Il ritorno del Re. Giorgio Napolitano commenta la consegna di Battisti come occasione persa per la sinistra

In una lettera a La Stampa, Re Giorgio I Napolitano rivendica la sua azione politica nei confronti dell’ex presidente brasiliano Lula. “Si era impegnato a consegnare all’Italia Battisti e si è tirato indietro”

Sull’arresto di Cesare Battisti mancava solo Giorgio Napolitano, Presidente emerito della Repubblica, protagonista degli anni più duri della crisi economica in Italia. Ex partito comunista, ex dalemiano, ex senatore, eurodeputato, deputato, ministro, “Re Giorgio” parla di Cesare Battisti. E lo fa in una lettera a La Stampa: “La promessa che Lula non mantenne”.

Per Napolitano l’arrivo di Battisti in Italia è “motivo di grande soddisfazione”. Il presidentissimo dichiara infatti che la questione Battisti era sempre al centro della sua attenzione. Questo spiega forse le fotografie e le strette di mano tra Renzi e Lula, Boldrini e Lula, Marino e Lula. Sì, un gran lavoro di cooperazione che ha portato un bel nulla all’Italia, se non l’essere irrisa da un assassino latitante da 37 anni.

Napolitano rivendica per sé il merito dell’arrivo di Battisti in Italia. Rivendica per il suo impegno politico la cooperazione brasiliana. Come se i suoi incontri con Lula, l’ex presidente del Brasile, avessero avuto infine effetto. “Ottenni da Lula un netto impegno, che tuttavia non mantenne, cedendo alle pressioni della componente estremista della sua maggioranza e del suo governo – scrive Napolitano – Finendo per lasciare la paternità e il merito dell’ordine di consegna di Battisti a un Capo di Governo che oggi esprime un indirizzo politico ben lontano dalla sinistra”.

Invidia? Quello di Napolitano è un rammarico e un rimpianto per non aver riportato a casa Battisti. Non una parola per le famiglie delle vittime, per la giustizia. No. Per il presidentissimo Re Giorgio il problema è che l’ordine di consegna sia arrivato da destra e non da sinistra.

 

La Redazione

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