignoravano, per scelta o per interesse, lo sterminio che stava avvenendo nelle terre irredente. Nell’Istria, nella Giulia, nella Dalmazia, a Trieste. Un genocidio di italiani che gli italiani hanno ignorato per decenni.

Ancora oggi esistono imbecilli, forse reduci da rave di centri sociali, che vanno a imbrattare le targhe commemorative con la falce e il martello. Ancora oggi la verità vuole essere infoibata. Il Campidoglio, a guida Raggi e Movimento Cinque Stelle, aveva fatto sì che a parlare delle foibe nelle scuole fosse l’Anpi. Una follia.

Il monumento ai martiri delle foibe, a Marghera in provincia di Venezia

Federico Mollicone e Paola Frassinetti, deputati di Fratelli d’Italia in Commissione Cultura della Camera, hanno perciò presentato una mozione, approvata all’unanimità, per vincolare i soli testimoni diretti e le associazioni degli esuli istriani, giuliani e dalmati a parlare nelle scuole della tragedia delle foibe. “Nel documento – si legge nella nota congiunta di entrambi – Si evidenzia come sia necessario impedire che tali eventi vengano minimizzati o che siano oggetto di teorie negazioniste non corrispondenti alla realtà storica di quei tragici fatti. Il governo, pur nel rispetto dell’autonomia scolastica, ha anche accolto la richiesta che vengano proiettati nelle scuole, documentari e filmati come ‘Rosso Istria’. Fdi ringrazia tutti i gruppi parlamentari per la sensibilità dimostrata”.

Rosso Istria – Guardiamolo ricordando Nazario Sauro

Il film, citato dalla nota di Mollicone e Frassinetti, è lo stesso che andrà in onda venerdì 8 febbraio su Rai Tre, in prima serata. “Obiettivo raggiunto”, esultano i due su Facebook. Eppure, il film non trovò spazio in tutte le sale cinematografiche. Alcuni manifestarono addirittura fuori dalle poche sale che osavano trasmetterlo, in quel “lontano” novembre 2018.

Il regista, Maximiliano Hernando Bruno, ha compiuto un miracolo: parlare dell’innominabile passato italiano post bellico. Ha messo a nudo le bugie dei “kompagni”, ha raccontato la storia di Norma Cossetto: un simbolo intoccabile per la Storia d’Italia.

Le Storie sono innumerevoli: una per ogni esule, per ogni famiglia. Norma Cossetto, 23 anni, laureanda a Padova. Catturata, stuprata, infoibata. La sua colpa? Essere italiana.

Guardiamo Rosso Istria, tramandiamolo ai nostri figli, spieghiamolo ai nostri figli. La verità è diventata Storia. Ricordando le parole di Nazario Sauro, comandante marittimo nato a Capodistria quando era ancora austriaca: “Caro Nino, tu forse comprendi od altrimenti comprenderai fra qualche anno quale era il mio dovere d’italiano. Diedi a te, a Libero ad Anita a Italo ad Albania nomi di libertà, ma non solo sulla carta; questi nomi avevano bisogno del suggello ed il mio giuramento l’ho mantenuto. Io muoio col solo dispiacere di privare i miei carissimi e buonissimi figli del loro amato padre, ma vi viene in aiuto la Patria che è il plurale di padre, e su questa patria, giura o Nino, e farai giurare ai tuoi fratelli quando avranno l’età per ben comprendere, che sarete sempre, ovunque e prima di tutto italiani! I miei baci e la mia benedizione. Papà. Dà un bacio a mia mamma che è quella che più di tutti soffrirà per me, amate vostra madre! e porta il mio saluto a mio padre”.

 

La Redazione

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